L’ultima degli altri: Juventus-Siviglia


Rubrica settimanale dedicata all’ultima gara dei prossimi avversari del Bologna. Oggi Juventus-Siviglia di Champions League che ha visto i bianconeri imporsi per 2-0

– di Luca Nigro –

Massimiliano Allegri, nuovo tecnico della Juventus (ph. Zimbio)

Massimiliano Allegri ha puntato su un classico 4-4-2 per battere il Siviglia in Champions League (ph. Zimbio)

Alla vigilia della gara contro il Siviglia, le difficoltà della Juventus erano evidenti. Condizione fisica non ottimale di alcuni elementi (andare alla voce Pogba), quadro tattico non definito e definitivo, ricambio generazionale non ancora compiuto. Infermeria assiduamente frequentata, condita da qualche ragazzata (Caceres). Una situazione deficitaria di classifica in campionato con una prestazione, quella del San Paolo, al di sotto del buon nome dei bianconeri. Ragion per cui Massimiliano Allegri, anche lui in discussione come il collega Rossi, contro il Siviglia ha rimescolato le carte cambiando la squadra anche e soprattutto tatticamente. Il rombo di Napoli è stato accantonato. Serviva andare sul concreto, senza fronzoli. Ecco quindi il più classico degli schemi: un 4-4-2 non proprio di marca allegriana. Il tecnico toscano ha pensato di far tanta intensità in mezzo al campo, creando i maggiori pericoli dalle fasce. Missione compiuta. Difesa a quattro con Barzagli dirottato a destra al posto di un Padoin in ombra al San Paolo. La mossa di inserire il ragazzo di Firenze da esterno basso, ha permesso a Cuadrado di essere libero da compiti difesivi e di poter sfruttare le sue qualità migliori: corsa e dribbling. Il colombiano ha letteralmente fatto ammattire Tremolinas, spaccando spesso e volentieri il muro difensivo eretto da Unai Emery.

La Juventus è davvero rinata? Domenica contro il Bologna la risposta (ph. UEFA)

La Juventus è davvero rinata? Domenica contro il Bologna la risposta (ph. UEFA)

Linea arretrata esperta e attenta. Bonucci e Chiellini, hanno annullato i temuti Gameiro e Reyes. Evra e Barzagli idem su Coke e Konoplyanka. Il talento ucraino, forse il più atteso, non l’ha vista quasi mai. In mediana, il recupero di Khedira, ha permesso ad Allegri di riportare più densità e qualità nella zona nevralgica del campo. Il tedesco dopo un avvio in sordina, è cresciuto minuto dopo minuto. Qualità che ha sicuramente offerto Hernanes, in una posizione certamente più adeguata rispetto a quella di Napoli. Sulle fasce come detto Cuadrado e Pogba. Il francese molto spesso si è accentrato permettendo le sgroppate di Evra. Idem Cuadrado. Non a caso il gol del vantaggio juventino, arriva da un cross dalla destra di Barzagli. Ma il merito del gol è tutto di Alvaro Morata, bravo ad approfittare delle incertezze di Andreolli, Kolodziejczak e del portiere Sergio Rico. L’attaccante spagnolo che ieri ha eguagliato Del Piero in Champions (5 gol consecutivi), ha fatto capire di essere pienamente recuperato. E poi c’è Dybala. Qualità sopraffina, ma non solo. L’argentino gioca per la squadra. Retrocede spesso fino alla propria trequarti in fase di non possesso aiutando i compagni e dimostrando di essere lucido anche davanti la porta quando si attacca. E Zaza? Avercene di talenti così. Appena entrato, sfrutta il tackle vinto in mediana da Dybala per chiudere il match.

Una Juve dunque cinica quella vista contro il Siviglia. Magari non bellissima certo, ma maledettamente concreta e attenta in ogni zona del campo. I venti tiri in porta contro il solo degli spagnoli, ne sono una prova. Probabile che Allegri contro il Bologna, riproponga lo stesso modulo cambiando magari uno/due interpreti. La sostanza però non cambia: la Juventus al momento, nonostante la classifica, è la squadra che in campionato tira di più in porta. Il Siviglia messo in campo da Emery, ha solo pensato a difendersi. Ciò dimostra che un atteggiamento volto solo ed esclusivamente a non prenderle, il più delle volte non basta per portare il risultato a casa. Il Bologna è avvisato. Firenze docet. Partita difensiva e attenta si, ma anche propositiva. Juve permettendo, ovviamente.

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