Modena e Ferrara ipotesi difficili: il Bologna prende le misure all’Antistadio


Il Bologna potrebbe usare l’Antistadio durante i lavori al Dall’Ara. Modena e Ferrara sono ipotesi difficilmente percorribili

– di Alberto Bortolotti –

La piscina del Cierrebi può essere parte della “Cittadella dello Sport” (ph. Resto del Carlino)

La squadra latita sul campo, ma la partita stadio è in piena corsa. Proprio a BolognaNews l’architetto Zavanella, il giorno dell’inaugurazione di Casteldebole, aveva dichiarato che lunedì 10 sarebbe stato il primo giorno verso l’agognato traguardo del progetto definitivo (traguardo atteso, l’estate). E in effetti la nota del club conferma tutto, compreso il livello massimo dell’incontro, presenti l’assessore all’urbanistica del Comune e l’amministratore delegato del Bologna (vabbè, un po’ in ritardo, ma si tratta di un peccato veniale).

Al Cierrebi, in teoria, è tutto a posto. La Seci del Gruppo Maccaferri sta acquistando, donerà al Comune il terreno in cambio della “commerciabilità” di un terzo dell’area, destinata da tempo a un supermercato del Gruppo Despar. Curioso verificare come un gruppo di campi da tennis, due strutture coperte (una per il tennis e una per basket/volley) e una piscina possano diventare, come si è adombrato, una “cittadella dello sport” al posto dell’Antistadio. Perchè al Cierrebi spazio per il calcio e l’atletica, per esempio, non c’è. Quindi le sezioni di Fortitudo e Virtus dove andrebbero?

A proposito di Antistadio, il Bologna ci pensa seriamente: in alternativa può essere o un “deposito” per il cantiere del Dall’Ara, o uno stadio “leggero”, modello Is Arenas a Quartu Sant’Elena (con i ponteggi tubolari recuperati dall’area 48 del Motor Show, quella, per intenderci, in cui si corre il Memorial Bettega di rally) durante il cantiere stesso. A Cagliari comunque una soluzione simile la metteranno in pratica ancora: durante i lavori al Sant’Elia si allestirà uno stadio provvisorio nei parcheggi. Lo spazio esiste.

La tribuna del centro sportivo Lucchini (ph. Comune di Bologna)

A Casteldebole hanno già preso le misure del “Lucchini”, scoprendo che, in teoria, 16.000 persone ci stanno. E uffici, sala stampa possono continuare tranquillamente a essere quelli dello stadio. Manca però tutto il resto, a meno che non si pensi che l’accesso alla tifoseria ospite possa avvenire tramite il cimitero, che è confinante.

L’antistadio ha campo (da rifare, comunque) e tribuna. In quelle condizioni ci sono anche, ad esempio, il Biavati a Corticella, e il Cavina a Borgo Panigale, in teoria anche la Lunetta Gamberini. Senza tribuna, ma con spazio intorno e tangenziale accanto, il centro del Cus Bologna alle Roveri. In più ci sono il Kennedy a San Lazzaro, il campo del Progresso a Castelmaggiore e il Veronesi a Casalecchio. Tutti con tribuna.

L’ipotesi Ferrara pare troppo complicata, quella di Modena solo parzialmente percorribile. Come ha raccontato il collega modenese Paolo Reggianini al PG Classic, c’è un punto importante, in positivo, e cioè il fatto che il Modena Calcio non sta onorando le rate del mutuo e quindi un “pagatore” occorre (magari una società minore della città più attendibile, tipo la Rosselli Mutina).

Però Questore e Prefetto (più che il Sindaco) temono le ricadute sull’ordine pubblico che la Serie A “bolognese” comporterebbe al capoluogo estense. Secondo Reggianini non c’è più del 15% di possibilità che il Bologna percorra quei 35 chilometri a ovest nel 2019 (se i tempi verranno rispettati): lì o altrove, come Fenucci sa e ha dichiarato, il nodo dello stadio va risolto entro breve.

Piccola considerazione finale: con tutti questi nodi sul tappeto, pensare che Saputo tocchi qualcosa in termini di management societario (e anche tecnico, di conseguenza) è pura utopia.

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