Milan, Diego Lopez sbotta: “Mihajlovic ha fatto cose strane”


In seguito alla brusca esclusione operata da Mihajlovic, Diego Lopez ha parlato della stagione in un’intervista a Marca. Con un occhio al futuro

– di Luigi Polce –

Una delle poche apparizione di Diego Lopez in questa stagione, alla prima giornata nel ko di Firenze (ph. zimbio)

Una delle poche apparizione di Diego Lopez in questa stagione, alla prima giornata nel ko di Firenze (ph. zimbio)

L’esplosione di Gigio Donnarumma, che a soli 16 anni si è preso la porta del Milan, fa da contraltare all’esclusione di Diego Lopez: l’anno scorso grande protagonista nella stagione seppur disastrata della squadra di Inzaghi, quest’anno messo da parte dopo alcuni screzi con Sinisa Mihajlovic. L’ex Real Madrid, intervistato da Marca, ha fatto il punto della stagione e della sua situazione personale, togliendosi anche qualche sassolino dalla scarpa: “La scorsa stagione fu di transizione, con un allenatore inesperto come Inzaghi. Con l’arrivo di un nuovo tecnico come Mihajlovic ci si aspettava di più, ma le cose hanno continuato ad andare male. Mihajlovic ha fatto cose molto strane nei miei confronti. Una volta, dopo 20′ dall’inizio della partita, ha mandato a scaldare il portiere di riserva perchè non avevo giocato corto un pallone e anche in un’altra circostanza, dopo aver subito un gol, ha iniziato a fare gesti fuori controllo dalla panchina. Mi ha mancato di rispetto  e non so quale fosse il suo interesse. Il calcio comunque è così, si va e si viene, non mancherò di rispetto a nessuno e poi Gigio merita di essere titolare”.

Nel futuro del portiere spagnolo, a questo punto lontano da Milano, potrebbe esserci l’Inghilterra e la Premier League: “Ho ancora due anni di contratto col Milan, ma sarebbe un peccato non giocare un giorno in Premier League e ho già 34 anni. Sono aperto a ogni soluzione e la prossima estate valuterò tutto insieme alla mia famiglia. Il mio arrivo al Milan? Me ne sono andato dal Real per questioni di campo, ma non solo. L’arrivo di Keylor Navas mi fece riflettere e il Milan mi consentiva di migliorare alcuni aspetti della mia vita e della mia carriera. Già un anno dopo il mio addio mi ero pentito perché sono tifoso madridista ed è dura andarsene quando sei titolare”.

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