Milan ok, Juve e Roma già sul pezzo, Napoli in grigio, buio Inter: la 1° di A


La Serie A al via: Juve e Roma fanno già da padrone in gioco e risultato; Montella coccola Bacca, flop Napoli e Inter. Il riassunto della prima giornata

– di Tiziano De Santis –

Ci siamo! Finalmente a movimentare un’estate più ferma che in moto per milioni di parole e pochi fatti nel mercato italiano è la prima giornata di Serie A, tenutasi tra il 20 e il 21 agosto 2016. Tutti pronti per dar la caccia, nell’alta classifica, alla Juventus di Massimiliano Allegri, detentrice del 5° scudetto di fila e, probabilmente, superiore anche quest’anno, almeno sulla carta, al resto delle squadre competitrici del campionato più difficile, secondo molti, d’Europa. Nella medio-bassa graduatoria, numerosi i club pronti a darsi battaglia, tra voglia di conferma e speranza di permanenza in Serie A.
Negli anticipi del sabato entrano in scena Juve e Roma, i due club più in forma e più collaudati, a quanto visto nella prima giornata, per la lotta al titolo. Il resto dei club si affronta nella serata della domenica, eccetto il Milan, impegnato col Torino alle 18.00.

Gonzalo Higuain esulta dopo il gol della vittoria segnato contro la Fiorentina (ph. Calcioworld.it)

Gonzalo Higuain esulta dopo il gol della vittoria segnato contro la Fiorentina
(ph. Calcioworld.it)

JUVENTUS-FIORENTINA: 2-1
I bianconeri se la vedono, allo Stadium, con la Fiorentina di Paulo Sousa, dimostrando l’organizzazione e la fama che li contraddistinguono ormai da anni. Ad aprire le marcature è Sami Khedira, che sfrutta un puntuale inserimento e un ottimo colpo di testa per prendere il tempo alla difesa avversaria e insaccare la palla dell’1 a 0 alle spalle di Tatarusanu. Le nitide occasioni da gol costruite e non ottimizzate nel primo tempo dalla Vecchia Signora rischiano di lasciare l’amaro in bocca al Conte Max, costretto ad osservare, dalla panchina, il pareggio di Kalinic nella ripresa. Ma quando hai un Higuain in rosa (subentrato a Mandzukic al 66′) hai un valore aggiunto non indifferente, pronto, in soli 9 minuti, a stendere la Viola con il guizzo vincente che permette ad Allegri e co. di ottenere la prima vittoria stagionale e il conseguente bottino pieno.

Diego Perotti e Leandro Paredes esultano dopo il penalty messo a segno dal numero 8 argentino (ph. Goal.com)

Diego Perotti e Leandro Paredes esultano dopo il penalty messo a segno dal numero 8 argentino
(ph. Goal.com)

ROMA-UDINESE: 4-0
Tra l’inizio del match e il triplice fischio finale di Roma-Udinese, intercorrono un primo tempo di studio e inaspettata fatica e una ripresa di gioco spettacolare e di dominio assoluto. Il risultato? 4 gol dell’armata di Spalletti e bianconeri schiaffeggiati e rispediti malamente a casa: la doppietta di Perotti (entrambi su rigore) e i gol di Dzeko e Salah fanno cantare ad alta voce i tifosi capitolini consegnando al proprio allenatore i 3 punti necessari per dimostrare che la Roma c’è e fa paura agli avversari, in primis alla Juve di Allegri, giocando la palla fluidamente e creando spettacolo puro. Le uniche note stonate sono gli infortuni di Manolas e Paredes, il primo recuperato per la partita di Champions col Porto di martedì 23 agosto e il secondo in forte dubbio per la stessa.

 

ATALANTA-LAZIO: 3-4
Una festa del gol il match tra gli undici di Gian Piero Gasperini e le aquile di Simone Inzaghi. Il tecnico nerazzurro vede scivolare il treno della vittoria in soli 18 minuti: Immobile, Hoedt e l’esordiente Lombardi fanno volare, dal 15′ al 33′, una Lazio bella ed efficace, è vero, ma contro nessuno. Nella ripresa, la doppietta di Kessie provoca non poche preoccupazioni al condottiero dei biancocelesti, costretto a convivere col cardiopalma fino al primo minuto di recupero, quando Petagna, subentrato a Zukanovic nelle file atalantine, accorcia nuovamente il distacco di due gol apportato, all’89’, da Cataldi. Solo l’arbitro può dare fine alla piroetta di marcature e così fa, stabilendo il 3-4 finale a favore degli ospiti.

PALERMO-SASSUOLO: 0-1
Nulla da fare per il Palermo di Ballardini, praticamente mai in partita, al Barbera, contro l’Euro Sassuolo di Di Francesco. Gli emiliani sono padroni del gioco dall’inizio alla fine dei 90 minuti, trovando in Berardi la solita punta di diamante utile per espugnare le mura siciliane e ottenere i primi 3 meritati punti della stagione. La freddezza del 25 nero-verde batte, dagli undici metri, il portiere rosa-nero Posavec e al Palermo rimangono solo un mucchio di incertezze circa la forma fisica e l’aspetto tattico messi in campo ed entrambi da rivedere.

 

Gianluigi Donnarumma para il rigore ad Andrea Belotti in Milan-Torino (ph. Gazzetta.it)

Gianluigi Donnarumma para il rigore ad Andrea Belotti in Milan-Torino
(ph. Gazzetta.it)

MILAN-TORINO: 3-2
I rossoneri di Vincenzo Montella hanno, di fronte, il Torino tutto muscoli e corsa di Siniša Mihajlović. Già, proprio lui che dal Milan è stato esonerato nella stagione scorsa a campionato non ancora ultimato, suscitando dubbi e malcontento nei supporter del Diavolo di Milano. I 90 minuti si rivelano piuttosto divertenti, giocati su ritmi che a San Siro non si vedevano da un pò. Se aggiungiamo la tripletta di un Bacca ritrovato anche a livello psicologico e disposto a sacrificarsi per l’Aeroplanino, allora la festa è completa, seppur mai certa sino al 96′, quando SuperGigio Donnarumma si esalta alla grandissima parando il rigore con cui Belotti, segnandolo, avrebbe regalato il pareggio e 1 punto ai propri allenatore e compagni. Sì, perchè lo stesso 9 del Torino, assieme a Baselli, riesce a tenere in vita i granata fino all’ultimo, rispondendo al tris di Bacca e provocando paura e qualche mugugno tra gli spalti dei tifosi di casa. All’espulsione di Paletta e al conseguente penalty a favore del team di Mihajlović ci pensa l’estremo difensore milanista. 17anni, per lui, e non sentirli!

Dries Mertens festeggia il pareggio contro il Pescara assieme a Marek Hamsik e Faouzi Ghoulam (ph. Calcionapoli1926.it)

Dries Mertens festeggia il pareggio contro il Pescara assieme a Marek Hamsik e Faouzi Ghoulam
(ph. Calcionapoli1926.it)

PESCARA-NAPOLI: 2-2
Massimo Oddo può ritenersi soddisfatto per il lavoro svolto sinora sulla panchina della squadra abruzzese, capace, quest’ultima, di fermare le ambizioni di un Napoli molto più forte, sulla carta, ma pur sempre privo dell’uomo simbolo del secondo posto dello scorso anno, Gonzalo Higuain. I padroni di casa partono forte, armati di aggressività e di schemi ben collaudati, oltre che di bel gioco. Sarri e co. tremano e non poco al doppio vantaggio dei bianco-azzurri che con Benali prima e Caprari poi chiudono la prima frazione di gara avanti 2-0 sui campani. Solo San Mertens, entrato nella ripresa al posto di Valdifiori, può raddrizzare le sorti del match, realizzando una doppietta nell’arco di soli 3 minuti e permettendo al Napoli di pareggiare e rientrare in partita. Nei minuti finali, un episodio potrebbe assegnare il rigore alla corazzata di Sarri, se non fosse per l’addizionale Rocchi, che richiama l’attenzione del collega ricordando il fallo di Albiol su Bizzarri precedente allo scontro in area tra Zuparic e Zielinski. I rimpianti e qualche incertezza filtrano in un Napoli assente nel primo tempo, rivitalizzato nel secondo. Per lottare per il titolo, sarà necessario fare molto di più.

 

EMPOLI-SAMPDORIA:0-1
Marco Giampaolo ritorna al Castellani di Empoli da ex, infliggendo una punizione, di misura, alla sua vecchia squadra. Luis Muriel mostra lampi di pura classe, facendo volare i blucerchiati grazie a una prestazione super, condita dal gol (un siluro sotto all’incrocio di sinistro) che vale la vittoria della Samp su un campo difficile, è vero, ma ottenuto contro un avversario lontano parente di quello dello scorso anno.

GENOA-CAGLIARI: 3-1
3 gol più un incrocio dei pali per il Genoa di Juric, contro un Cagliari inferiore, seppur portato avanti da Marco Borriello, una certezza, di testa, nelle aree di rigore avversarie. I padroni di casa riescono subito a pareggiare con un bel gol di Ntcham (complice Storari, che non difende bene il proprio palo) e a demolire, poi, i nuovi-vecchi membri della Serie A grazie a un Laxalt da favola (serpentina in corsa e gran sinistro rasoterra) e al punto esclamativo di Rigoni, che sfrutta l’ennesimo cross di Lazovic per insaccare il 3-1 finale.

 

I giocatori dell'Inter FC a testa bassa dopo lo 0 a 2 incassato dal Chievo (ph. Interlive.it)

I giocatori dell’Inter FC a testa bassa dopo lo 0 a 2 incassato dal Chievo
(ph. Interlive.it)

CHIEVO-INTER: 2-0
Se non fosse per il cambio-panchina troppo recente e per il conseguente poco tempo a disposizione di De Boer per far capire e mettere in pratica i nuovi schemi ai suoi giocatori, dell’Inter (non) scesa in campo al Bentegodi non ci sarebbe nulla da salvare. Gioco praticamente assente, difesa inguardabile, condizione fisica precaria e un Banega a dir poco irriconoscibile sono i motivi delle 2 marcature incassate dai padroni di casa: l’ex-Milan Birsa spegne nella ripresa, con una doppietta, i sogni e l’entusiasmo dell’intero popolo nerazzurro, nonché del tecnico ex-Ajax, costretto, ora, a fermare e guadagnare tempo laddove il tempo non c’è. Correre ai ripari sin da subito è l’unica certezza della nuova Inter, la squadra considerata da molti, nel precampionato, l’anti-Juve della stagione 2016/2017.

 

Mattia Destro esulta dopo l'1 a 0 inflitto al Crotone (ph. Makemefeed.com)

Mattia Destro esulta dopo l’1 a 0 inflitto al Crotone
(ph. Makemefeed.com)

BOLOGNA-CROTONE: 1-0
Un risultato bugiardo quello del Dall’Ara: il Bologna del primo tempo è una macchina sempre in corsa e quasi perfetta, anche se alla prova contro una debuttante assoluta in Serie A. Verdi, Destro e Krejci svariano su tutto il fronte d’attacco senza lasciare punti di riferimento agli avversari,  creando nitide occasioni da gol e vedendosi annullare una rete regolare su errore del guardalinee, che giudica irregolare il regolare scatto del 10 rossoblu. Il calo fisico del secondo tempo ci può stare, considerando un sistema di gioco molto dispendioso quale quello messo in pratica dal tecnico Donadoni. L’inserimento di Dzemaili e le ultime forze rimaste in corpo a Mattia Destro permettono agli emiliani di trovare la vittoria di misura sul Crotone: il bell’assist del centrocampista e la galoppata trionfante dell’attaccante, completata con un ottimo destro sul primo palo, consegnano al team di Saputo i primi 3 punti della stagione.

 

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