Milan: possibile riciclaggio di grosse somme di denaro durante la vendita della società


L’indiscrezione lanciata da La Stampa fa tremare i tifosi del Milan e getta nuove ombre su Silvio Berlusconi a pochi mesi dalle prossime elezioni

– di Calogero Destro –

Silvio Berlusconi, ex presidente del Milan. Un’inchiesta della Procura di Milano starebbe indagando sul riciclaggio di grosse somme di denaro durante la vendita della società rossonera (ph.zimbio)

Piove sul bagnato, in casa Milan. Come se non bastasse il durissimo verdetto del campo, che a dispetto di una campagna acquisti faraonica vede i rossoneri latitare a ridosso della zona Europa League, adesso, i tifosi del “diavolo”, tremano per alcune indiscrezioni lanciate da La Stampa e riprese dalle maggiori testate nazionali. Secondo il quotidiano torinese, infatti, nell’operazione che ha visto passare la società rossonera dalla mani di Silvio Berlusconi all’imprenditore cinese Yonghonh Li, il prezzo di vendita  sarebbe stato appositamente gonfiato per “schermare il rientro in Italia di una sostanziosa cifra“. La procura di Milano starebbe dunque indagando per fare chiarezza su una vicenda che ha sollevato perplessità, fra gli addetti ai lavori, sin dall’inizio. Ma dopo mesi di supposizioni, pervenute da varie parti, si passerebbe adesso ai fatti. Nell’inchiesta, avviata nei giorni scorsi “in gran segreto” dai pm, si cercherà di verificare anche l’ipotesi del reato di riciclaggio.

Una vicenda, quella della vendita del Milan, partita non certo nel migliore dei modi già un paio d’anni fa, quando il passaggio della società al semi-sconosciuto broker thailandese Bee Taechauabol, disposto addirittura a sborsare una cifra vicina ai 960 milioni di euro per l’acquisizione, si concluse, dopo un lungo tira e molla, in un nulla di fatto. Poi, dopo pochi mesi, l’entrata in scena dell’altrettanto misterioso Yonghong Li, che raggiunse un accordo per prelevare il Milan per un totale di 740 milioni. Una cifra fuori mercato, secondo la procura, per quello che al momento della vendita era il reale valore della società, e che avrebbe insinuato più di un sospetto fra gli inquirenti. Una tegola non da poco per Silvio Berlusconi, che a pochi mesi dalle elezioni politiche si ritroverebbe, dunque, con l’ennesima gatta da pelare in piena campagna elettorale, e getterebbe nuove ombre sulla sua possibile candidatura come leader del centro-destra.

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