Mondiali, gruppo D: Messi per la leggenda, la Croazia prova a sfidare i giganti


Nel girone D della rassegna di Russia 2018, l’Argentina di Leo Messi, alla ricerca dell’ennesimo trionfo, parte davanti a tutti. La Croazia vuole tentare il colpaccio. Nigeria ed Islanda possibili outsider

– di Calogero Destro –

Lionel Messi: punta alla prima vittoria al Mondiale dopo la delusione del 2014 (ph. Daily Mirror)

Cinque gol e cinque assist non bastarono a Lionel Messi. Servirono per mettere in bacheca l’ennesimo riconoscimento personale, ma non il trofeo più importante e desiderato. Quell’ossessionante confronto con il “Diez” per eccellenza, che con l’Albiceleste riuscì a portare in trionfo la squadra del 1986, continua tutt’oggi per la “Pulce”. L’Argentina è una delle favorite del Mondiale: già il fatto di avere un marziano fra le proprie file basterebbe ad attribuirle questo ruolo. Ma vi si può aggiungere anche la presentazione alla rassegna di  Russia da vice-campione del mondo. E soprattutto l’arsenale offensivo a disposizione, con Higuain, Aguero, Dybala e Di Maria a fare da discreta cornice al capitano, Leo Messi. In mezzo al campo l’esperienza di Mascherano e la regia di Lo Celso e Banega. La difesa è palesemente il punto debole della squadra, ma è difficile immaginare che uno come Sampaoli – tecnico che fa dell’equilibrio e della compattezza il proprio punto di forza – lasci patire il proprio pacchetto arretrato. Il gol di Goetze brucia ancora, tanto: e c’è un 10 che non si chiama Diego, ma vuole ugualmente innalzare il vessillo argentino sopra tutti gli altri, dopo 32 anni di attese e speranze frustrate.

Luka Modric è il metronomo della Croazia (ph. Zimbio)

Croazia-  Una possibile mina vagante del torneo. Il talento non manca, non è mai mancato da queste parti. Fuoriclasse tanti, risultati, però, pochi. L’est calcistico è questo, prendere o lasciare. Modric, quattro Champions negli ultimi cinque anni col Real, è il faro del centrocampo di Dalic. Ai lati di sua maestà Luka, la qualità sopraffina di Rakitic, Kovacic e Brozovic. Difesa molto operaia e un po’ lenta nei centrali titolari (Lovren e Jedvaj/Vida), ma fra i pali, il “monegasco” Subasic, è una sicurezza. In attacco si punta tutto su Mandzukic, con l’interista Perisic pronto a far saltare il banco, da titolare o partendo dalla panchina. Ripercorrere le orme della banda di Suker a Francia ’98 è difficile, ma di certo non impossibile. Possibile sorpresa: Marko Pjaca. Lasciatosi alle spalle il brutto infortunio, il gioiellino della Juventus ha disputato un’ottima seconda parte di stagione con lo Schalke e avrà voglia di mettersi in mostra in una vetrina così prestigiosa.

Alex Iwobi, stella classe ’96 di Arsenal e Nigeria (ph.zimbio)

Nigeria- Uzoho; Shehu, Balogun, Troost-Ekong, Idowu; Onazi, Ndidi; Iwobi, Mikel, Moses; Ighalo. E’ il 4-2-3-1 con cui Rohr dovrebbe esordire alla Baltika Arena di Kaliningrad, il 16 giugno, contro la Croazia. Una sfida già da dentro o fuori per la Aquile, che hanno staccato il pass per Russia 2018 da primi del loro girone e adesso vogliono giocarsi tutte le proprie carte in girone durissimo. Tecnica in velocità: è parola chiave nella nazionale africana, che fa perno sul classe ’96 Iwobi (Arsenal) e sulla freccia del Chelsea Moses, alle spalle dell’unica punta, l’ex Udinese e Watford Ighalo. Possibile sopresa: Ahmed Musa, ala (destra o sinistra), acquistata dal Leicster per 15 mln dal CSKA di Mosca. Una scheggia, capace di spaccare in due le difese avversarie.

Islanda-  Il Gesyser sound, più che le spiccate doti calcistiche, li ha resi noti al mondo del calcio. Non sarà una nazionale che spicca per qualità individuali, ma l’lslanda del Ct Hallgrimsson ha carattere da vendere: “Ci sono cose che appartengono al popolo islandese e che ritrovate nelle nostre squadre. La fatica, ad esempio: non a caso qui la gente ha almeno due lavori. Poi l’adattabilità, che ci è imposta dal clima: nessun giocatore dirà di non voler fare una cosa perché nella vita ha già dovuto adattarsi a tutto“. Parole che descrivono alla perfezione la tempra degli isolani. Nani sulle spalle dei giganti: non per fare da comparse, da semplici spettatori non paganti, ma per provare a sorprendere l’elite del calcio, anche con qualche “italiano” (o ex) pronto a dare l’anima per il proprio popolo.

Probabile formazione: (4-4-2): Halldorsson; Saevarsson, Arnason, R. Sigurdsson, Magnusson; Gudmunsson, J. Gunnarsson, G. Sigurdsson, Bjarnason; Finnbogason, Bodvarsson

Stella: Sigurdsson

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