Mercato chiuso: regna il prestito. Zero campioni ma diversi talenti prenotati


Ancora un mercato povero per la Serie A: a gennaio non circolano soldi e non arrivano campioni. Crescono però le operazioni chiuse in anticipo per giugno

– di Marco Vigarani –

Non arrivano campioni in Italia ma lascia la Serie A Manolo Gabbiadini (ph. The Sun)

A poche ore dalla chiusura del calciomercato italiano è tempo di bilanci su questo mese di trattative che appare sempre più indigesto in primis agli addetti ai lavori. Gli allenatori ormai manifestano apertamente la propria insofferenza per questo periodo di distrazioni ma anche agenti e direttori sportivi vorrebbero ridurre significativamente il lasso di tempo disponibile per i trasferimenti, probabilmente spaventati anche dal crescente potere dei club cinesi che rischiano di mettere i crisi a suon di milioni le certezze di un’intera stagione. Basti pensare che ben quattro delle 10 operazioni top del mercato europeo hanno portato qualche atleta verso la Cina. Ormai invece la Serie A deve limitarsi ad operazioni squisitamente locali non avendo più la forza economica e l’appeal per attrarre grandi campioni dall’estero. Ecco allora che l’operazione più costosa è stata quella di Pavoletti dal Genoa al Napoli mentre invece gli stranieri più importanti sbarcati nel nostro campionato sono il belga Deulofeu del Milan ed il francese Grenier della Roma oltre a cavalli di ritorno già visti in Serie A come Taarabt e Muntari. Dovrebbe far riflettere il fatto che abbia fatto il percorso inverso accasandosi al Southampton uno dei maggiori talenti italiani come Gabbiadini e che anche Zaza, membro della Nazionale, sia transitato dall’Italia solo per finire al Valencia.

La Fiorentina ha preso Saponara in prestito con riscatto a giugno (ph. Repubblica)

Ormai è chiaro a tutti che il calcio italiano non ha più la forza economica di cui era dotato tra Anni 90 e Duemila ma ad ogni sessione di calciomercato ne troviamo una fresca riprova. Chiusa ormai da tempo la pratica insolita e furbesca delle comproprietà, i dirigenti dei nostri club ormai fanno regolarmente abuso della formula del prestito in tutte le sue varianti: da quello semplice a quello con diritto o obbligo di riscatto fino ad arrivare alla formula del controriscatto. La sostanza però resta sempre la stessa: muovere giocatori senza spostare un euro almeno nell’immediato ed eventualmente posticipare la spesa al prossimo mercato dopo aver avuto anche effettiva dimostrazione del valore del calciatore. In parole povere ormai si vede il cammello prima di pagare la moneta ma non è un atto di sfiducia nelle qualità degli atleti. Infatti tutti i nomi più importanti del calciomercato appena concluso popolano la tabella dei prestiti: da Saponara a Sportiello, da Hiljemark a Iturbe per arrivare ai giovani talenti Gagliardini, Cataldi e Gollini. Quelli elencati sono solo la punta dell’iceberg di un fenomeno che vedrà centinaia di ragazzi giocare per sei mesi in una squadra che non ne detiene al momento il cartellino. Facendo un rapido conto, sono circa 300 le operazioni concluse nel corso del mese di gennaio in Serie A tra entrate ed uscite e di queste circa il 70% è stato definito sulla base del prestito.

L’attaccante classe 1997 Riccardo Orsolini è già bianconero (ph. Juventus)

Rilevate le principali pecche del calciomercato italiano, va però segnalato anche un bel segnale di ripresa che mostra la voglia di riscatto già dalla prossima stagione e qualche timida traccia di progettualità a medio-lungo termine. Tanti club infatti si sono mossi a gennaio in vista del mercato estivo acquistando di fatto oggi calciatori che resteranno in prestito al venditore fino a giugno per proseguire la propria crescita. Si tratta di una formula sempre più diffusa che punta ad anticipare la concorrenza su potenziali talenti magari provenienti dalla Serie B rispettandone però anche i tempi di crescita senza catapultarli immediatamente su un palcoscenico troppo importante. La maestra ancora una volta è stata la Juventus che ha prelevato il difensore classe 1994 Caldara dall’Atalanta e l’attaccante classe 1997 Orsolini dall’Ascoli permettendo ad entrambi di concludere la stagione nei club attuali. Hanno però fatto la stessa scelta anche altri club di fascia media come la Sampdoria con il centrocampista classe 1994 Verre del Pescara, l’Udinese con la punta classe 1992 Lasagna del Carpi ed il Bologna con il centrocampista classe 1996 Ndoj del Brescia. Ecco qualche esempio virtuoso di operazioni condotte con tempismo provando a crescere in casa i campioni di domani e sapendo utilizzare nel modo migliore la formula ormai abusata del prestito.

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