L’ultima degli altri: Carpi-Verona


Rubrica settimanale dedicata all’ultima gara dei prossimi avversari del Bologna. Oggi focus sul pareggio senza reti ottenuto dal Verona in trasferta contro il Carpi

– di Luca Nigro –

Mandorlini allena il Verona dal 2010 (ph. Zimbio)

Mandorlini allena il Verona dal 2010 (ph. Zimbio)

C’è qualche elemento positivo nel pareggio ottenuto dal Verona nella trasferta di Carpi con il Modena. Uno su tutti: per la prima volta in stagione la formazione di Mandorlini, non ha subìto gol. Questo è un dato da non sottovalutare, visto che l’Hellas ha sofferto molto in queste prime undici giornate, soprattutto gli errori del proprio reparto difensivo. Ad onor di cronaca, va ricordato che Marquez ad inizio ripresa ci avevo messo del suo per far si che il Carpi si portasse in vantaggio favorendo, con un clamoroso errore in disimpegno, il tiro di Lasagna sventato in angolo da Rafael. Il portiere brasiliano, messo sul banco degli imputati dopo la goleada presa a Genova, era stato spodestato nel turno infrasettimanale perso con la Fiorentina dal giovane Gollini. Mandorlini però gli ha ridato fiducia, azzeccando la scelta. Dopo lo strepitoso intervento su Lasagna, Rafael due minuti dopo si ripete su un colpo di testa di Matos, salvando porta e risultato. Se è vero che per tutto il secondo tempo il Carpi ha amministrato il gioco creando più pericoli rispetto agli scaligeri, per onor di cronaca va segnalato che il 4-3-3 di Mandorlini per lunghi tratti della gara, ha funzionato meglio rispetto alle ultime uscite. Intendiamoci, il Verona rimane una squadra in grossa difficoltà, ma i rientri a pieno regime di Hallfredsson e Pazzini, permettono quantomeno alla squadra di ritrovare maggiori sicurezze. Ovviamente l’assenza di Toni in avanti, pesa eccome. Pazzini è più un attaccante d’area, mentre il bomber di Pavullo nel Frignano è uno di quegli attaccanti che oltre a fare gol, lavora molto per i compagni riuscendo magistralmente a coprire palla, tenendo nel contempo la squadra corta favorendo così gli inserimenti dei centrocampisti.

Con la doppietta al Parma, Luca Toni diventa il leader dei bomber con 21 reti (ph LaPresse)

L’assenza di Luca Toni è un problema pesante per il Verona (ph LaPresse)

Nel primo tempo, l’Hellas, seppur non creando grossi pericoli alla porta di Benussi, tiene bene il campo. I due centrali Marquez e Moras, non hanno tanta pressione, mentre Souprayen sulla sinistra più di Pisano (dei quattro dietro quello apparso più in difficoltà su Matos) crea in fase di proposizione qualche grattacapo al dirimpettaio carpigiano Zaccardo. Greco schierato da regista, smista tanti palloni dettando i tempi alla squadra. Le due mezzali Ionita e Hallfredsson, riescono a compensarsi. Il moldavo, più ruvido del compagno, vince spesso i duelli in mezzo al campo con Lazzari. Mente l’islandese, dotato di ottima tecnica, va spesso al cross creando qualche apprensione alla difesa biancorossa. In avanti Sala e Juanito Gomez giocano esterni, mentre il terminale offensivo è Pazzini. Dei tre, il più in difficoltà è sembrato Sala che, agendo molto largo, è andato spesso a sbattere su Gabriel Silva. Gomez una spanna sopra al compagno, anche se a parte un paio di accelerazioni e un tiro, non è riuscito ad incidere. Sicuramente Pazzini, almeno per la voglia e la determinazione messa in campo, è stato il migliore del reparto. Si è sbattuto come un dannato, riuscendo a creare qualche pericolo negli ultimi sedici metri.

Terminato un buon primo tempo, nella ripresa l’intensità degli uomini di Mandorlini cala. Il Carpi guadagna metri e diventa molto più pericoloso grazie anche agli svarioni della difesa gialloblu. Ragion per cui, il tecnico scaligero cerca di correre ai ripari gettando nella mischia lo svedese Helander per Marquez. Poi inserisce Siligardi al posto di uno spento Sala e Matuzalem per Ionita, mettendo il brasiliano regista e spostando Greco mezzala destra. I risultati non sono di certo entusiasmanti ma quantomeno, permettono al Verona di chiudere la partita indenne. L’Hellas ad oggi è l’unica squadra di A ancora a secco di vittorie e non a caso si trova in fondo alla classifica. A Modena si è comunque vista una squadra in leggera ripresa. Per i gialloblu, distaccati di tre punti dal Bologna, a questo punto il match di sabato al Bentegodi risulterà già decisivo (soprattutto per la panchina di Mandorlini). Così come per gli uomini di Donadoni, chiamati a vincere l’ennesimo scontro diretto per allungare ancor di più in classifica.

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