Il modulo cambia, il Bologna no: è la solita anemia offensiva


Pochi attacchi e rari tiri in porta: così il Bologna prolunga la sua striscia negativa. Rossoblù che chiudono con tanti km percorsi e pochi falli fatti

– di Marco Vigarani –

La disperazione di Petkovic e Verdi, coppia titolare ed improduttiva del Bologna di ieri sera (ph. Zimbio)

La grande novità del cambio modulo (mai sperimentata con continuità negli allenamenti a porte aperte dal ritiro di luglio in poi) non praticamente portato alcun cambiamento nel Bologna che anche ieri è uscito dal campo sconfitto e bersagliato dai fischi sempre più convinti dei suoi tifosi. Quarto ko interno consecutivo per la squadra di Donadoni che, pur tenendo il baricentro più alto delle ultime gare (51.89 m) ed una discreta compattezza di reparti (26.97 m di lunghezza media) ha perso il confronto sul possesso palla contro una Lazio apparsa spesso leziosa ed incline ad accontentarsi. I biancocelesti hanno chiuso con il 54% di cui oltre la metà nella metà campo offensiva producendo complessivamente 10 tiri di cui 6 in porta a differenza di un Bologna che ha provato 9 conclusioni di cui appena 3 nello specchio e due di esse su calcio da fermo. L’improduttività offensiva è solo uno dei punti fissi del crollo felsineo che propone anche ormai da inizio stagione un’incapacità di commettere falli sugli avversari: anche ieri appena 8 gli interventi scorretti contro i 18 commessi dagli uomini di Inzaghi. Continua a non cambiare anche la predisposizione alla corsa che pone quasi sempre il Bologna davanti all’avversario per numero di km percorsi (116.76 contro 112.16) ma evidentemente in modo improduttivo. L’unica vera differenza ieri emerge analizzando la disposizione degli attacchi visto che per la prima volta da numerose settimane i rossoblù hanno sfruttato anche le corse laterali chiudendo con 11 azioni sviluppate a sinistra, 6 a destra e 13 al centro.

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Anche ieri è stato Dzemaili il rossoblù più pericoloso in attacco (ph. Zimbio)

Analizzando poi le prestazioni dei singoli non ci si può certamente sorprendere del fatto che sia stato anche ieri sera Blerim Dzemaili il calciatore più pericoloso della rosa felsinea con 2 tiri nello specchio e 1 fuori mentre invece dall’altra parte il mattatore è stato ovviamente Ciro Immobile con 2 gol su 3 tiri a bersaglio. Il Bologna, pur applicandosi teoricamente di più nel gioco sugli esterni, ha poi concesso tanto su entrambe le fasce visto che Dusan Basta e Senad Lulic hanno chiuso entrambi la sfida con 4 cross a testa rispettivamente da destra e da sinistra. Il nome di un rossoblù spicca a sorpresa al primo posto nella classifica dei recuperi visto che Filip Helander alla fine ha strappato 6 palloni alla Lazio senza però emendare la colpa dell’assenza in marcatura su Immobile in occasione del primo gol capitolino. Al contrario ritroviamo invece Dzemaili al top per numero di palle perse: ben 7 al pari del brasiliano Felipe Anderson a cui vanno sommate poi le 5 a testa per Adam Masina e Federico Viviani. Le performance kilometriche migliori invece le troviamo a centrocampo con Adam Nagy (12.97) che batte abbastanza nettamente Marco Parolo (12.3). Vi chiedete infine come si è mosso l’attacco di mister Donadoni? Bruno Petkovic ha chiuso la gara con 2 tiri fuori, 4 palle perse, 3 falli subiti e 2 commessi mentre invece la mezzoretta concessa a Mattia Destro lo ha visto protagonista appena di 1 fallo fatto ed 1 subito. Non esattamente il bottino degno di due centravanti chiamati a reggere l’urto con la Serie A.

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