L’ultima degli altri: Lazio-Roma 1-4


Rubrica settimanale dedicata all’ultima gara dei prossimi avversari del Bologna. Ennesimo successo della Roma stavolta nel derby contro la Lazio per 4-1

– di Luca Nigro –

Spalletti ha ignorato sistematicamente Totti in queste settimane (ph. Zimbio)

Spalletti ha fatto rinascere la Roma dal momento del suo ritorno (ph. Zimbio)

Nove su dieci. Ventotto su trenta. Sono i numeri da capogiro della Roma targata Spalletti. I quattro gol rifilati alla Lazio nell’ultimo derby, sono la reale conseguenza di una squadra in grande salute, capace di rimontare al Napoli otto punti su dodici nelle ultime dieci gare. Le nove vittorie e un pareggio, bastano per far capire quanto sia travolgente la forza dei giallorossi in questo periodo. Lo ha provato sulla sua pelle il malcapitato Pioli, esonerato al fischio finale. Sicuramente i protagonisti di questo ciclo vincente hanno nomi e cognomi. Uno è Stephan El Shaarawy epurato dal Monaco e messo in tutta fretta alla porta dal Milan. L’altro è Diego Perotti, talento puro portato in Italia da Preziosi e capace di spaccare una singola partita in due. Poi c’è lui, Luciano Spalletti. Forse a non tutti potrà risultare simpatico, ma è innegabile che sia stato capace di rimettere in piedi una squadra oramai alla deriva dimostrando di saper vincere una partita quasi interamente da solo, grazie soprattutto alle proprie intuizioni. Con le sue mosse, il tecnico toscano ha messo sotto scacco la Lazio. Sin dal primo minuto la Roma si schiera con un azzardato 4-2-4 prendendo di sorpresa spettatori e avversari. Nainggolan si posiziona sulla linea di Perotti, schierato da unica punta, con El Shaarawy e Salah larghi. Keita e Pjanic fungono da mediani. Questo atteggiamento tattico manda in tilt il 4-3-3 di Pioli, incapace per tutto il primo tempo di contenere le avanzate romaniste visto che i suoi quattro difensori sono costantemente sotto pressione e soggetti perennemente all’uno contro uno. Perotti è colui che riesce a dare gli strappi importanti grazie anche alla posizione di Nainggolan che in fase di non possesso, copre tutte le zone senza palla.

El Shaarawy (ph. Zimbio)

El Shaarawy sembra rinato in maglia giallorossa (ph. Zimbio)

Biglia è irretito nella morsa di Perotti e dei tre centrocampisti giallorossi, anche perché Parolo e Cataldi non riescono a coprire a dovere. Il resto lo fa la qualità nel palleggio degli avversari. Sulle fasce Felipe Anderson e Candreva, non aiutano i due terzini Patric e Braafheid cosi da permettere a Florenzi (meno) e Digne di creare costantemente la superiorità numerica. Non a caso il primo gol nasce da un assist del francese, bravo a trovare in area la testa di El Shaarawy (sesta rete per lui). Ad inizio ripresa, Pioli cambia: fuori gli assenti Candreva e Matri, dentro Keita Balde e Klose. Spalletti risponde inserendo Dzeko per El Shaarawy spostando Perotti sulla fascia. Risultato immediato poiché il bosniaco ribadisce in rete un tiro dell’argentino finito sul palo. La Lazio con i nuovi innesti è però più viva. Colpisce un palo ed una traversa, accorciandole distanze qualche minuto più avanti con Parolo. La Roma sembra accusare il colpo, ma il secondo cambio tattico di Spalletti, riequilibra i suoi. Uno stremato Nainggolan lascia il posto a Iago Falque. Adesso è un 4-3-3 puro. La nuova mossa porta poco dopo al gol del 3-1 di Florenzi. La Lazio accusa il colpo, subendo anche la quarta rete ad opera di Perotti, di gran lunga il migliore in campo. Una vittoria meritata per una Roma in grande spolvero. Per tentare di fare risultato lunedì all’Olimpico, servirà un Bologna diametralmente opposto da quello visto nell’ultimo mese anche se, potrebbe non bastare. L’importante è che si possa assistere ad una reazione e da quella ripartire. Meglio se con qualche punto.

Print Friendly, PDF & Email



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *