Milano-Genova, 24h per la verità. Inter a processo, duello Milan


A dura prova le ambizioni delle milanesi. Agli antipodi gli stati di forma di Genoa ed Inter. Il Milan, contro la Samp, gioca per l’obiettivo stagionale

– di Enzo Cartaregia –

Potranno restare anche passi interrotti, parecchi di quei successi incassati sull’altalena della Serie A. Al 25esimo turno arrivano però prove parecchio significative per Inter e Milan. Da Milano a Genova, è un viaggio di andata e ritorno in sole ventiquattrore, ma più una full-immersion nella reale condizione delle due meneghine.
Per i nerazzurri, sul campo del Genoa, inizia allora il processo a sé stessi, oltre che la sfida alla maledizione dell’outsider. Il diavolo, invece, si gioca un pezzo di Europa contro la Sampdoria, al duello raggiunto sulla lunga rincorsa.

Il Genoa sarebbe terzo, per rendimento, sotto Ballardini. L’opposto, insomma, dell’Inter delle ultime settimane (ph. Zimbio)

“TERZI” AGLI OPPOSTI. SCOMMESSA INTER – Sulla strada corretta, in direzione Marassi, la formazione di Luciano Spalletti si è immessa già lunedì. E sarà il tecnico il più prudente, o forse l’unico, in vista della sfida ai rossoblù liguri. Una volta consumato il ritorno alla vittoria, è proprio la frenesia di riscoprirsi a muovere gli umori dell’Inter. In constante sperimentazione di moduli e strategie, i nerazzurri non sembrano davvero stare nella pelle.
Serve comunque cautela, nel primo show-down del girone di ritorno. Tanto non potrebbe infatti essere senza nel mirino un Genoa in costante risalita. Rende topico, il primo atto del post-crisi, un avversario che è un perfetto doppio all’inverso dell’ultimo periodo delle bisce. Specie se in anticipo ci si contende – paradossalmente per entrambe – un frammento di terzo posto.

Il podio in gioco non è dunque solo quello marchiato a fuoco dall’ossessione Champions. In una classifica parallela della Serie A, quella che partirebbe insieme alla gestione Ballardini, un gradino toccherebbe guarda caso ai genoani. Alle spalle di Napoli e Juventus i liguri ci starebbero per rendimento, con 21 punti raccolti dal welcome back al tecnico ravennate. Corsari in ogni dove, Perin e soci fanno però i conti con un vero e proprio mal da Marassi. Due soltanto sono le vittorie del Genoa sul proprio terreno. Ed il match si apre sotto scacco, se il resto lo fa un’Inter ha perso una volta soltanto lontano da San Siro.
Per le consuete sorprese di Spalletti, è allora col ritorno al 4-2-3-1 che l’Inter dovrebbe tornare in campo. Confermata la fiducia a Karamoh, mentre ri-spunta Ranocchia dietro. Fuori Brozovic, punito per l’insubordinazione al “Meazza”.

Il Genoa è invece fisso nel 3-5-2 dei due blitz consecutivi, su Chievo e Lazio. Restano tali i lungodegenti.
Spolli prende il posto di Biraschi dietro. Confermati in blocco il centrocampo e la coppia d’attacco GalabinovPandev.
Stabilità è quindi la parola chiave, in un confronto tanto cruciale quanto bloccato, almeno per la statistica. Chiede (ancora) stabilità un Genoa che sembra avere la salvezza in tasca quanto un’Inter privilegiata da calendario e classifica. Un ennesimo pareggio dei nerazzurri potrebbe consegnare il sorpasso alla Roma, impegnata ad Udine, o l’aggancio della Lazio, favorita dall’incrocio col Verona.
Quel che è certo è che l’Inter non ha alternative. E’ un successo l’unica leva per mettere un’ipoteca su un futuro degno di questo nome.

La Sampdoria si gioca il sesto posto con il Milan, adesso a -3 (ph. ANSA)

EUROPA CHIAMA APPLAUSI. SPAREGGIO MILAN – Lungo strade diverse, salvo poi ritrovarsi sullo stesso punto. Crisi di identità, soprattutto i rossoneri, ne hanno infatti vissute parecchie. A San Siro, nel posticipo di domenica, sarà però tutta un’altra storia.
Perché qualcosa si è mosso – e ad effetto valanga – nel crescendo nella silenziosa remuntada milanista. E contro la Sampdoria, nella gara che vale la maglia rosa nella corsa all’Europa League, si presenterà una formazione con non poche certezze, adesso in pari con sé stessa. Ecco così un vero spareggio, nel cuore del campionato.

Poco importa se i genovesi, quel posto conteso, lo sognano e mantengono fin dall’estate. E se il Milan, in un lungo percorso di auto-coscienza, conclude finalmente che il sesto posto salverà stagione e speranze.
Al fischio d’inizio anche i tre punti di vantaggio della Samp – si parte da 41 a 38 – vengono ripianati dal fattore campo. E’ difficile battere una quanto l’altra, a partire da 17 punti raccolti in sette gare dai rossoneri. I liguri rispondono senza perdere da cinque week-end, in un trend da media inglese, alternato da vittoria in casa e pareggio fuori.Se la dovrà vedere, la Samp, con un Milan che (al momento) ha gol ed entusiasmo da vendere. Quanta stabilità hanno realmente dato i sette gol rifilati alle modeste Spal e Ludogorest, per il diavolo è però un dubbio ancora troppoo forte.

La partita a scacchi del “Meazza” non lascia ugualmente spazio a dubbi, almeno alla vigilia. Si confrontano due formazioni tipo, partendo da quella scolpita da Gattuso.
Rispetto a Ferrara è confermato in blocco lo stesso 4-3-3, eccetto che per Montolivo a prendere il posto dello squalificato Kessie. Inamovibile l’uomo del momento Cutrone, seppur favorito dall’infortunio di Kalinic. E procede spedito anche Giampaolo, orientato a riproporre in fotocopia il 4-3-1-2 anti-Verona. Quindi senza nessuna variazione.
Ma non c’è solo la classifica, in ballo. Ad armi pari, il confronto è una lucidissima verifica del trend attuale.
Da strade diverse, Milan e Sampdoria ne desiderano adesso una soltanto. Per viaggiare verso l’Europa, dolcemente, senza strappi al motore, bisogna passare indenni questo momento-verità.

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