Masina come tanti altri: quanto è difficile diventare grandi a Bologna!


La cessione di Masina ripropone il problema di un club che ormai da decenni non riesce a valorizzare i propri giovani. Prima di lui Casarini e Zaccardo fino a Pagliuca e Mancini

– di Marco Vigarani –

Sei un giovane calciatore magari emiliano e giochi nel vivaio del Bologna? Buona fortuna per la tua carriera ma non sperare di poter diventare in futuro un elemento fondamentale della squadra rossoblù. Un’affermazione dura e scomoda ma purtroppo anche dotata di solide basi.

Entrato nel Bologna 14 anni fa, da ieri Adam Masina è un nuovo giocatore del Watford (ph. Schicchi)

Ormai è chiaro da troppo tempo che il settore giovanile del Bologna produce pochissimi calciatori pronti per una carriera di primo livello e che quando tale evento accade la società emiliana finisce poi per cederli senza farli mai diventare protagonisti con quei colori indossati per anni e magari vissuti come propri dalla nascita. “Nemo propheta in patria” dicevano i romani: a Bologna vale più che mai.

Con l’ufficialità arrivata ieri del passaggio di Adam Masina al Watford si completa un bis di cessioni pesanti che bruciano il lavoro svolto circa negli ultimi tre lustri dagli staff delle giovanili di Casteldebole. Il terzino mancino infatti lascia Bologna dopo 14 anni mentre invece il collega Alex Ferrari (oggi alla Sampdoria in prestito con obbligo di riscatto condizionato) era entrato nel vivaio felsineo addirittura due anni prima, nel 2002.

In particolare ieri Masina ha salutato la città con un post denso di emozione su Instagram ricordando di aver sognato di poter diventare un giorno capitano di quella squadra che lo ha lanciato nel calcio professionistico. L’attaccante convertito alla difesa ha collezionato nelle ultime quattro stagioni 131 presenze in rossoblù ma anche evidenziato un problema ormai endemico di una città che non è capace di aspettare i suoi giovani.

Da una parte infatti ci sono le responsabilità di un club che, nonostante tanti cambi di gestione, continua a non puntare a lungo termine sui ragazzi provenienti dal proprio vivaio preferendo la plusvalenza a bilancio rispetto alla soddisfazione del campo. Dall’altra però troviamo anche migliaia di tifosi che si aspettano probabilmente troppo e quindi arrivano a criticare gli errori di un ragazzo nato in rossoblù con maggior ferocia e puntualità finendo per danneggiarlo. Se non siamo noi i primi ad aver pazienza con i nostri figli, come ci possiamo aspettare che ne possano avere un imprenditore canadese, un manager romano o un allenatore di qualsiasi zona d’Italia?

Il centrocampista Federico Casarini ha vissuto 13 anni in rossoblù prima di dare l’addio al Bologna

Masina non è un calciatore perfetto e non lo è nemmeno Ferrari ma la continuità degli attacchi subiti dai due ragazzi ricorda molto da vicino quanto accaduto in tempi recenti ad esempio con Federico Casarini. Anche il centrocampista ha vissuto 13 stagioni in rossoblù tra giovanili e prima squadra prima di proseguire la sua carriera altrove ma in fin dei conti forse da tanti non è mai stato considerato degno della maglia del Bologna.

Nello stesso periodo abbiamo assistito poi anche all’esplosione inattesa di Francesco Della Rocca, già abbastanza maturo ma in questo caso subito esaltato dall’opinione pubblica cittadina per poi venire scaricato dopo pochi mesi. Per il centrocampista e fratello d’arte l’addio definitivo al rossoblù è arrivato dopo ben 11 anni.

I migliori prodotti del vivaio bolognese negli ultimi decenni però sono stati sicuramente i difensori con ragazzi come Claudio Terzi, Alessandro Gamberini e Cristian Zaccardo a dimostrarlo. Anche in questi casi però ci troviamo a parlare di atleti che hanno accumulato una buona esperienza con il Bologna ma che si sono poi affermati definitivamente soltanto dopo la cessione.

L’elenco potrebbe essere davvero lunghissimo e comprendere anche casi sfortunati (Cipriani) o dimostrazioni di pessimo tempismo (Borini) ma la tendenza del Bologna a perdere i propri prodotti del settore giovanile è ormai una costante. Basti pensare a cosa accadde negli Anni 80 con due future eccellenze del calcio italiano come Roberto Mancini e Gianluca Pagliuca: entrambi sacrificati sull’altare del bilancio e diventati ben presto amari rimpianti.

Vogliamo parlare di un progetto? Iniziamo a far diventare grandi i nostri figli in rossoblù.

Print Friendly, PDF & Email



2 thoughts on “Masina come tanti altri: quanto è difficile diventare grandi a Bologna!

  1. Lorenzo

    Mai ‘innamorarsi’ dei giocatori! Quando hanno un mercato e il prezzo è a salire…vendere! Oggi il calcio è agonismo tattica e corsa…tutto il resto ha un valore relativo! la Società sta operando magnificamente!

    Rispondi
  2. Lorenzo

    La società sta operando magnificamente! Sono d’accordo su tutte le cessioni…tranne quella di Crisetig! E’ un ottimo giocatore…ottimo ‘regista’! Titolare fisso..sempre!

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *