Mandzukic-Dybala, trionfo Juve


La Supercoppa Italiana va alla Juventus, che in 4’ chiude i giochi e porta a casa il primo trofeo stagionale. Pioli rimanda ancora l’appuntamento con il primo trofeo in carriera

-di Luigi Polce –

Allegri può alzare il primo trofeo della stagione

Allegri può alzare il primo trofeo della stagione

Buona la prima per la Juventus, che allo Shanghai Stadium si aggiudica la settima Supercoppa della sua storia – record in Italia – battendo per due reti a zero la Lazio grazie alle reti della nuova coppia gol, Mandzukic e Dybala, e alla prestazione sontuosa di Paul Pogba, il migliore in campo. Alla Lazio resta il rammarico dopo una partita giocata per larghi tratti alla pari con i campioni d’Italia.

Pogba, oggi con la numero 10, autore di una prestazione sontuosa (ph. Zimbio)

Pogba, oggi con la numero 10, autore di una prestazione sontuosa (ph. Zimbio)

Partita equilibrata nella prima frazione di gioco, con le due squadre che mettono in atto una prolungata fase di studio senza farsi male. Il terreno non è in buone condizioni, lo si sapeva già dalla vigilia, e ci si mette anche il vento a complicare ulteriormente le cose, con forti raffiche che rendono davvero dura la vita ai 22 in campo. I ritmi sono blandi, come da copione, con la Juve a pressare alto e la Lazio che prova le ripartenze, affidandosi al tridente Felipe Anderson-Klose-Candreva ispirato da Cataldi, in posizione leggermente avanzata rispetto a Onazi e Biglia. Tridente che nei primi minuti mette in difficoltà il terzetto difensivo bianconero, soprattutto Barzagli che non è in perfette condizioni, ma col passare dei minuti la difesa di Allegri prende tempi e misure e non soffre praticamente più. La Juventus invece viene presa in mano da Pogba, che dopo un avvio in ombra aumenta i giri del motore e regala, nonostante le condizioni avverse, lampi di pura classe che giustificano il numero 10 sulle spalle. Di occasioni vere e proprie da raccontare non se ne segnalano, con Buffon e Marchetti sostanzialmente inoperosi nei primi 45’ e le difese concentrate. Il momento più “vivo” della gara lo regala Stefano Pioli, che sul finire della frazione si infuria con il sig. Banti per alcune decisioni a suo dire ingiustificate. La sostanza comunque non cambia: si va al riposo – senza recupero – a reti inviolate.

Mandzukic subito decisivo, suo il gol che ha sbloccato il match (ph. juventus.com)

Mandzukic subito decisivo, suo il gol che ha sbloccato il match (ph. juventus.com)

La ripresa si apre con un altro piglio, grazie a Paul Pogba che decide di alzare il ritmo: prima con una giocata pazzesca d’esterno, che smarca Mandzukic il quale però si fa ipnotizzare a tu per tu con Marchetti (48’) e, qualche secondo dopo, con un destro dei suoi da lontanissimo, che sibila il palo alla sinistra del portiere della Lazio che nulla avrebbe potuto sulla bordata del francese. Sembra il prologo di una partita diversa, una partita più divertente e movimentata. Non è così invece, con l’equilibrio che torna a farla da padrone. Al 57’ Onazi, dopo una bella azione di Candreva, prova a svegliare gli assonnati spettatori, ma il suo piattone è troppo centrale per impensierire Buffon. 180 secondi più tardi, la prima sostituzione della partita, che risulterà decisiva: esce uno spento Coman ed entra il neo acquisto Paulo Dybala, dato per titolare alla vigilia. Da Tevez-Morata a Mandzukic-Dybala, in molti si chiedevano se il nuovo duo d’attacco dei bianconeri sarebbe potuto essere tanto letale quanto quello visto nella passata stagione. Per avere la risposta, bastano 4 minuti. Più precisamente, dal 69’ al 73’, quando la Juve prende la Supercoppa e la mette in cassaforte con un uno-due micidiale: il vantaggio è firmato da Mandzukic, che raccoglie un cross dalla destra di Sturaro, sovrasta Basta e di testa inchioda Marchetti. La Lazio è stordita e non ha la forza per reagire, anzi riceve il colpo del K.O. proprio dal folletto ex Palermo: Mandzukic, ancora lui, lavora un gran pallone sull’out di destra e crossa in area dove Pogba raccoglie e serve Dybala, che dall’altezza del dischetto insacca il raddoppio con una cannonata di sinistro. La gara si chiude qui, a nulla servono alla Lazio gli scatti di orgoglio di Candreva e Djordjevic, che non riescono a scardinare l’ottima difesa della Vecchia Signora.

Anno nuovo, stessa Juventus dunque. Avviso ai naviganti: chiunque vorrà vincere in Italia quest’anno, dovrà ancora fare i conti con la voglia, la fame e la potenza della squadra di Massimiliano Allegri.

Juventus (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Caceres; Lichtsteiner, Sturaro (dall’89 Pereyra), Marchisio, Pogba, Evra; Coman (dal 60’ Dybala), Mandzukic (dal 79’ Llorente).
Lazio (4-3-3): Marchetti; Basta, Gentiletti, De Vrij, Radu; Onazi, Biglia, Cataldi (dal 75’ Kishna); Candreva, Klose (dal 61’ Djordjevic), Felipe Anderson (dall’87 Morrison).

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