Meno espulsi e zero danni: il Bologna ora regge anche in 10


Calato il numero delle espulsioni, si è azzerato il conto dei punti persi in inferiorità numerica: anche questi sono segnali di crescita per il Bologna

– di Marco Vigarani –

Torosidis si dispera dopo l’espulsione nel finale del primo tempo contro la Sampdoria (ph. Zimbio)

Tra gli aspetti più interessanti della vittoria prenatalizia di Verona c’è sicuramente il fatto di aver conquistato i tre punti nonostante l’inferiorità numerica. Andrea Poli infatti ha raggiunto con dieci minuti abbondanti di anticipo gli spogliatoi per doppia ammonizione ma i compagni sono riusciti a condurre comunque in porto il successo subendo prima il pari sul 2-2 e poi passando nuovamente avanti per il definitivo 2-3. Una prova di carattere e determinazione da non sottovalutare. A maggior ragione se contestualizzata all’interno della stagione in corso e dell’esperienza complessiva del Bologna di Roberto Donadoni.

Innanzitutto si può notare facilmente un calo nel numero delle espulsioni di atleti rossoblù. Finora infatti sono state soltanto 3 mentre invece nella prima annata (parziale) si arrivò a quota 6 e l’anno scorso il dato finale fu assolutamente clamoroso: ben 11 cartellini rossi esposti ad atleti del Bologna. Di queste espulsioni inoltre ben 4 arrivarono nel corso del primo tempo costringendo a giocare tutta la ripresa in inferiorità numerica: eventualità capitata finora solo una volta nella stagione in corso con Torosidis in occasione Bologna-Sampdoria. Specificato che i tre cartellini rossi mostrati nel 2017/18 sono stati frutto di doppia ammonizione e quindi mai prodotti da comportamenti gravemente irregolari a livello sportivo o disciplinare, va anche evidenziata la crescita di alcuni singoli atleti. In particolare hanno imparato la lezione Erick Pulgar dopo le due espulsioni dell’anno scorso (a Udine e Palermo) ed Adam Masina che ha lasciato i compagni in inferiorità numerica sia nel 2015/16 (Bologna-Lazio) che nel 2016/17 (Bologna-Napoli).

Masina è stato espulso una volta sia nel 2015/16 che nel 2016/17 ma sembra aver imparato la lezione (ph. Zimbio)

Per completare l’analisi su questa particolare dinamica, va però esaminato anche il conto dei punti persi in inferiorità numerica ed anche in questo caso avremo una bella sorpresa. La modalità è piuttosto semplice: si verifica il risultato prima dei cartellini rossi e si effettua una comparazione con quello finale. Nella prima esperienza di Donadoni a Bologna i suoi ragazzi, come ricordato, subirono 6 espulsioni che portarono a dimezzare il bottino conquistato passando da 8 a 4 con la pesante rimonta da 2-0 a 2-2 subita contro la Lazio proprio in occasione della già citata espulsione di Masina. L’anno scorso però è andata anche peggio visto che i rossoblù sono passati da un potenziale di 16 punti ad un conto reale di 6: un clamoroso -10 che ha avuto effetti pesanti sulla valutazione complessiva della stagione. Tra i rossi più indigesti sicuramente quelli di capitan Gastaldello nelle sfide interne poi perse contro Genoa e Fiorentina. Arriviamo però all’annata in corso per scoprire che le tre espulsioni non hanno assolutamente influito sulla classifica del Bologna. Se infatti i felsinei da una parte erano già in svantaggio a Bergamo, dall’altra hanno comunque condotto in porto le vittorie su Chievo e Sampdoria.

Si può e si deve sicuramente fare meglio, ma il fatto di aver limitato il numero dei cartellini rossi è evidente conseguenza di un approccio più maturo e consapevole alle partite. Anche sotto questo profilo il Bologna sta lentamente crescendo ed evidenti meriti vanno riconosciuti al lavoro compiuto da Donadoni e dal suo staff.

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