L’ultima degli altri: Lazio-Atalanta


Rubrica settimanale dedicata all’ultima gara dei prossimi avversari del Bologna. Ko controverso dell’Atalanta a Roma contro la Lazio per 2-0

– di Luca Nigro –

Edy Reja guida l'Atalanta dal 4 marzo 2015 (ph. Zimbio)

Edy Reja guida l’Atalanta dal 4 marzo 2015 e non vince da quattordici turni (ph. Zimbio)

Quattordici partite senza vittorie. La sconfitta dell’Olimpico fa ripiombare l’Atalanta in piena zona retrocessione. La squadra di Edy Reja non riesce a ritrovare il risultato pieno nemmeno contro una Lazio colma di seconde linee. A punire l’ex tecnico laziale, è la doppietta del suo vecchio bomber Miroslav Klose ai primi gol stagionali in serie A. Ha tanto da recriminare la formazione orobica. Doveva e poteva fare di più contro una Lazio che per tutto il primo tempo non ha mai tirato in porta. Le scelte di Pioli, almeno inizialmente, hanno favorito il gioco dell’Atalanta brava a neutralizzare l’inedita linea mediana biancoceleste (Onazi-Cataldi-Mauri) e mettendo spesso in difficoltà i due esterni bassi Patric e Braafheid alla loro prima in assoluto da titolari. Il 4-3-3 messo in campo da Reja per i primi 45’ minuti funziona meglio del 4-2-3-1 proposto da Pioli. Squadra corta e aggressiva. Sportiello non è praticamente mai impegnato. Toloi e Paletta tengono a distanza Klose. Masiello e Brivio sulle fasce non faticano a contenere gli spuntati Kishna e Felipe Anderson. Cigarini, De Roon e Kurtic, vincono tutti i duelli con Onazi, Cataldi e Mauri. D’Alessandro e Gomez a supporto di Pinilla, mettono spesso in apprensione la difesa capitolina. L’occasione migliore capita sui piedi di D’Alessandro al 15’ quando Gomez ruba palla in uscita a Mauricio, Pinilla è lesto a servire l’esterno che tutto solo davanti a Marchetti colpisce in pieno il palo. L’Atalanta gioca meglio e poco dopo sfiora ancora la rete con un destro a giro del Papu Gomez che esalta i riflessi di Marchetti. Sul finale di tempo Mauricio a palla lontana, colpisce con una gomitata al volto Pinilla non vista da Guida. Episodio che poteva cambiare la gara. Anche perché la Lazio, uscita all’intervallo tra i fischi del proprio pubblico, nella ripresa cambia marcia grazie ai cambi di Pioli.

Marco Borriello è passato dal Carpi all'Atalanta (ph. Tuttosport)

Marco Borriello è passato dal Carpi all’Atalanta nel mercato di gennaio (ph. Tuttosport)

L’ago della bilancia è Keita che ad inizio ripresa prende il posto di un evanescente Kishna. Lo spagnolo è subito protagonista nel gol del vantaggio biancoceleste. Verticalizzazione centrale a premiare l’inserimento di Mauri che supera in velocità il colpevole Paletta, Sportiello esce a valanga e sarebbe rigore se la palla non giungesse sui piedi di Klose repentino a ribadire in rete a porta sguarnita. Reja, che già aveva inserito Borriello per uno spento Pinilla, dopo la rete laziale prova a cambiare gettando nella mischia Diamanti e Gakpè per Gomez e Cigarini. Ma è la Lazio a trovare maggior equilibrio grazie agli ingressi in campo di Biglia e Parolo al posto di Cataldi e Onazi. Con i due titolari dentro, i padroni di casa riprendono in mano il centrocampo controllando le sortite in avanti atalantine e sfruttando le caratteristiche in contropiede di Felipe Anderson, Klose e Keita. L’Atalanta fatica a contenere gli attacchi avversari, capitolando definitivamente nel recupero dopo aver rischiato in precedenza per ben due volte. Felipe supera in velocità tre uomini servendo in area Klose bravo a smarcarsi da Paletta e a battere per la seconda volta Sportiello. Reja così incappa nell’ottava sconfitta da Dicembre ad oggi. La società in settimana gli ha rinnovato la fiducia. Una fiducia a tempo. E’ chiaro che la sua panchina passa inevitabilmente dal risultato di domenica contro il Bologna. Un appunto però va fatto. La squadra vista all’Olimpico ha dimostrato di seguire il suo tecnico. Quella che è mancata, è stata la cattiveria sotto porta e un pizzico di determinazione in più. E’ un Atalanta che è sembrata più in crisi di risultati che di gioco. Ovvio che quando non arrivano i punti, gli equilibri viaggiano su una linea molto sottile. Senza dubbio il Bologna si troverà di fronte una squadra motivata e con il coltello fra i denti ma altrettanto fragile appena subisce un gol. Questo è uno dei punti deboli dei bergamaschi che i rossoblu dovranno essere bravi a sfruttare.

Print Friendly, PDF & Email



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *