Manca la fideiussione per il Bologna: è guerra di note sulla proroga


Ieri sera Tacopina non ha presentato una fideiussione ritenuta valida da Bologna 2010 che successivamente ha negato di aver concesso una proroga all’attuale presidente rossoblù

– di Marco Vigarani –

tacopina

Tacopina non è ancora riuscito a produrre la fideiussione richiesta

La giornata di ieri si è conclusa senza che il presidente Tacopina riuscisse a presentare a Bologna 2010 una fideiussione come previsto dal contratto siglato un mese fa con gli ex proprietari del club rossoblù. La garanzia che è stata prodotta infatti non ha rispettato le richieste e pertanto è stata rispedita al mittente dando vita ad ore frenetiche in cui l’avvocato newyorkese ha cercato di far fronte in solitaria (privo quindi dell’aiuto dell’uomo forte della cordata Joey Saputo) all’impegno senza riuscire nel suo intento. La maggior parte degli istituti di credito riaprirà soltanto lunedì mattina e pertanto appare molto difficile se non impossibile che la fideiussione possa essere prodotta nella giornata odierna. A riprova di questo, ieri sera il Bologna ha emesso una nota ufficiale in cui si legge che la nuova società americana si sarebbe “accordata con Bologna 2010 per posticipare il termine per la presentazione della fideiussione bancaria a garanzia dell’aumento di capitale. La ragione di questo rinvio è determinata dal fatto che la banca tramite la quale BFC 1909 USA SPV, LLC aveva effettuato l’operazione, non è risultata di gradimento a Bologna 2010. Dal momento che non è mai stato indicato nel contratto tra le parti un particolare istituto bancario di riferimento, si è stabilito, nello spirito di rinnovata collaborazione e correttezza tra le parti, di concedere a  BFC 1909 USA SPV, LLC i tempi tecnici per effettuare l’operazione tramite un altro istituto bancario“.

Tacopina e Saputo

Saputo e Tacopina insieme un mese fa al Dall’Ara

A stretto giro di posta è arrivata però la replica della ex controllante Bologna 2010 per bocca dell’avvocato Gianluigi Serafini che ha dichiarato: “Bfc 1909 Usa si è limitata a indicare come possibile prestatore della fideiussione bancaria prevista dal contratto a garanzia del versamento integrale dell’aumento di capitale di Bologna Fc, un istituto di credito che non aveva nel modo più assoluto le caratteristiche di primario istituto bancario italiano come previsto nel contratto di investimento. A tutela del Bologna Fc e del suo patrimonio aziendale, Bologna 2010 ha ritenuto di esprimere parere negativo sull’istituto designato e allo stato attuale non è stato raggiunto né definito nessun accordo che preveda la proroga“. Trova quindi immediata smentita la versione fornita dalla dirigenza americana del club rossoblù a poche ore da una partita importantissima contro il Brescia e da un lunedì in cui, da programma, dovrebbero riunirsi sia i soci della nuova società che quelli di Bologna 2010 per valutare le opzioni percorribili a seguito del mancato rispetto degli accordi presi il 15 ottobre scorso. Di fatto pare che la distanza formatasi nelle ultime giornate tra il presidente Tacopina ed il partner Saputo non si sia mai ridotta tanto da portare a ritenere che l’imprenditore canadese possa attendere il corso degli eventi per veder sfilare il Bologna dalle mani dell’avvocato newyorkese, attualmente inadempiente rispetto agli impegni presi, e prenderne così il possesso passando attraverso gli ex proprietari. Da segnalare infine anche la posizione del presidente di Futuro Rossoblù Manuel Gulmanelli che giudica fuori luogo e preoccupante la nota emessa dal Bologna che prevederebbe una sorta di proroga decisa in senso unilaterale dal compratore.

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