L’ultima degli altri: Inter-Napoli 2-0


Rubrica settimanale dedicata all’ultima gara dei prossimi avversari del Bologna. Vittoria di carattere del Torino per 2-1 ai danni dell’Atalanta

– di Luca Nigro –

Sarri durante Napoli-Empoli, terminata 5-1 (ph. zimbio)

Il Napoli di Sarri ha abbandonato i sogni Scudetto (ph. zimbio)

La chiave della partita stavolta si trovava nelle tasche di Roberto Mancini. I nerazzurri tatticamente giocano la gara perfetta. Il 4-4-2, o meglio 4-4-1-1, proposto dal tecnico di Jesi, imbriglia un Napoli incapace di affondare il coltello sulla granitica difesa interista. Il solito 4-3-3 proposto da Sarri, fatto di possesso ed inserimenti senza palla, stavolta rimane fine a se stesso. La tattica nerazzurra dell’attesa e del contropiede con immediate verticalizzazioni verso i due attaccanti Jovetic e Icardi, ha mandato in crisi l’intera retroguardia partenopea. Difesa, quella azzurra, che ha pagato a caro prezzo soprattutto gli errori dei singoli. Uno su tutti, quelli di Koulibaly. Il senegalese sbaglia sia sul primo che sul secondo gol dell’Inter. E’ vero, Padovan il primo assistente di Rocchi, sbaglia poiché Icardi parte con un piede in fuorigioco. Tuttavia Koulibaly non è bravo nella lettura della situazione: esce sulla linea per chiudere su Jovetic con Medel che gioca una palla scoperta. L’errore sta proprio qui, perché sulla palla scoperta, doveva scappare all’indietro accorciando su Icardi. Sulla seconda marcatura interista, gli errori sono due. Il primo è ancora del senegalese che accorcia su Icardi quasi sulla linea di metà campo, per poi farsi lasciare sul posto dallo stesso argentino quando Jovetic dalla propria trequarti lancia. Il secondo è del resto della difesa napoletana che sale inspiegabilmente invece di rinculare all’indietro come in teoria si dovrebbe in simili circostanze. Il resto lo fanno Icardi e Brozovic, con quest’ultimo perfetto ad infilzare per la seconda volta Reina. Certamente la prima rete dell’Inter arrivata dopo 4 minuti, ha agevolato i fini nerazzurri. Però il Napoli sceso a San Siro, è apparso davvero poca cosa. Idee confuse e sbagli a iosa. L’assenza di Higuain, si è fatta sentire. Gabbiadini non è praticamente mai entrato nel match stretto nella morsa dei due centrali Miranda e Mourillo.

Higuain non segna ed il Napoli non riesce a battere il Milan (ph. Zimbio)

Higuain non ci sarà neanche contro il Bologna per squalifica (ph. Zimbio)

I due terzini Strinic, preferito inizialmente a Ghoulam, e Hysaj, sono stati ripetutamente bloccati dai raddoppi di Brozovic e Perisic. Jorginho pressato da Jovetic non riesce ad impostare come al solito. Hamsik e Allan (il migliore dei suoi), molto spesso vanno a sbattere nella diga eretta davanti la propria difesa da Medel e Kondogbia. Insigne non ha affondato un solo dribbling decisivo, mentre Callejon seppur meglio del compagno, non ha sfruttato a dovere alcune amnesie di Nagatomo. Nell’intermezzo tra le marcature nerazzurre, ne è venuto fuori un possesso palla perpetuo ma sterile che ha sortito solo un paio di tiri dalla distanza di Hamsik e di Allan (bravo Handanovic). Stop. Sarri a questo punto fa una cosa mai vista prima: due cambi ad inizio ripresa. Fuori Strinic e Insigne, dentro Ghoulam e Mertens. Il belga entra bene in partita animando la squadra con alcune accelerazioni. Peccato che con il passar dei minuti, si adegua all’atteggiamento remissivo della squadra. L’Inter controlla e quando può riparte pericolosamente in contropiede. Non serve nemmeno il cambio tattico di Sarri che a 15’ dalla fine inserisce El Kaddouri per Jorginho, passando ad un inedito 4-2-3-1 anche perché l’Inter nel frattempo si è sistemata con un ancor più abbottonato 4-1-4-1 con Felipe Melo al posto di Jovetic e Biabiany dentro per Kondogbia con Brozovic spostato in mezzo. Questo permette a Mancini di intasare definitivamente le linee, chiudendo ogni varco al Napoli. I tre (Callejon, El Kaddouri, e Mertens) dietro Gabbiadini, fino al triplice fischio combinano poco o nulla. Adesso i partenopei, perso quasi definitivamente lo scudetto, saranno chiamati alla vittoria martedì per tenere a debita distanza la Roma. Ai ragazzi di Donadoni, magari servirà rivedere la gara impostata dall’Inter, per poter ottenere un risultato positivo al San Paolo. Urge fare punti per arrivare quanto prima alla matematica salvezza anche perché gli altri corrono e non stanno di certo a guardare.

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