L’ultima degli altri: Roma-Lazio


Rubrica settimanale dedicata all’ultima gara dei prossimi avversari del Bologna. Oggi occhi puntati sul derby di Roma vinto per 2-0 dai giallorossi di Garcia prima della sosta

– di Luca Nigro –

La Roma di Rudi Garcia non riesce più a trovare la via del gol (ph. Getty Images)

La Roma di Rudi Garcia ha vinto 2-0 il derby (ph. Getty Images)

Quella vista nel derby prima della sosta, è una Roma che fa paura. E non per i ventisei punti e il terzo posto in classifica. La squadra di Garcia, ha dimostrato di essere più forte di qualsiasi episodio a favore (il rigore concesso per fallo su Dzeko per esempio). E’ una premessa doverosa, poiché al di là del gentile regalo di Tagliavento, guardando attentamente la partita la sensazione è una e una sola: grande collettivo, più di un fenomeno in campo e vittoria ampiamente meritata contro una Lazio che, a parte la traversa colpita da Felipe Anderson nel primo tempo, ha dovuto soccombere sin dai primi minuti senza colpo ferire. Tre punti che valgono doppio, visto le assenze forzate di De Rossi e Pjanic e con Florenzi tenuto a riposo per più di un tempo. Oltre allo straripante Gervinho e la giornata di grazia di Nainggolan, c’è tanto di Rudi Garcia in questa vittoria. Per la prima volta, un undici interamente straniero che alla vigilia aveva fatto storcere un po’ il naso a tanti. Dubbi dissolti immediatamente, grazie alla scelta degli uomini e di alcune mosse tattiche attuate dal tecnico francese a gara in corso. Partito inizialmente con un 4-3-3, dopo il vantaggio realizzato da Dzeko, Garcia passa ad un 4-2-3-1.

Iago Falque è stato l'arma tattica decisiva nell'ultima gara (ph. Zimbio)

Iago Falque è stato l’arma tattica decisiva nell’ultima gara (ph. Zimbio)

La mossa che fa saltare il banco ai biancocelesti, è quella di Iago Falque. Preferito a Florenzi, lo spagnolo è partito da mezzala al fianco di Nainggolan e di Vainqueur (buona la sua prova a protezione della difesa). Salah e Gervinho sono gli esterni con Dzeko a fungere da terminale offensivo più avanzato. Una volta sbloccata la gara, Iago viene spostato dietro l’attaccante bosniaco con il compito di fare da schermo a Biglia (l’uomo chiave del centrocampo laziale). Il risultato è decisivo. Falque accorcia molto in fase difensiva e si propone in quella avanzata, non dando tregua al collega argentino. Dzeko non fa solo il centravanti, ma gioca a tutto campo permettendo a Salah e Gervinho di innescare la loro velocità con degli inserimenti letali. L’ivoriano, più dell’egiziano, è colui che spacca letteralmente la partita. La sua velocità è devastante per i due centrali opposti Gentiletti e Mauricio, con quest’ultimo letteralmente bruciato nell’occasione del secondo gol giallorosso. Gervinho, rispetto agli anni precedenti, al momento ha una media pazzesca (un gol ogni due tiri in porta). Non a caso è il capocannoniere della Roma con 6 reti all’attivo. Il suo presunto problema all’adduttore accusato martedì in Costa D’Avorio-Liberia, potrebbe fargli saltare la sfida del Dall’Ara (a Bologna se lo augurano in molti).

Nainggolan è considerato un italiano di formazione (ph. Zimbio)

Nainggolan è il motore del gioco della Roma (ph. Zimbio)

Poi c’è lui, Nainggolan. Il belga, per la prima volta capitano viste le assenze, onora la fascia con una grande prova. In pratica fa tutto: regista, intenditore e rifinitore (il lancio a favorire Gervinho per il secondo gol è suo). In una sola parola: strepitoso. Non è mai falloso ed ogni suo tackle è elegante. Dà sicurezza a tutta la squadra, nonché al giovane Vainqueur di fianco a lui. C’è un’altra nota molto positiva da non sottovalutare. La difesa. Per la prima volta in stagione, la Roma non subisce gol all’Olimpico. Non è cosa da poco, considerando che di fronte c’era pur sempre la Lazio. Tredici reti subìte dai giallorossi in dodici gare (appena tre in meno del Bologna), è un po’ troppo per una squadra che punta a vincere lo scudetto. Manolas e Rudiger al centro (hanno annullato prima Djordjevic e poi Klose), sembrano aver trovato il giusto affiatamento. Digne e Torosidis sulle fasce, si sono preoccupati più a difendere che ad attaccare. Scelta corretta, visto che di fronte c’erano Candreva e Felipe Anderson, non proprio gli ultimi arrivati. Una Roma dunque perfetta quella vista nel derby e per di più senza alcuni uomini chiave. Questo è di certo un dato da non sottovalutare. La forza e il grande collettivo dei capitolini lo si conosce, anche se i recenti impegni con le nazionali e la gara fondamentale di Barcellona martedì prossimo in Champions, potrebbero far accusare qualcosa ai giallorossi sia in termini di condizioni fisica che di attenzione. Usare però il condizionale con la Roma, è sempre d’obbligo. Il Bologna per fare risultato, dovrà mettere in campo grande determinazione ed essere bravo nello sfruttare eventuali sbavature dei più quotati avversari, semmai ce ne saranno.

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