L’ultima degli altri: Milan-Frosinone 3-3


Rubrica settimanale dedicata all’ultima gara dei prossimi avversari del Bologna. Il Milan si è salvato in extremis contro il Frosinone

– di Luca Nigro –

L'espressione di Brocchi la dice tutta: il suo Milan è una tristezza assoluta

Brocchi al Milan si sta rivelando l’ennesimo errore della dirigenza rossonera

Puoi essere fischiato dopo una partita in cui hai superato il record di tiri stagionale nello specchio della porta (11) e aver segnato 3 reti? La risposta è si. Il Milan targato Brocchi, riesce a superare se stesso gara dopo gara. Il pari acciuffato in extremis contro il Frosinone, grazie alla gentile concessione di Massa, completa il “triplete” milanista. Non bastavano il pari con il Carpi e la sconfitta di Verona. Mancava la prestazione con i ciociari per completare l’opera. Intendiamoci, il Frosinone non ha rubato nulla, anzi. Se c’è una squadra che ha il diritto di recriminare, è proprio quella di Stellone deturpata dei 3 punti a una manciata di minuti dal termine grazie ad un rigore inventato dal Signor Davide Massa. Due volte con il doppio vantaggio, i gialloblu non sono riusciti a gestire un risultato che pareva alla portata. Anche perché il Milan, nonostante abbia tirato in porta più di altre volte, è apparsa una squadra confusa e senza idee. Il 4-3-1-2 voluto da Brocchi, fatica ad ingranare. Il giro palla è lento con la manovra che si sviluppa molto per vie centrali. Manna dal cielo per Stellone, che aveva predisposto una gabbia per Bacca, Balotelli e Honda. Quello che maggiormente è mancato ai rossoneri, sono state le spinte dalle fasce. Abate non si è praticamente mai visto. De Sciglio ha timbrato il cartellino un paio di volte verso la fine del primo tempo. Molto meglio Antonelli, entrato a 17’ dal termine e subito reattivo nel battere Bardi con un’acrobazia e nel crossare dal fondo alcuni palloni difficili per la difesa ciociara. Almeno lui, ci ha messo voglia.

Carlos Bacca è stato decisivo nella vittoria rossonera nel derby (ph. Zimbio)

Carlos Bacca è il capocannoniere del Milan a quota 16 (ph. Zimbio)

Per il resto è stato il festival degli errori. L’intera retroguardia si è addormentata sul primo gol di Paganini. Donnarumma, con un tuffo lento e goffo, ci ha messo del suo sulla punizione di Kragl calciata da oltre 30 metri. E poi c’è lui, Alex, per un giorno travestito da assist man. Perfetta la sua spizzata di testa nel lanciare in profondità Dionisi. Ci si mette anche Bardi, strepitoso in alcuni interventi compreso il rigore respinto a Balotelli, nel regalare a Bacca il gol. Ovviamente Brocchi ha provato a cambiare qualcosa e seppur con tanta confusione, è riuscito quantomeno a dimezzare la figuraccia. Prima toglie Honda inserendo Luiz Adriano sistemando la squadra con un 4-3-3. Dopo il 2-3 di Antonelli, rischia il tutto per tutto. Dentro Menez, fuori Josè Mauri. E’ un 4-2-4 a tutti gli effetti con Kucka e Montolivo in mediana a protezione dei 4 attaccanti. Un cambio tattico che crea qualche problema al Frosinone oramai rintanato dentro la propria area nel tentativo di difendere gli insperati 3 punti. Il francese riesce a mettere in campo un pó di qualità e risulta soprattutto utile nel realizzare il rigore del definitivo pareggio. E’ un Milan, quello che scenderà a Bologna, in grave crisi tattica e d’identità. Mihajlovic era riuscito, tra mille difficoltà, a trovare nel 4-4-2 una quadratura accettabile. Il cambio modulo voluto da Brocchi (solo da lui?), ha fatto saltare il banco. La squadra non si è più ritrovata e le difficoltà si percepiscono ad occhio nudo. Le individualità i rossoneri le posseggono, la qualità anche. Queste sono le uniche due ancore di salvezza a cui possono aggrapparsi per un finale di stagione dignitoso. Al Bologna, più gruppo e più squadra dei rossoneri, sabato sera basterà ripetere le prestazioni viste con Genoa ed Empoli per ottenere un risultato positivo.

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