L’ultima meta di Jonah Lomu, il simbolo del rugby


È scomparso a soli 40 anni Jonah Lomu, il leggendario rugbista neozelandese che ha scritto la storia moderna della sua disciplina nonostante una grave nefrite e frequenti dialisi

– di Marco Vigarani –

Lomu è stato un simbolo del rugby moderno (ph. onrugby.it)

Lomu è stato un simbolo del rugby moderno (ph. onrugby.it)

Non importa essere degli appassionati per conoscere Jonah Lomu, uno dei più forti interpreti moderni della storica disciplina ma anche uno degli sportivi più riconoscibili e stimati nell’ultimo ventennio a livello planetario. Chi lo ha amato per le sue gesta sul campo ricorda corse inarrestabili con l’agilità di un velocista nonostante una massa fisica a dir poco imponente (197 cm per 120 kg di peso forma), ma tutti lo ricordano come un simbolo di tenacia nella lotta contro la malattia. Lomu purtroppo si è spento poche ore fa nella natia Auckland a soli 40 anni in circostanze ancora da chiarire ma lasciando stupefatto tutto il mondo del rugby e dello sport. La sua carriera era iniziata nei primi Anni 90 con un esordio nei mitici All Blacks a soli 19 anni e già nel 1995 il suo nome era entrato nella storia della disciplina ancora prima di firmare un contratto da professionista: nella semifinale di Coppa del Mondo contro l’Inghilterra Lomu realizzò una meta di pura potenza dopo neanche due minuti di gioco dando il via al trionfo neozelandese. Proprio in quel periodo e grazie a personaggi del suo carisma, il rugby attrasse forti investimenti televisivi diventando uno sport seguito con continuità dai media e del quale proprio il ragazzo di origine tongana divenne il volto più amato e riconoscibile nel mondo.

Lomu si è spendo a soli 40 anni nella sua Auckland (ph. The Guardian)

Lomu si è spendo a soli 40 anni nella sua Auckland (ph. The Guardian)

Pochi mesi dopo venne diagnosticata all’ala di Auckland una rara forma di nefrite, una disfunzione renale che si è aggravata anno dopo anno non impedendogli però di continuare a giocare con continuità fino al 2003 pur sottoponendosi a cure periodiche. Quando la dialisi non fu più sufficiente, Lomu subì anche un trapianto di rene nel 2004 e subito egli cercò di trovare il modo per tornare in campo realizzando il suo desiderio nel dicembre 2005 a Calvisano con la maglia dei Cardiff Blues, accolto con una commossa standing ovation dal pubblico italiano. Tra frequenti infortuni ed una condizione di salute sempre molto complessa, nel 2007 annunciò il ritiro salvo poi tornare nuovamente in campo due anni dopo in terza divisione francese per un’ultima stagione prima che i medici gli rivelassero che sarebbe stato necessario un nuovo trapianto di rene. Ritiratosi definitivamente nel 2010 e già introdotto nella Hall of Fame, Lomu ha lasciato una traccia indelebile nella storia della sua disciplina e dello sport mondiale tanto per la sua tecnica quanto per una tenacia incrollabile nel continuare ad inseguire il suo sogno nonostante le avversità della vita.

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