L’ultima degli altri: Napoli-Inter


Rubrica settimanale dedicata all’ultima gara dei prossimi avversari del Bologna. Lunedì sera il Napoli ha sconfitto l’Inter portandosi al primo posto in Serie A

– di Luca Nigro –

Prestazione sontuosa di Higuain, che con una doppietta stende l'Inter (ph. zimbio)

Higuain ha già segnato 12 gol in 14 gare (ph. Zimbio)

Un’ora di gioco ad alti livelli. Tanto è bastato al Napoli per battere l’Inter e conquistare la vetta della classifica dopo ben venticinque anni dall’ultima volta. Certo, il gol di Gonzalo Higuain dopo appena un minuto dal fischio d’inizio ha permesso al Napoli di giocare la partita che voleva scombussolando i piani di Mancini che aveva preparato la gara sull’attesa e le ripartenze. Gli spazi che inevitabilmente si sono creati e la tanta qualità in campo, ha fatto la differenza almeno fino al raddoppio di Higuain giunto al quarto d’ora della ripresa. Dopo, i partenopei sono calati vistosamente arretrando il baricentro. Il resto lo fa l’Inter brava a reagire nonostante l’inferiorità numerica. Qualche cambio tattico di Mancini abbinato alla giornata di grazia di Ljajic fanno rientrare i nerazzurri in partita sfortunati nel finale con il doppio palo di Jovetic e Miranda (su quest’ultimo Reina è strepitoso a deviare la sfera quanto basta). Ma gli eroi del San Paolo sono indubbiamente due: Higuain e Sarri. L’attaccante argentino, 12 gol in 14 gare sin qui, sembra trasformato. Contro l’Inter è stato straripante, praticamente immarcabile (ne sanno qualcosa Miranda e Murillo). Ma la sua mutazione va di certo attribuita a Maurizio Sarri.

Maurizio Sarri (ph. Zimbio)

Maurizio Sarri ha cambiato vestito tattico in corsa al suo Napoli scegliendo il 4-3-3 (ph. Zimbio)

Arrivato a Napoli in mezzo a tanta indifferenza, l’ex Empoli pian piano ha conquistato la piazza. Lo ha fatto soprattutto dando un gioco alla squadra. In campo il Napoli si muove in modo armonico. Ogni movimento è sincronizzato. Partito con l’idea di un 4-3-1-2, ha avuto l’onestà intellettuale di andare contro il suo credo modificando ben presto il piano tattico. La virata sul 4-3-3 è stata l’intuizione giusta. Ma i moduli a volte non bastano. Serve la disponibilità dei giocatori al sacrificio. Ed è questo che ha chiesto sin dall’inizio Sarri, recependo risposte positive dai suoi. Il Napoli segna tanto ma subisce pochissimo. Questo è un altro suo grande merito, aver sistemato i problemi di una difesa che negli ultimi anni aveva preso tanti gol (non a caso Reina al momento detiene il record d’imbattibilità europea). Ovviamente il sacrificio abbinato alla qualità, fa la differenza. Tutto ciò si è visto contro l’Inter finché il fiato ha retto. Raul Albiol e Koulibaly hanno annullato Icardi. Hysaj e Ghoulam si sono preoccupati di Perisic e Ljajic anche se il serbo ha creato non pochi grattacapi. La qualità dei tre mediani Allan, Jorginho e Hamsik ha avuto la meglio sul centrocampo nerazzurro. Le loro giocate, spesso di prima, abbinate alle continue verticalizzazioni hanno permesso ai tre davanti di far male alla granitica difesa meneghina. I continui scambi di posizione tra Callejon e Allan da una parte, Insigne e Hamsik dall’altra, per almeno un tempo hanno mandato in tilt D’Ambrosio e Nagatomo (poi espulso). Il resto lo ha fatto Higuain. Non solo in fase realizzativa, ma soprattutto in quella di non possesso rientrando spesso a centrocampo per riconquistare palla senza perdere poi la lucidità sotto porta.

Callejon festeggia il gol del vantaggio sul Wolfsburg (ph. Zimbio)

Lo spagnolo Callejon è un’arma tattica importante del Napoli di Sarri (ph. Zimbio)

Sarri tiene molto alla copertura e Callejon nel suo scacchiere dimostra di essere fondamentale. Lo spagnolo fa il pendolo riuscendo a coprire tutta la fascia. Dà una mano in raddoppio ad Hysaj quando l’Inter è in possesso, si propone quando i suoi recuperano palla. Insigne rimane più alto per sfruttare le ripartenze. Tutto ciò è stato fatto alla perfezione fino al raddoppio. Poi la squadra si è abbassata calando vistosamente sul piano atletico. L’Inter è cresciuta mettendo in evidenza i limiti del Napoli che, se attaccato con assiduità, va in difficoltà. Gli accorgimenti di Sarri (dentro El Kaddouri, David Lopez e Maggio per Insigne, Hamsik e Callejon), hanno prodotto poco o nulla poiché l’Inter ha continuato a rendersi pericolosa anche se non è bastato per raggiungere il pari. Al Bologna domenica per raggiungere un risultato positivo contro questo Napoli, servirà un’altra prova di carattere come quella vista con la Roma. Gli uomini di Sarri in trasferta a volte sono andati in difficoltà. La sconfitta con il Sassuolo, i pareggi ad Empoli, Carpi e Genova ne sono una prova. Nella vittoria di Verona contro l’Hellas, il Napoli ha sbloccato la gara solo nel finale, dimostrando di soffrire le squadre chiuse. I rossoblu di Donadoni dovranno sì stare attenti in fase difensiva (soprattutto con in lavoro dei tre mediani), ma dovranno altresì essere bravi a ripartire con una miglior gestione della palla (dimenticando la prestazione di Torino). Con la velocità in contropiede dei tre davanti, la difesa partenopea può andare in difficoltà.

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