L’ultima degli altri: Roma-Palermo


Rubrica settimanale dedicata all’ultima gara dei prossimi avversari del Bologna. Palermo distrutto dalla Roma per 5-0 all’Olimpico nella gara del ritorno di Iachini

– di Luca Nigro –

Avvio di stagione difficile per il Palermo di Iachini (ph. Zimbio)

Iachini è tornato sulla panchina del Palermo e ha subito subito una sconfitta memorabile (ph. Zimbio)

Beppe Iachini lo aveva sicuramente immaginato in modo diverso il ritorno sulla panchina rosanero. Di certo non così disastroso. Ed invece è andata addirittura peggio di ogni più negativa previsione. Il Palermo visto a Roma, ha imbarcato acqua da tutte le parti (non a caso è la seconda peggior difesa della serie A) sprofondando ben presto sotto i colpi di una Roma che a conti fatti, ha lasciato al di fuori del rettangolo di gioco le polemiche inerenti al caso Totti. La formazione siciliana ha sin da subito rinunciato a giocare, pensando di impostare la gara solo ed esclusivamente sul piano difensivo. Il 3-5-2 messo in campo da Iachini, in realtà si è trasformato in un arroccato 5-3-1-1 con Morganella e Pezzella pensati come esterni alti, di fatto immediatamente abbassati sulla linea dei difensori Struna, Gonzalez e Andelkovic. Brugman preferito a Maresca, avrebbe dovuto fungere da forgiatore di palloni per i due avanti Vazquez e Gilardino mentre i due interni Hiljemark e Jajalo messi lì per dar fastidio al centrocampo romanista, a conti fatti sono diventati difensori aggiunti. Risultato: dal primo minuto di gioco, il Palermo in fase di non possesso ha schierato ben otto giocatori dietro la linea della palla, con Vazquez e Gilardino lasciati desolatamente al proprio destino. L’argentino vagabondo tra le linee, non è riuscito a proporre una giocata degna di nota mentre il Gila non l’ha praticamente mai vista. Il 4-3-1-2 proposto da Spalletti fa la differenza. Le mezzali Florenzi e Nainggolan si scambiano spesso di posizione davanti a Keita, mentre Pjanic riportato sulla trequarti dietro le due punte Dzeko e Salah, ha mandato ben presto in tilt il flebile muro eretto dai rosanero, rimasto in piedi poco meno di mezz’ora quando Dzeko, reo di aver sbagliato un gol clamoroso due minuti prima, batte il giovane Alastra (classe ’97) dopo aver deriso il disastroso Struna (il peggiore in assoluto).

Enzo Maresca, centrocampista al Palermo dal gennaio 2014 (ph. Zimbio)

Enzo Maresca è uno dei nomi tornati in auge con mister Iachini (ph. Zimbio)

Nella ripresa è solo uno show della Roma con la squadra di Iachini spettatrice non pagante. Alla giostra del gol, partecipano anche Keita, due volte Salah (strepitoso il suo secondo gol) e ancora Dzeko. La difesa del Palermo sbanda paurosamente. Dopo il raddoppio di Keita, il tecnico rosanero prova a cambiare qualcosa tatticamente inserendo Trajkovski al posto di un impalpabile Brugman e passando ad un 3-4-2-1. Il macedone va ad affiancarsi a Vazquez, entrambi sistematisi dietro Gilardino. Il risultato però non è dei migliori visto che dopo cinque minuti dal cambio modulo, il Palermo incassa la doppietta di Salah con la complicità attiva dell’intera difesa siciliana. Sullo 0-4 entra in campo Maresca per Vazquez passando così ad un più equilibrato 4-4-1-1. Esce anche Gilardino, dentro Djurdevic. Due mosse che servono quantomeno a limitare la valanga romanista, arginata fino all’89’ quando Dzeko chiude le marcature. Per quello visto all’Olimpico, il Palermo è sembrata una squadra in piena crisi tecnica e d’identità. Lo dimostra l’atteggiamento rinunciatario e la prova scadente di alcuni interpreti scesi in campo. Da salvare Trajkovski e i giovani ’97 Pezzella ed Alastra (incolpevole sui cinque gol subiti). Iachini dovrà rimboccarsi le maniche e lavorare intensamente se vuole rimettere in carreggiata un gruppo sprofondato in piena zona retrocessione. Lo spogliatoio, prima del suo esonero, ha dimostrato di essere con lui. Adesso sembra aver smarrito la serenità e gli equilibri di qualche mese fa. La partita contro il Bologna è già da dentro o fuori. Attenzione però a non fidarsi. Nonostante il Palermo stia attraversando un periodo di crisi, quello del Barbera rimane un impegno insidioso. Ai rossoblù servirà tenere alta la concentrazione e continuare a proporre il proprio gioco. Se in campo si vedrà il Bologna delle ultime settimane, per il Palermo sarà dura. In fin dei conti, per non ripetere gli stessi errori, basterà ricordarsi di Frosinone.

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