Mazzone-Donadoni, analogie da brividi! Ma c’è un dato favorevole


Paragonando il Bologna versione 2004-05 con quello odierno, saltano fuori parecchie analogie  da brividi. Ma il vantaggio sulla zona rossa…

– di Luigi Polce –

UDINESE BOLOGNA  TARE  E  ZAGOAKIS

Tare decise il match di Udine a favore del Bologna di Mazzone (ph. web-calcio)

 

“Vergogna” è stato il termine utilizzato da Roberto Donadoni e Marco Di Vaio per etichettare la disfatta del San Paolo, dove un Bologna praticamente rimasto negli spogliatoi ha permesso al Napoli di fare tutto quello che voleva e di bucare per ben sei volte la porta di Mirante. Il tracollo all’ombra del Vesuvio è l’apice di un iceberg che ha però radici profonde, sintomo di un calo francamente difficile da comprendere e spiegare che ha cancellato tutto quanto di buono fatto nella parte centrale del campionato, e che ha riportato il Bologna in posizioni ben più nobili rispetto a quelle accarezzate sino a qualche settimana fa. “E per fortuna che quelle dietro non corrono” è il ritornello che circola tra tifosi e addetti ai lavori, ed in effetti le cose stanno proprio così: i rossoblù, nonostante non vincano da ben 9 giornate infatti, possono ancora vantare un bottino di 7 punti di vantaggio sul Frosinone terzultimo, probabilmente troppi per consentire ai ciociari una clamorosa rimonta nelle ultime 4 giornate di campionato. Finché non arriva l’aritmetica certezza però, rilassarsi diventa difficile, soprattutto se si riavvolge il nastro dei ricordi e si va a guardare cosa capitò nella stagione 2004-05, quando il Bologna di Carletto Mazzone sembrava praticamente salvo in primavera, per poi retrocedere nel play-out contro il Parma.

ATTENZIONE: il contenuto della restante parte dell’articolo include dati e numeri vietati ai deboli di cuore, si invitano tutti i gentili lettori a dotarsi di una massiccia dose di scaramanzia prima di proseguire. In effetti le analogie tra quella maledetta stagione e l’attuale sono tante, alcune davvero da brividi al solo pensarci. Per esempio, il Bologna di Mazzone incappò in una striscia praticamente identica (avversari esclusi, ovvio) rispetto a quella che il Bologna di Donadoni ha concluso proprio l’altra sera al San Paolo: ben 9 partite senza vincere, con 4 pareggi e 5 ko. Cambia solo il contesto temporale: i ragazzi di Mazzone si bloccarono nella prima parte di stagione (dal 24 ottobre al 12 dicembre 2004), a differenza dei Donadoni boys che invece stanno rallentando nel finale di stagione, e che nemmeno con Delio Rossi in panchina avevano fatto così male. Il Bologna versione 2004-05 ebbe poi, come detto qualche riga più in su, un crollo anche nell’ultima parte di campionato, riuscendo nella “impresa” di vincere solo una delle ultime 16 giornate nella trasferta di Udine (1-0 il finale per i felsinei il 6 marzo 2005). Stesso discorso per Giaccherini e soci, che hanno gioito l’ultima volta proprio in Friuli, per giunta con lo stesso risultato (1-0 con gol di Destro). Occhio: comprese le ultime 4 partite ancora da giocare, quella della Dacia Arena sarebbe l’unica vittoria nelle ultime 16.

30/01/2005: un gol di Locatelli permette al Bologna di battere il Milan a San Siro (ph. web-calcio)

30/01/2005: un gol di Locatelli permette al Bologna di battere il Milan a San Siro (ph. web-calcio)

Non è finita qui la collezione di affinità tra le due stagioni considerate. In entrambe infatti, il Bologna ha perso al Dall’Ara tra le mura amiche al cospetto dell’ultima in classifica: allora fu il Brescia ad espugnare il capoluogo emiliano (2-1 il 15 maggio 2005), mentre quest’anno il Verona ha superato i rossoblù per 1-0 (4 aprile). Ancora: la vittoria nel mese di gennaio a San Siro contro il Milan per 1-0, il pareggio nella Roma giallorossa per 1-1, il 2-0 subìto a Bergamo dall’Atalanta e il ko casalingo di misura (0-1) contro l’Inter sono ulteriori similitudini tra due annate le quali, però, presentano una differenza che alla fine potrebbe rivelarsi decisiva: a 4 turni dalla conclusione dei giochi, la truppa di Mazzone aveva solo 4 punti di vantaggio sul Chievo quartultimo (si giocavano, appunto, i play-off tra terzultima e quartultima per decidere la terza retrocessa), mentre Donadoni ne può vantare (come ricordato) ben 7 sulla zona rossa. La medicina migliore per scacciare via dubbi e timori è solo e soltanto una: tornare, in qualche modo, ad accumulare punti per conquistare al più presto una salvezza che, solo due mesi fa, nessuno si sarebbe immaginato di mettere in discussione.

 

 

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