L’ultima degli altri: Roma-Frosinone


Rubrica settimanale dedicata all’ultima gara dei prossimi avversari del Bologna. Il Frosinone è caduto a Roma contro i giallorossi ma non sono rassegnati alla retrocessione

– di Luca Nigro –

Ko pesante per Stellone contro il Napoli, dove giocò tra il 1999 e il 2003 (ph. Zimbio)

Roberto Stellone è alla guida del Frosinone dal 2009 (ph. Zimbio)

Alla vigilia tutti pensavano che il Frosinone andasse a Roma a fare la vittima sacrificale. Ed invece la squadra di Stellone, ha disputato una partita ordinata, accorta e in alcuni frangenti anche coraggiosa dimostrando di essere tutt’altro che rassegnata alla retrocessione. Per come si è sviluppata la gara, il risultato finale in favore dei giallorossi è apparso fin troppo largo. I gialloblu sono stati in partita fino al gol del 3-1 di Pjanic arrivato a 6’ dal termine. Se ci aggiungiamo alcune decisioni arbitrali dubbie in favore della Roma (il primo gol di Nainggolan è da annullare per la posizione in fuorigioco di Salah, mentre sul 2-1 c’è un fallo di mani in area volontario di Dzeko) allora il risultato poteva essere diverso. Ai ciociari rimane comunque la buona prestazione. Di certo non è tanto, ma è pure sempre qualcosa. In termini di punti ovviamente vale zero, ma quantomeno può servire a non far diminuire l’autostima. Stellone se la gioca e vara un coraggioso 4-3-3. L’intenzione è quella di sorprendere la Roma con ripartenze veloci. E per tutto il primo tempo, è quello che succede. La squadra di Spalletti dimostra tutte le difficoltà che l’accompagnano da due mesi a questa parte. In settimana a Frosinone è arrivato Bardi ma in porta va ancora Leali. Linea difensiva a quattro con l’ex giallorosso Rosi a destra, l’albanese Ajeti a far coppia con Blanchard al centro, Pavlovic a sinistra. Centrocampo a tre con l’esperienza di Sammarco e Frara mixata alla freschezza e dinamicità di Chibsah. In avanti Dionisi e Soddimo larghi, Daniel Ciofani terminale alto. Sin dai primi minuti, la linea difensiva rimane bassa con i tre mediani a fare da schermo davanti l’area. C’è spazio tra le linee e i giocatori giallorossi per questo tengono molto spesso il pallino del gioco in mano. La tattica però è ben studiata da Stellone. Lasciare qualche varco agli avversari sulla trequarti per poi tentare di recuperare palla e ripartire in contropiede scaricando palla sui due esterni Dionisi e Soddimo. Cosa che nel primo tempo è riuscita spesso, grazie anche alla bravura di entrambi capaci di fare da elastico tra fase di possesso e non possesso aiutando i terzini e controllando le discese di Rudiger e Zukanovic.

Daniel Ciofani, attaccante del Frosinone (ph. Zimbio)

Daniel Ciofani, attaccante del Frosinone (ph. Zimbio)

Il 4-3-3, diventava un 4-5-1 e viceversa. Ciofani rimane punto di riferimento centrale e nel recupero palla, i due esterni sono bravi ad allargarsi permettendo ai mediani di allargare il gioco e qualche volta di cercare la verticalizzazione centrale. Sull’azione del gol di Nainggolan, Blanchard è poco reattivo (ma come detto era da annullare). Poco dopo invece, sono i romanisti ad esserlo. Il Frosinone recupera palla sulla propria metà campo ed è bravo a fare quello descritto poco sopra: Chibsah verticalizza centralmente per Ciofani. Preciso e rabbioso l’attaccante nel siglare il gol del pareggio. Per tutto il primo tempo, il copione non cambia. La Roma fa possesso (sterile), il Frosinone aspetta e riparte (bene). La ripresa si apre con lo spettacolare colpo di tacco di El Shaarawy su assist di Zukanovic per il nuovo vantaggio Roma. Ajeti nell’occasione è poco reattivo. I giallorossi adesso sono più sciolti e trovano qualche spazio in più. Stellone da par suo le prova tutte per riequilibrare il risultato. A 15’ dalla fine, inserisce Gucher e Paganini per Chibsah e Frara, passando ad un più offensivo 4-2-4. I ciociari reclamano per il mani in area di Dzeko, ma inevitabilmente si scoprono subendo il 3-1 in ripartenza. Pjanic su assist del neo entrato Totti brucia la stanca difesa gialloblu e batte Bardi. Il Frosinone esce dall’Olimpico sì con l’ennesima sconfitta, ma per niente ridimensionato. L’undici di Stellone, dimostra di voler ancora lottare e di essere una squadra viva. La partita di mercoledì al “Matusa” per il Bologna, sarà più complicata di quanto si possa credere. Attenzione a Soddimo, Dionisi e soprattutto a Daniel Ciofani. I pericoli maggiori arrivano molto spesso da loro tre.

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