L’ultima degli altri: Genoa-Inter 1-0


Rubrica settimanale dedicata all’ultima gara dei prossimi avversari del Bologna. Successo di misura che vale la salvezza per il Genoa contro l’Inter

– di Luca Nigro – 

Gianpiero Gasperini, tecnico del Genoa (ph. Zimbio)

Gianpiero Gasperini, tecnico del Genoa (ph. Zimbio)

Che Gian Piero Gasperini tenesse particolarmente alla gara contro l’Inter, non è un mistero. I colori nerazzurri rievocano nel tecnico piemontese ricordi poco piacevoli. La panchina dell’Inter è stata la sua peggior esperienza professionale e al fischio finale lo scatto verso i suoi giocatori giustifica la sua particolare gioia. Certamente per la salvezza matematicamente raggiunta, ci mancherebbe. Ma lo smacco di precludere l’ennesimo obiettivo alla sua ex squadra, non ha avuto prezzo. Per il secondo anno consecutivo il Genoa batte l’Inter a Marassi, condannando i nerazzurri alla seconda delusione consecutiva. La scorsa stagione il gol di Kucka gli tolse ogni speranza di qualificazione in Europa. Mercoledì, è stato De Maio, con ogni probabilità, a mettere la parola fine ai sogni di Champions della squadra di Mancini. Eppure per tutto il primo tempo, Icardi e compagni hanno dominato in lungo e in largo, meritando almeno una rete ma sbagliando anche in modo eccessivo le tante occasioni avute. Gasperini inizialmente, schiera il suo Genoa con il consueto 3-4-3. L’assenza di Perin, è colmata dall’ottimo Lamanna che non fa rimpiangere per nulla il vice Buffon. In difesa, out Burdisso, Gasperini si affida al trio De Maio, Munoz e Marchese. Nello scacchiere rossoblu tuttavia, ricoprono un ruolo fondamentale gli esterni. Con il forfait di Izzo, Ansaldi viene spostato a destra mentre a sinistra va Gabriel Silva. In mezzo, Dzemaili e Luca Rigoni, con quest’ultimo in sostituzione di Rincon altro assente di giornata. In avanti Laxalt inizialmente parte alto a destra, con Suso sull’out sinistro a supporto dell’unica punta Pavoletti. L’Inter schierata con un 4-4-1-1, sin dai primi minuti prende in mano il pallino del gioco costringendo i padroni di casa a giocare sulla difensiva.

Terzo gol stagionale per Diego Laxalt del Genoa (ph. Zimbio)

Diego Laxalt è un giocatore fondamentale per l’equilibrio del Genoa (ph. Zimbio)

Ecco che il 3-4-3 genoano, in realtà si trasforma in un 5-4-1. Sul binario di destra Ansaldi e Laxalt, riescono ad arginare le folate di Perisic, mentre dall’altra parte Gabriel Silva va subito in difficoltà con Palacio, anche perché Suso non collabora. L’argentino, in teoria trequartista, battezza la destra per tentar di far male alla sua ex squadra, mentre Brozovic che dovrebbe stare largo, tende molto spesso ad accentrarsi. Ciò nonostante, la squadra di Mancini riesce a tenere molto basso l’avversario costruendo parecchi pericoli. Tutti partono dai piedi di Palacio, capace con i suoi movimenti e i suoi assist di mandare in confusione la retroguardia rossoblu, soprattutto Gabriel Silva a sinistra, agevolando altresì le occasioni nitide di Icardi e Perisic. Tutto ciò, costringe Gasperini ad invertire le fasce offensive, portando Laxalt a sinistra e Suso, poco propenso alla fase difensiva, dalla parte opposta. A destra Ansaldi è una garanzia di corsa e copertura, ragion per cui lo spagnolo può anche rimanere più alto. Ma la mossa vincente è quella di portare Laxalt sul lato di Gabriel Silva. Con l’uruguaiano da quella parte, l’Inter pian piano perde di consistenza senza che Mancini riesca a trovare una contro mossa adeguata. Con il passar dei minuti, soprattutto nella ripresa, il Genoa acquista maggiore fiducia. Pavoletti ha poche palle giocabili ma si sbatte e si danna l’anima. L’ennesima intuizione del tecnico rossoblu tuttavia arriva a metà tempo ed ha un nome e cognome: Panagiotis Tachtsidis. Il greco, subentrato a Luca Rigoni, regala maggior dinamismo in mediana ma soprattutto, è decisivo nello svettare di testa servendo una palla d’oro a De Maio per il vantaggio genoano. Un gol che risulta anche quello decisivo. Una partita vinta grazie alla fase difensiva ma soprattutto alle mosse di Gasperini che, in corso d’opera, ha mischiato le carte vincendo così la propria sfida personale contro la sua ex squadra. A Bologna arriverà un Genoa, salvo tranquillo e rilassato. A questo punto, dopo la batosta di Napoli e i risultati deludenti delle ultime uscite, dagli uomini di Donadoni ci sia aspetta una reazione contro una squadra che francamente non ha più nulla da chiedere al campionato.

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