Milan-Torino, vite parallele. Match cruciale per uscire dal limbo


Montella e Mihajlovic alzano la posta, ma il futuro di entrambi resta appeso alla sfida di San Siro. In palio il settimo posto

– di Enzo Cartaregia – 

Dove tutto è a metà. Sono scivolate lì, nel limbo, Milan e Torino. Perché da tanto, troppo tempo le settimane in fotocopia di rossoneri e granata oscillano tra acuti interrotti e bruschi ritorni alla realtà. Nel cuore della classifica è allora un continuo fare a pugni con gli spettri delle aspettative disilluse. Poi però arriva San Siro: è il 14esimo turno della Serie A, il perfetto scontro tra vite parallele che portano il fardello di una stagione senza infamia e senza lode. Resta sempre incollata allo zero la differenza reti per diavolo e Toro, quanto lo scarto tra vittorie e sconfitte: Milan-Torino, dove tutto è a metà. Anche la possibilità di dare una svolta alla stagione.

Milan a forza 6 nell’andata della finale playoff di Europa League (ph. Zimbio)

Delle due l’una, dunque. Ne sono convinti a Milanello, dove i cinque gol all’Austria Vienna nel giovedì di Europa League hanno riacceso l’urgenza di accorciare la distanza con la top 6. Persino Vincenzo Montella ha perso la sua abituale cautela, gelosamente difesa da giornalisti e figuraccie: “Adesso risaliamo. Valiamo più di quanto dice la classifica”, ha scommesso l’allenatore del Milan in sala stampa. E per farlo il tecnico rossonero sta valutando l’ennesima formazione inedita. Forte è la tentazione di proporre due punte, meno la possibilità di farlo senza rischi.

Per questo il Milan dovrebbe presentarsi in campo col 3-4-2-1, con Kalinic in avanti e Bonaventura e Suso a suo supporto. Certi di giocare Rodriguez e Borini sugli esterni, come Kessie che in mezzo ritroverà Montolivo, se Biglia sembra destinato a rifiatare. In difesa Leonardo Bonucci è all’ennesima prova dopo una prestazione da dimenticare a metà settimana, affiancato da Zapata che passa da sinistra a destra per far spazio a Romagnoli, la cui diffida non preoccupa più di tanto. Tra i pali, c’è sempre Gigio Donnarumma. Ed invocando a chiare lettere un netto cambio di mentalità Montella punta a prendere il Toro per le corna: la gara contro i granata, in una fine d’anno solare con in programma le sfide a Benevento, Bologna e Verona, sembra appunto l’unico viatico possibile per dare uno strappo alla classifica e non buttare al vento l’anno zero della proprietà cinese.

Problemi fisici per Belotti, ma la formazione del Toro sarà un rewind della sfida all’Inter (ph. zimbio)

Intanto, è spavaldo l’approccio alla gara da parte di Sinisa Mihajlovic. A San Siro, appena venti giorni prima, il Torino ha bloccato l’Inter meritando il sorpasso su Fiorentina e Chievo. Poi il pari interno proprio contro i gialloblù ha però cancellato l’ipotesi di un balzo in avanti. Nessuna novità, dunque, nella calma piatta che regna all’ombra della Mole, se non quella che scuote i granata direttamente dal vertice. Urbano Cairo rompe appunto le attese e fissa l’obiettivo: “Europa!”, taglia corto il patron, col tecnico serbo che rimbalza il monito ricordando come una vittoria a San Siro varrebbe sorpasso e settimo posto.

Un pari a Milano potrebbe sembrare poca cosa? E’ un azzardo pensarlo, ma di sicuro l’intera settimana è servita per affinare l’incisività sottoporta, preparando quello che sembra essere un rewind della sfida all’Inter. Riproposto il 4-3-3, Ljajic e Iago Falque restano appunto sugli esterni a servizio di Belotti. “Il Gallo” continua a fare i conti con le noie fisiche del post-azzurro e per questo resterà fuori Niang, anche lui acciaccato. Identiche rispetto alla sfida ai nerazzurri saranno anche le linee di difesa e centrocampo: Obi, Rincon e Naselli partiranno titolari sulla mediana, con Ansaldi e De Silvestri sugli esterni e Burdisso e N’Koulou davanti a Sirigu. Una formazione già collaudata, insomma, per provare l’assalto ai rossoneri ed evitare quelli che arrivano dalla corsia di sorpasso, prima di quel dicembre di ferro che, dopo l’ Atalanta, porterà i granata davanti a Lazio e Napoli.

E d’improvviso si presenta l’occasione più adatta ad un sussulto d’orgoglio, per restare aggrappati all’orlo del baratro. E’ l’occasione, l’ultima rimasta per non sprofondare. L’unica, con ogni probabilità, per non trascinare all’inferno la panchina di Vincenzo Montella, o quella di Sinisa Mihajlovic. Tutto a metà, per altri 90’. Oppure per tutta una stagione.

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