L’ultima degli altri: Fiorentina-Lazio


L’ultima degli altri: Fiorentina-Lazio Rubrica settimanale dedicata all’ultima gara dei prossimi avversari del Bologna. La Lazio è reduce da una bella vittoria per 3-1 a Firenze

– di Luca Nigro –

Stefano Pioli, ex tecnico del Bologna (ph. Zimbio)

Stefano Pioli tornerà al Dall’Ara da ex alla guida della Lazio (ph. Zimbio)

Quella vista al Franchi di Firenze se non è stata la miglior Lazio della stagione, poco ci manca. La squadra di Stefano Pioli ha giocato la partita perfetta che di certo non fa il paio con la brutta copia vista appena tre giorni prima all’Olimpico contro il Carpi. E’ una formazione strana quella biancoceleste, grande contro le grandi (ne sa qualcosa l’Inter di Mancini), piccola con le piccole. Si perché, la Fiorentina di Paulo Sousa, grazie all’ottimo campionato disputato sin qui, si è tatuata sul petto (con merito) l’effige di grande. Ma di grande al Franchi si è vista solo una squadra in campo: la Lazio. Il 4-1-4-1 forse, è il modulo che si addice di più alle caratteristiche della rosa capitolina. Dico forse, poiché in fin dei conti sono sempre gli uomini a fare la differenza ed i biancocelesti visti contro la Fiorentina, hanno interpretato la gara rasentando la perfezione. Squadra corta e aggressiva. Pressing alto che non ha dato possibilità di ragionare ad una Fiorentina che nella qualità e nelle improvvise verticalizzazioni, ha costruito gran parte delle attuali fortune. Per 75 minuti si è vista una sola squadra in campo. Sul rinvio di Berisha, Konko e Radu andavano subito ad aggredire alti Marcos Alonso e Blaszczykowski. Mauricio, ha praticamente annullato Kalinic facendo fare un figurone anche al giovane Hoedt. Milinkovic-Savic e Parolo, molto stretti tra di loro, hanno offuscato Badelj e Vecino mentre Biglia è stato il vero faro dei suoi. Ha interpretato le due fasi alla perfezione. Schermidore davanti alla difesa, ha recuperato decine di palloni rilanciando immediatamente con chirurgica precisione i tre davanti dettando ritmo e tempi di gioco. La scelta di preferire il giovane Keita a Felipe Anderson, ha premiato Pioli. Sia lui che Candreva, grazie soprattutto alla loro velocità, hanno fatto male alla difesa viola ma non solo. I due esterni sono stati altresì molto bravi a rinculare in fase di non possesso garantendo sempre superiorità in mezzo al campo. Ed è in questo fazzoletto di campo, che la Lazio ha vinto la partita riuscendo a non far ragionare i viola.

Filip Djordjevic sta diventando determinante per gli equilibri della Lazio (ph. Zimbio)

Filip Djordjevic sta diventando determinante per gli equilibri della Lazio (ph. Zimbio)

Uno che invece merita una nota a parte, è Djordjevic. L’attaccante biancoceleste (suo l’assist dell’1-0 di Keita) è stato il primo difensore. Fin quando è rimasto in campo, il suo pressing ha mandato in tilt a turno Gonzalo Rodriguez e Roncaglia. Il resto lo hanno fatto Keita e Candreva, quest’ultimo bravo a mettere in difficoltà Astori. Per tutto il primo tempo c’è stata solo una formazione in campo. Nella ripresa la musica non è cambiata fin quando Paulo Sousa, si rende conto che la sua squadra è in grave difficoltà. Ed ecco che gli inserimenti di Ilicic e Pepito Rossi (il migliore dei suoi), danno una nuova verve ai viola. Qui sale in cattedra Berisha che salva due volte proprio su Rossi mentre Parolo respinge sulla linea un colpo di testa di Kalinic. Lasciati sfogare gli avversari, la Lazio dimostra la grande capacità di colpire in ripartenza, soprattutto con qualità. Nonostante Matri sbagli un gol già fatto, nei minuti di recupero ci pensa prima Milinkovic (gran gol il suo) e poi il neo entrato Felipe Anderson (sul preciso assist di Candreva), a spegnere l’entusiasmo della Fiorentina, rientrata in partita 120 secondi prima della rete del brasiliano grazie alla papera di Berisha su un tiro non irresistibile di Roncaglia. Una Lazio dunque che arriverà al Dall’Ara rivitalizzata rispetto all’inizio di stagione. Le due vittorie esterne consecutive contro Inter e Fiorentina, unite alla qualità della rosa e ad un modulo (il 4-1-4-1) che sembra aver dato la quadra giusta, fanno dei biancocelesti uno degli avversari peggiori che potessero capitare in questo momento al Bologna. Anche perché la Lazio, fino ad ora, si è espressa meglio lontana dall’Olimpico. Ai rossoblu per aver ragione della squadra di Pioli, servirà una prestazione del livello. Per intenderci, che si avvicini molto a quella vista contro la Roma ed il Napoli perché, nonostante la classifica attuale dica altro, la Lazio rimane pur sempre una delle grandi di questo campionato.

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