Milan-Crotone, il “mio” derby


Emozioni e sensazioni, al di là del risultato, di una partita che per il sottoscritto aveva un sapore decisamente particolare. Ecco come è andata

– di Luigi Polce –

Prendo il dizionario. Lo apro. Scorro fino alla lettera “c”. “Chapeau”: si usa come espressione cavalleresca di ammirata approvazione per un gesto, una prestazione sportiva, e simili. Direi che è perfetto, posso cominciare.

Chapeau, o tanto di cappello, per dirla in italiano, al Crotone visto ieri sera a San Siro nel quarto turno eliminatorio della Coppa Italia. Complimenti alla squadra, seconda in serie B e per nulla intimorita da un avversario prestigioso come il Milan e da uno stadio che al solo guardarlo fa tremare le gambe. Complimenti a mister Juric, per la mentalità che ha infuso ai suoi ragazzi e soprattutto per il gioco sbarazzino che ha impresso al suo undici. Complimenti, rigorosamente con la “c” maiuscola, ai 5000 tifosi calabresi che ieri sono accorsi nel capoluogo lombardo da Crotone e da ogni parte d’Italia, e non solo. La curva Sud dell’Ezio Scida si è trasferita, per una notte, quasi 1200 chilometri più a nord, rendendo la partita una festa del calcio.

La curva sud dello Scida si è trasferita per una notte a San Siro (ph. zimbio)

La curva sud dello Scida si è trasferita per una notte a San Siro (ph. zimbio)

Per me non è stato un match come tutti gli altri, e non poteva essere altrimenti: da una parte il Milan, squadra per la quale faccio il tifo sin da bambino, vero e proprio amore di una vita; dall’altra il Crotone, che per il sottoscritto rappresenta molto, ma molto, di più di una semplice squadra di cadetteria. Alla città pitagorica, e indirettamente dunque anche alla squadra, sono legato a doppio filo ormai: Crotone per me significa accoglienza, ospitalità, affetto, e soprattutto tanti amici. Con alcuni di loro condivido le mie giornate bolognesi, con altri ho comunque modo di restare in contatto tramite i social network, che per nostra fortuna hanno reso la distanza ormai solo un clichè. Fin da alcuni giorni prima dunque, credo di aver vissuto l’avvicinamento alla gara come pochi, tra messaggi, foto e telefonate che mi hanno reso partecipe dell’entusiasmo che si respirava da diverse settimane a Crotone. “Salgono in 5000, preparati che ci sarà anche una coreografia”, “Martedì ci sarà un esodo a San Siro, il primo anello verde sarà occupato da migliaia di tifosi del Crotone” i messaggi più coinvolgenti che mi sono arrivati. L’apice è stato raggiunto ieri pomeriggio, quando per un attimo mi è sembrato quasi di viaggiare in aereo o autobus assieme ai supporters rossoblù diretti verso Milano.

La partita ha inizio, alle 21 in punto, e nel primo tempo il Crotone gioca praticamente alla pari con i rossoneri, sfiorando anche il gol in un paio di occasioni. Dei circa 10.000 presenti allo stadio pressochè la metà sono del Crotone, rumorosi e festanti sin dal calcio d’inizio (tra l’altro molto bella la coreografia che mi avevano annunciato). Dalla tv si distinguono i cori tipici dei sostenitori calabresi, alcuni tipicamente dialettali, e io sorrido perchè quegli stessi cori me li ripetono praticamente ogni giorno, e ormai quasi li conosco a memoria. Scherzando, tra l’altro, dico spesso che ho il “B2 in lingua crotonese”, dopo aver avuto il piacere di visitare per ben due volte la città affacciata sul mar Ionio.

Budimir firma il pareggio e fa impazzire i tifosi rossoblù presenti a San Siro (ph. zimbio)

Budimir firma il pareggio e fa impazzire i tifosi rossoblù presenti a San Siro (ph. zimbio)

Il Milan però va in vantaggio, ad inizio ripresa, con un gol di Luiz Adriano. Sembra finito il sogno del Crotone di poter accedere agli ottavi della Coppa Italia, con la possibilità di giocare in un altro stadio importante come Marassi di Genova, con avversaria la Sampdoria. Ma la squadra di Juric non molla, getta il cuore oltre l’ostacolo e riesce a pareggiare con una bella incursione di Budimir, quando mancano poco più di 20 minuti al 90′. Il settore occupato dai tifosi ospiti esplode in una gioia fragorosa, mentre il mio telefonino impazzisce: arrivano “Goool” come se piovesse, ma non c’è assolutamente sfottò. Solo tanta voglia di festeggiare e di godersi fino in fondo una serata che è già storica di suo, visto che mai il Crotone aveva affrontato il Milan prima di ieri. L’1-1 regge fino al novantesimo, con Budimir che ha due ghiotte occasioni per firmare l’impresa. Si va ai supplementari, con la stanchezza che affiora e il divario tecnico delle due squadre che alla fine si rivela decisivo. Nel frattempo nel Milan sono entrati due titolari come Bonaventura e Niang, ingressi che saranno risolutori: l’ex Atalanta sigla il vantaggio al tramonto del primo tempo supplementare, con una punizione magistrale nata da una leggerezza di Cremonesi. Il tris invece è dell’attaccante francese, che da due passi trafigge Cordaz dopo l’assist di Montolivo.

Il 3-1 finale è una punizione troppo severa per quanto fatto vedere in campo dal Crotone. Ha vinto alla fine la squadra sulla carta superiore dal punto di vista tecnico, ma non certamente quella che ci ha messo più cuore e grinta e che, insieme alla sua tifoseria, ha trasformato un anonimo martedì sera di inizio dicembre in un vero e proprio spot per il calcio. “Ci avevo creduto nei rigori, ma non fa niente” mi scrive il solito amico. Io gli rispondo complimentandomi, con l’augurio che questo Crotone possa continuare a fare bene in campionato, per poter poi tornare nuovamente a San Siro a giocare una partita di serie A. Sarebbe, come ieri sera, un’altra prima volta. E sarebbe sicuramente bellissimo.

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