L’uomo ombra di Ballardini, Carlo Regno: “Sono prima insegnante, poi allenatore”


E’ l’uomo in più di questo Bologna capace di rialzare la testa e riuscire a conquistare punti anche su un campo difficile come quello di Torino. Competenza e preparazione sono le doti che hanno permesso a Carlo Regno di imporsi prima a livello giovanile poi nel mondo dei professionisti. In quella Serie A dove in coppia con Davide Ballardini ha portato alle salvezze da ‘mission impossible’ Cagliari, Palermo e Genoa, e di conquistare una Supercoppa Italiana, a Pechino, sulla panchina della Lazio contro l’Inter di Mourinho. Anche a Bologna è l’uomo-ombra di Ballardini e già la mano si vede.

Il successo di Torino ha dato carica al Bologna proprio nella prima gara del dopo-Diamanti: “Giocare senza Alino – attacca Regno – ha spinto la squadra ad essere più responsabile. E’ una vittoria che ha dato morale e sono tre punti che muovono la classifica”. Domani in anticipo contro il Milan a San Siro, di fronte due squadre che hanno cambiato allenatore in corsa. “Non posso giudicare il lavoro di chi sedeva prima sulla panchina del Bologna. Ogni allenatore ha il suo modulo con il materiale umano e tecnico che ha disposizione. Dobbiamo crescere come gruppo, ma soprattutto i giocatori devono credere nelle proprie qualità”.

regnoUna lunga gavetta iniziata dalle giovanili del Bologna negli anni’80, poi il capolavoro Iperzola con cui vinse l’Eccellenza e  la Coppa Italia Dilettanti nel ‘95. Di lì il salto nei ‘prof’ alla guida del Modena in C1 dove lanciò un giovane di belle speranze di nome Luca Toni. Arrivano gli anni di C2 con le esperienze di Iperzola, Fano, San Lazzaro, Faenza e San Marino, poi Parma che segna il percorso di Carlo Regno dove vince lo Scudetto con la formazione Allievi e consacra Giuseppe Rossi, grande protagonista della finalissima di Giulianova (2004) contro Treviso. E precisa: “A livello giovanile, il compito di un allenatore è insegnare le regole, la disciplina. Non solo come si sta in campo. Far parte di un gruppo, allenarsi, è già una palestra di vita. Tanti ragazzi si perdono per strada perché pensano più al risultato e non alla crescita. Se fosse per me toglierei le classifiche…”. Allenatore ed insegnante. Ventidue anni passati ad insegnare, alle medie e al superiore, Educazione Fisica dalle suore domenicane di “S. Alberto Magno” a Bologna. “Un’esperienza fondamentale nella mia vita dal punto di vista educativo e professionale.  Sono stato prima insegnante e poi allenatore, passaggio che mi ha permesso di conoscere il mondo dei ragazzi. Non solo, perché come docente oltre ad insegnare ho anche imparato tanto dai miei studenti. Alla base di tutto devi amare il tuo lavoro. Ho amato la scuola come oggi amo il calcio”.

Piero Giannico

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