L’ultima degli altri: Milan-Udinese


Rubrica settimanale dedicata all’ultima gara dei prossimi avversari del Bologna. L’Udinese ha pareggiato 1-1 a San Siro contro il Milan

– di Luca Nigro –

Errori clamorosi in fase di disimpegno per L'Udinese di Colantuono (ph. Zimbio)

L’Udinese di Colantuono è impostata sul classico 3-5-2 con Lodi in cabina di regia (ph. Zimbio)

Un primo tempo pressoché perfetto. Un secondo in contante difficoltà ed in balìa dell’avversario. Si può sintetizzare così la partita dell’Udinese a San Siro contro il Milan. A conti fatti, il pareggio va stretto ai rossoneri ma sarebbe anche ingiusto dire che i friulani abbiano rubato qualcosa. I primi quarantacinque minuti importanti della squadra di Colantuono, legittimano il punto conquistato. Il classico 3-5-2, almeno per un tempo, funziona a meraviglia. Il tecnico laziale cambia interpreti, soprattutto in mezzo al campo, ma il risultato rimane immutato. Anzi, i nuovi innesti Armero e Kuzmanovic, danno quel quid in più che fino ad ora era mancato. Il serbo, con i suoi raddoppi in fase di non possesso e la sua precisione in fase di impostazione, ha aggiunto qualità in mediana. Il colombiano invece, al rientro in Friuli dopo tre anni, addirittura va in gol e lo fa contro la sua ex squadra. Non a caso la rete del vantaggio passa dai piedi di entrambi, dopo due strepitosi interventi in sequenza di Donnarumma su Thereau e appunto Kuzmanovic. Tutto questo succede poco dopo il quarto d’ora di gara. E la rete non è frutto del caso ma dell’ordine tattico dato da Colantuono. Wague, Danilo e Felipe davanti a Karnezis, controllano senza fatica le due punte rossonere Bacca e Niang. Linea mediana a cinque. Edenilson a destra, Badu e Kuzmanovic mezzali, Lodi regista, Armero a sinistra. In avanti la coppia Matos-Thereau. I due esterni per tutto il primo tempo, sono bravi a coprire tutta la fascia limitando le discese a turno di Honda, Abate, Antonelli e Kucka. C’è da dire che lo slovacco dirottato a sinistra per l’assenza di Bonaventura, sull’esterno è spaesato ed il il Milan quando attacca, si dispone naturalmente con un 4-3-3 abbandonando l’ormai tipico 4-4-2. Questo permette alle due mezzali friulane di raddoppiare con più facilità in fase di non possesso recuperando palla e garantendo alla squadra di ripartire con velocità. L’attenta e precisa regia di Lodi fanno il resto. Bertolacci e Montolivo per tutto il primo tempo, faticano a perforare il centrocampo bianconero.

Armero (ph. Zimbio)

Ritorno con gol per il colombiano Armero dopo tre anni lontano dall’Udinese (ph. Zimbio)

Nella ripresa però la musica cambia. Fuori l’acciaccato Kucka, dentro Balotelli con Niang spostato sulla sinistra. Il francese è certamente più a suo agio in quella posizione e i risultati sono immediati. Al 3’ Lodi ha sui piedi la palla del 2-0 da buona posizione ma si fa neutralizzare dall’ottimo Donnarumma. Dalla ribattuta del portiere milanista, parte l’azione di contropiede a tre tocchi. Bertolacci lancia Bacca che a sua volta verticalizza per l’accorrente Niang. Wague si fa tagliare troppo facilmente e Karnezis non può nulla sul diagonale del francese al suo terzo gol consecutivo. Da qui, l’Udinese diventa spettatore non pagante. La squadra di Colantuono si abbassa troppo allungando inevitabilmente i reparti. I due attaccanti non aiutano in fase difensiva e i centrocampisti soffrono la qualità degli avversari. Karnezis salva su Bacca ed è fortunato sulla traversa di Bertolacci. Passa anche in vantaggio il Milan, ma il gol del numero 70 rossonero viene annullato. Colantuono si accorge delle difficoltà dei suoi e corre ai ripari. Fuori Lodi dentro Guilherme. Poco dopo entra Zapata per Matos. Chiaro l’intento di ridare geometrie alla squadra con il brasiliano sfruttando nel contempo la forza fisica del colombiano, bravo a proteggere palla e a fare rifiatare la squadra. Esce anche uno stremato Armero per Widmer. Lo svizzero si sposta a destra con Edenilson che dirotta a sinistra. I bianconeri però continuano a soffrire riuscendo con qualche difficoltà ad ottenere un punto prezioso grazie anche all’esperienza dei due dietro Danilo e Felipe. E’ un Udinese in convalescenza ma in leggera ripresa. I tre pareggi consecutivi, hanno fermato l’emorragia di Gennaio. L’assenza di Badu certamente peserà. Il ghanese è giocatore fondamentale nello scacchiere tattico di Colantuono (all’andata al Dall’Ara fu decisivo). Nonostante ciò, i friulani rimangono squadra temibile con ottime individualità e con un’idea tattica ben precisa. Dai piedi di Lodi e Kuzmanovic, partono spesso le azioni più pericolose. La velocità dei due esterni inoltre, può mettere in difficoltà la difesa rossoblu e se Thereau, si ricorderà delle sue potenzialità, la gara di domenica per il Bologna potrebbe diventare complicata.

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