Masina in uscita, tutti i rischi di un’operazione da autogol


Vendere oggi Adam Masina rischia di essere un autogol per il Bologna. Ecco tutti i rischi per il presente e per il futuro tra campo e normative

– di Marco Vigarani –

Masina al bivio tra rinnovo con il Bologna e richiesta dal Siviglia (ph. Zimbio)

Era fine maggio quando si cercava di delineare la strategia di mercato del Bologna identificando in Adam Masina il possibile sacrificato sull’altare del bilancio. Da allora sono passati tre mesi e, dopo essere stata accantonata, l’idea di una cessione dell’esterno rossoblù è tornata prepotentemente alla ribalta. Oggi però sembra davvero che i tempi siano sbagliati e che il Bologna possa rischiare di commettere un clamoroso autogol privandosi del giovane prodotto del vivaio rossoblù. Ci sono alcuni ragionamenti che dovrebbero indurre almeno alla cautela su questo tipo di operazione: proviamo ad esaminarli.

In primis non esiste alcuna necessità di cedere immediatamente un giocatore in scadenza di contratto nel giugno 2019. Se anche Masina decidesse di non rinnovare con il Bologna, ci sarebbero almeno altre due sessioni di trattative durante le quali trovare il miglior acquirente senza particolare ansia a maggior ragione visto che la cessione di un prodotto del proprio settore giovanile comporta naturalmente una plusvalenza. Inoltre non va sottovalutata la mentalità di un ragazzo di Bologna che certamente non avrebbe intenzione di creare problemi qualora fosse chiaro in futuro che la sua strada dovesse separarsi da quella del club rossoblù: difficile se non impossibile immaginare tensioni in spogliatoio o addirittura scarso impegno in campo da parte di Adam. Così come i dirigenti rossoblù al momento non devono sentirsi messi spalle al muro da una proposta economica del Siviglia nettamente migliore per il giocatore rispetto a quella rossoblù.

Adam Masina in questi anni ha anche trovato la maglia azzurra dell’Under 21 (ph. Zimbio)

Parlando di vivaio, bisogna poi ancora una volta ricordare i nuovi regolamenti per la compilazione delle liste che prevedono quattro posti per Over 21 cresciuti nel settore giovanile. Lasciato Ferrari a Verona, oggi il Bologna ha solo un posto occupato proprio con Masina ed una sua cessione comporterebbe l’ulteriore diminuzione degli effettivi disponibili fino ad un massimo di 21 a fronte di una soglia massima di 25. Le soluzioni per rimpinguare la rosa sembrano tutte improponibili: tesserare atleti Under 21 di valore assoluto (e relativo costo) oppure ragazzi già transitati da Casteldebole in gioventù come lo svincolato Zaccardo o ancora Gamberini (Chievo), Albertazzi (Verona) o Casarini (Novara). Inoltre la cessione di Masina comporterebbe necessariamente un acquisto ed il Bologna dovrebbe correre ai ripari nell’ultima settimana di mercato rischiando di cadere vittima della frenesia finale. Possono essere davvero considerate alternative come Lazaar, Antonelli o De Ceglie? Forse solo a patto di ammainare definitivamente la bandiera del progetto ed ammettere la necessità di navigare a vista giorno per giorno come in un amaro déjà-vu.

Alla fine infatti ci sarebbe sempre un problema: spiegare alla città il motivo per cui uno degli imprenditori più facoltosi del calcio italiano abbia necessità di vendere un giovane talento ad una manciata di giorni dalla fine del mercato. Masina non è perfetto e neppure insostituibile ma questo genere di operazione va imbastita ad inizio estate e finalizzata nei tempi giusti che non possono essere quelli attuali. A maggior ragione visto che nella valutazione del suo cartellino andrebbe pur sempre quantificata ed inserita anche la possibilità di un’esplosione tecnico-tattica con la prossima maglia allo scopo di evitare amari rimpianti futuri. E che non più tardi di un paio d’anni fa lo stesso Masina dichiarava: “Un grande club per il futuro? Opterei per il Bologna, naturalmente“.

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One thought on “Masina in uscita, tutti i rischi di un’operazione da autogol

  1. Gian Piero Cesari

    Di fronte a certe cifre diventa difficile rimanere indifferenti , i buoni propositi poi si fa presto a metterli da parte , per non parlare dell’attaccamento alla maglia e quant’altro; per me una cosa è sicura Masina già nel campionato scorso non aveva proseguito il percorso di maturazione che si sperava e anche nella partita col Torino sembrava spaesato ( ha sbagliato passaggi in orizzontale che non si possono accettare ) forse con la testa era già da un’altra parte

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