Mancosu: “Arrivare qui è come già essere in A”


Il nuovo acquisto del Bologna Matteo Mancosu si è presentato alla stampa nel primo pomeriggio, introdotto come di consueto dal Claudio Fenucci

– di Massimo Righi –

Matteo Mancosu assieme a Claudio Fenucci

Matteo Mancosu assieme a Claudio Fenucci

Sono da poco passate le 13.40 quando Matteo Mancosu ha fatto la sua entrata in sala stampa, seguito dall’amministratore delegato del Bologna Claudio Fenucci, che ha presentato così il nuovo acquisto rossoblù dopo le foto di rito: “Presentiamo oggi Matteo Mancosu, attaccante che negli ultimi 2 anni ha fatto molto bene in serie B e che ora è qui per completare il nostro parco attaccanti. È stato un investimento importante, necessario secondo noi per conseguire l’obiettivo che ci siamo prefissi. Il ragazzo ha grandi motivazioni ed ha firmato con noi per 2 anni e mezzo con l’opzione di rinnovo per un altra stagione”.

Dopodiché l’attenzione è passata sul giocatore che ha esordio chiarendo subito un concetto: “Bologna è una piazza importante e blasonata, non potevo certo rifiutarla. Si tratta di un grande salto da Trapani, realtà piccola ma altrettanto professionale. A 30 anni ho fatto un passo importante e la società mi ha permesso di venire qui facendomi cogliere questa opportunità. Un ringraziamento particolare va a mister Boscaglia, devo molto a lui se sono arrivato fin qui”. Mancosu ha giocato solo gli ultimi 2 anni in B mentre prima aveva militato solo in divisioni inferiori: “Ho fatto un passo alla volta, la B me la sono guadagnata pian piano. Non ho mai sognato in maniera eccessiva, quel che ho fatto è dovuto ai risultati. Sono esploso solo recentemente è vero, alcuni maturano prima, altri dopo. Nel mio caso, forse, è stato decisivo il fatto di lasciare la Sardegna per il Continente che è stato uno stimolo in più. A Villacidrese facevo avanti e indietro dal campo, ma stavo a casa con i miei genitori. Credo comunque che gli attaccanti necessitano di tempo per migliorarsi, sono pochi i giovani che segnano tanto sin da subito. Le doti si affinano nel tempo, migliorandosi e imparando dagli altri. Io sono ricettivo, poi qui avrò modo di confrontarmi con dei compagni che sono stati anche in serie A. Come si arriva dove sono arrivato io? Non bisogna mollare mai, continuare provarci sempre, un po’ com’è stato per giocatori come Hubner o Riganò, ma io ancora non sono come loro”. Mancosu viene da Trapani ma il Bologna non era l’unica società ad averlo cercato: “Avevo altre richieste, anche dalla A ma secondo me chi fa questo salto già a gennaio incontra molte più difficoltà e ad ogni modo sono arrivato qui che è come essere già in serie A. Ho notato sin da subito grande professionalità ed organizzazione. Il TG di Trapani ha parlato della mia cessione? In Sicilia ho passato due anni e mezzo bellissimi, ho segnato tanto diventando capocannoniere in C e in B e qualcosa credo di aver lasciato. Mi fa piacere che ci sia questo affetto nei miei confronti”. L’arrivo di Mancosu affolla il reparto offensivo: “La concorrenza è forte ma speriamo sia da stimolo, conquistarsi la maglia è giusto. Da giocatori come Cacia e Sansone ho solo che da imparare. Il mio ruolo? Prediligo fare la seconda punta, andando negli spazi, ma se c’è bisogno faccio senza problemi anche la prima. Nel tridente posso giocare ovunque, a Trapani ci abbiamo giocato a Latina e col Livorno”. Mancosu ha parlato già con Lopez ed è pronto ad esordire al Dall’Ara: “Il mister mi ha detto che qui mi sentirò come a casa, che il gruppo è valido e che c’è tempo sia per lavorare sia per scherzare. Sono qui da poco, ma i compagni mi stanno già aiutando ad inserirmi. Il Dall’Ara? L’ho visto in notturna e mi è piaciuto, ho anche fatto gol, spero che mi porti bene per il futuro. Se conoscevo già qualcuno del gruppo? Troianiello, con cui avevo già giocato assieme in eccellenza”. Il neo attaccante rossoblù, indosserà la maglia numero 10: “Spero di valorizzarla e che sia di buon auspicio. Non l’avevo mai indossata prima di ora”. La serie B è un campionato tosto e Mancosu lo sa bene: “È un campionato atipico, puoi vincere e perdere con tutte, sono tutte partite da tripla. Il Carpi ha corsa e fisicità, ma anche Livorno e Frosinone mi hanno impressionato parecchio, così come il Bologna quando l’abbiamo affrontato col Trapani: nessuno sciupava palloni e dopo il gol subito non hanno mollato”. Infine, Mancosu ha dichiarato di avere due esempi che l’hanno impressionato: “Senza dubbio Filippo Inzaghi, che non era eccelso in nessuna caratteristica, ma aveva fame di gol e ne ha fatto la sua fortuna, poi Dario Hubner di cui ho sempre avuto stima e di cui spero di ripercorrere la carriera”.

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