Mertens illude, Ramos porta in cielo il Real: al San Paolo finisce 1-3. Bayern, così fai paura. Arsenal (ri)travolto 1-5


Real e Bayern conquistano i quarti di finale di Champions. Il Napoli esce con onore dopo un primo tempo spettacolare. Ancelotti, che lezione a Wenger

– di Tiziano De Santis –

Lo stacco di testa di Sergio Ramos in occasione del pareggio dei Blancos in Napoli-Real 1-3 (ph. Calcionews24.com)

Nel martedì di Champions League, a fare da protagonista è la fine di un sogno, ad opera di una corazzata abituata da tempo ad essere ai vertici del calcio mondiale. E’ quello che l’infuocato San Paolo è costretto a vedere nonostante una partita giocata alla grande dal Napoli di Maurizio Sarri, specie nel primo tempo, sostenuto da un tifo senza eguali. C’è da rimontare un 3-1 incassato al Bernabeu, c’è da battere i più forti al mondo, c’è da fare la storia. I partenopei iniziano forte sulle ali dell’entusiasmo di un’intera città, costringendo il Real Madrid ad errori grossolani in fase di disimpegno. Il pressing alto non viene, però, finalizzato da Hamsik, impreciso nella conclusione che potrebbe aprire le marcature all’apertura del match. E se poco dopo Insigne sfiora il vantaggio con un bel tiro dalla distanza, a far letteralmente impazzire il pubblico di casa è al 24′ Dries Mertens: il belga, pescato da un illuminante tocco di prima di Hamsik si trova tutto solo davanti all’estremo difensore avversario e lo gela con un sinistro chirurgico che danza nella porta madridista per l’1-0 Napoli. Il Real, tuttavia, non sembra accusare il colpo, reagendo bensì cinque minuti dopo con Cristiano Ronaldo, che tutto solo davanti a Reina lo aggira e conclude di sinistro, ma la sfera si infrange contro il palo trasformando la paura del San Paolo in un respiro di sollievo. Al 37′ è Mertens a sfiorare la doppietta personale dopo un rimpallo in area di rigore: stavolta è il palo alla destra di Navas a negare il raddoppio al Napoli. Il tè caldo si rivela, però, fatale per gli azzurri, che nella ripresa ringraziano Benzema per un’insolita imprecisione nel tentativo di andare a rete prima di subire il pareggio al 51′, quando Sergio Ramos svetta in piena area di rigore azzurra sul calcio d’angolo battuto da Kroos e riequilibra le sorti del match con un colpo di testa imprendibile per Reina. Ma non finisce qui, perchè cinque minuti dopo il difensore spagnolo, ancora su azione d’angolo, porta avanti i suoi grazie alla complicità di Mertens, sfortunato nel deviare nella propria rete un’incornata apparentemente innocua per il numero 25 ex-Bayern. La partita non ha più nulla da dire perchè la qualificazione è serbata nella cassaforte del team di Zidane. Carvajal sfiora il 3-1 dopo un’azione solitaria in palleggio in area di rigore, risultato che arriva nel finale del match grazie all’ex-Juve Morata, il più lesto nel ribadire in rete una respinta corta di Reina. Il sogno di un popolo focoso si infrange contro il cinismo dei più forti al mondo, ma gli applausi degli abitanti del San Paolo verso la propria squadra fanno capire quanto questo Napoli possa dare in Europa, con la sola nostalgia di dover aspettare la prossima stagione però, dettaglio di non poca importanza.

L’esultanza di Robben e co. dopo il gol in Arsenal-Bayern 1-5 (ph. Outdoorblog.it)

All’Emirates, nel frattempo, si conclude la carneficina degli uomini di Carlo Ancelotti ai danni dell’Arsenal di Arsene Wenger. Il 5-1 dell’andata può far stare tranquilli i Rothen del Bayern, che, tuttavia, si dimostrano cinici e spietati nel rifilare un nuovo 5-1 anche al ritorno. Ad aprire il valzer di gol è Theo Walcott, il cui siluro dalla destra, al 20′, non lascia scampo a Neuer e rianima la passione dei propri supporter. L’1-0 dei Gunners si rivela, in realtà, un bagliore momentaneo nel buio totale, perchè nella ripresa il Bayern ne fa cinque, complice l’espulsione di Koscielny al 53′ per un fallo in area ai danni di Lewandowski, che dal dischetto realizza il proprio 31° gol stagionale. Gli ospiti si impossessano dell’arena avversaria raddoppiando al 68′ con Robben, caparbio nel rubare palla a Sanchez e nel trafiggere Ospina di sinistro per il sorpasso tedesco. Ad entrare nel tabellino dei marcatori è, al 78′, Douglas Costa, ottimo nel concludere a giro sul secondo palo dal limite dell’area; il resto lo fa tra l’80’ e l’85’ Arturo Vidal, timbrando una doppietta che demolisce letteralmente l’umore del pubblico dell’Emirates, il quale vede Arsene Wenger come primo indiziato per i numerosi suicidi degli ultimi anni dei Gunners. Stavolta, però, l’avversario si è rivelato di un altro livello. Ancelotti può essere fiero di aver plasmato una macchina quasi perfetta e candidata numero uno, forse, per la vittoria della Champions.

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