L’ultima degli altri: Juventus-Napoli


Rubrica settimanale dedicata all’ultima gara dei prossimi avversari del Bologna. La Juventus si è presa la vetta della classifica battendo 1-0 il Napoli

– di Luca Nigro –

Massimiliano Allegri, nuovo tecnico della Juventus (ph. Zimbio)

Massimiliano Allegri ha guidato la Juventus alla rimonta sul Napoli coronata con il sorpasso di sabato scorso (ph. Zimbio)

Il big match della venticinquesima giornata tra Juventus e Napoli verrà ricordato come la partita del sorpasso attuato dopo una rincorsa lunga quindici giornate. Quello della Juventus è un cammino impressionante. Quindici vittorie consecutive non si ottengono per caso. La squadra di Massimiliano Allegri magari non bellissima da vedere, dimostra di essere maledettamente concreta. Per chi si aspettava una gara spettacolare fatta di grandi giocate, ne sarà rimasto deluso. Ne è uscita una partita dove il tatticismo ha toccato picchi altissimi. Magari un giorno Juventus-Napoli potrà essere oggetto di discussione per un’eventuale tesi a Coverciano. I docenti ovviamente sarebbero Allegri e Sarri, due toscani con un percorso alle spalle molto simile. Entrambi partiti dai campi di una serie C ormai dimenticata, sabato sono arrivati (con merito) a giocarsi uno scudetto. Lo hanno fatto annullandosi a vicenda, almeno fino a quando a due minuti dal termine, Simone Zaza non ha sradicato il pallone dai piedi di Koulibaly infilando Reina complice una deviazione di Albiol. Alla fine la vince l’undici che ha dimostrato di essere più squadra. Si perché il Napoli, ha tentato di imporre il suo gioco arrivando a sfiorare il 60 % di possesso palla e riuscendo anche a richiudere i bianconeri nella loro metà campo per buona parte della ripresa. Ma questo è risultato fine a se stesso. Allegri il suo avversario lo aveva studiato nei minimi particolari. Lo dimostra innanzitutto il cambio modulo: dal 3-5-2 al 4-4-2. Tutto calcolato. Lichtsteiner riportato nel suo ruolo naturale di terzino destro a formare la linea a quattro con Bonucci, Barzagli ed Evra. In mediana Pogba viene dirottato sulla fascia sinistra, con Cuadrado largo a destra. Al centro Marchisio funge da regista mentre Khedira staziona al suo fianco. In fase di non possesso Cuadrado aiuta nel raddoppio Lichtsteiner. Dall’altra parte Pogba fa lo stesso con Evra. Il tutto nel tentativo di limitare gli esterni napoletani cercando di chiudere qualsiasi linea di passaggio sia esterna che centrale. Missione compiuta. In mezzo Marchisio guarda a distanza Jorginho mentre Khedira si occupa di Hamsik. Il tedesco fa un grande lavoro oscuro limitando lo slovacco. Non si ricorda a memoria, nei 95 minuti di gara, un solo taglio senza palla del capitano azzurro. Insigne e Ghoulam sulla sinistra in fase di non possesso, non incidono praticamente mai. Sulla destra Callejon e Hysaj devono fare i conti con Evra e Pogba. Il francese in verità nel primo tempo qualcosa concede. Il cross dell’albanese per Higuain sventato da Bonucci (Buffon ringrazia), è l’unica situazione di una certa pericolosità concessa.

La sfida scudetto Tra Juve e Napoli è stata decisa da Simone Zaza

Zaza è stato l’uomo decisivo contro il Napoli: sarà confermato in attacco a Bologna?

Il migliore del Napoli è Allan, anche se nella ripresa deve fare i conti con un Pogba rigenerato. Il brasiliano infatti non incide più. Le linee juventine sono molto strette. E’ un 4-4-2 corto e compatto. A volte la Juve si ritrova con undici giocatori dietro la linea della palla. In alcuni momenti è una linea difensiva a cinque perché Cuadrado si abbassa sulla destra con Lichtsteiner che accorcia verso il centro. In fase di possesso il modulo si trasforma in un 4-3-3. L’onnipresente Cuadrado costringe Ghoulam a rimanere spesso e volentieri molto basso. Il colombiano è il più propositivo. Ha gamba e dribbling. Questo fa drizzare le orecchie ai difensori partenopei che a dirla tutta, fanno la loro onesta partita. Sbagliano davvero poco, almeno fino all’azione del gol juventino. La mano di Sarri si vede. Peccato per lui che la sua squadra ha dimostrato poco coraggio. Higuain ha passato più tempo a lamentarsi con arbitro e compagni che a tentare di avere la meglio su un Barzagli che non gli ha lasciato un centimetro. Quando Bonucci è uscito per infortunio, i dubbi su Rugani erano leciti. L’ex allievo di Sarri ha invece svolto il compito senza sbavature entrando quasi subito in partita. L’ingresso di Zaza per l’impalpabile Morata, ha dato più verve all’attacco bianconero mettendo in apprensione il sicuro Koulibaly. Dybala, che si è visto solo ad inizio ripresa per un tiro di prima intenzione (assist perfetto di Pogba) alto sulla traversa, in fase offensiva non ha giocato la sua miglior partita. Questo perché ha dovuto lavorare per la squadra. Quando Allegri a dieci dal termine lo richiama in panchina per inserire Alex Sandro, la Juve passa ad un impenetrabile 4-5-1. La bravura dei bianconeri nel sapersi chiudere ripartendo con grande velocità e qualità, è quasi unica. In Italia nessuno riesce a farlo meglio. L’azione del gol vittoria ne è la dimostrazione. Palla rubata a Mertens sulla propria trequarti, cinque passaggi sviluppati in meno di dieci secondi colgono di sorpresa la retroguardia azzurra che è colpevolmente in ritardo nel chiudere le linee. Il resto lo fa Zaza con una rete cercata, voluta, fatta di rabbia, potenza e condita da un po’ di fortuna. Vince la squadra forse più abituata a giocare questo tipo di partite anche se il Napoli, è sulla buona strada per diventare definitivamente grande. E’ probabile che a Bologna Allegri decida di cambiare modulo ma soprattutto qualche uomo in vista del Bayern Monaco. Le precarie condizioni fisiche di alcuni uomini chiave, non vanno sottovalutate. Ma attenzione: mai illudersi che la Juve sia una squadra morta. Quando inizi a pensarlo o credi sia in difficoltà è proprio lì, in quel preciso momento, che ti colpisce. Napoli docet.

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