Mondiali, Rossi cinguettio al veleno. Le scelte del ct


Non poche sorprese nelle convocazioni di Prandelli. L’infortunio di Montolivo, Rossi a casa per scelta tecnica e con un un twit polemizza contro il ct per l’esclusione

di Alberto Bortolotti

Giuseppe Rossi affida alla sua pagina twitter la delusione per l'esclusione dai Mondiali

Giuseppe Rossi affida alla sua pagina twitter la delusione per l’esclusione dai Mondiali

E così Prandelli ha deciso. Ecco i 23 per il Brasile + Ranocchia, pronto a subentrare al poco disponibile Barzagli.

Portieri: Buffon, Sirigu e Perin
Difensori: Barzagli, Bonucci, Chiellini, De Sciglio, Paletta, Darmian, Abate. Riserva: Ranocchia
Centrocampisti: De Rossi, Candreva, Marchisio, Pirlo, Thiago Motta, Verratti, Aquilani, Parolo

Attaccanti: Balotelli, Cassano, Cerci, Immobile, Insigne

Vediamo, alla luce delle scelte (difficile venga riproposto il “rombo” data l’assenza di Montolivo) quali possono essere le intenzioni tattiche del mister. Nell’ultima gara probante, a marzo, contro i campioni del mondo spagnoli, Prandelli ha schierato un 4-3-3. Assenti Pirlo e Balotelli, a Osvaldo furono affiancati Cerci e Candreva.

E’ ragionevole presupporre che il ct pensi soprattutto a un 4-5-1 con Candreva e Cerci larghi, dietro Darmian e i tre juventini (Barzagli, Bonucci e Chiellini, quest’ultimo sull’out sinistro), in mezzo Pirlo, De Rossi e Marchisio e davanti il centravanti del Milan.

Una variante importante può essere il 3-5-2 con i tre bianconeri (oppure due, in caso di rimpatrio forzato di Barzagli, + De Rossi centrale), Darmian e De Sciglio larghi, Pirlo, Thiago Motta e Marchisio in mezzo, Balotelli e Cassano davanti. Modulo usabile anche in variazione in corso di gara per tenere 8 giocatori dietro la linea della palla se si è in vantaggio e affidarsi alle ripartenze di Fantantonio e Balo.

Esiste poi una ipotesi suggestiva di 4-2-3-1 “di qualità”, con Pirlo e Verratti davanti alla difesa, Cerci, Marchisio e Candreva sulla trequarti e un’unica punta, il colored rossonero.

Del resto è una squadra che ha due debolezze evidenti: esterni poco offensivi e di scarsa personalità, assenza di mediani (a parte, forse, Thiago Motta).

Detto che il bilancio da giugno è piuttosto misero, (punti 12, vinte 2, pari 6, perse 2, gol fatti 13, gol subiti 13), nell’ultimo anno i più presenti sono stati Montolivo e Candreva, 8 gare. Ha 7 presenze Thiago Motta, 6 Buffon, Cerci, Pirlo e Osvaldo. A 5 troviamo Abate, Bonucci, Giaccherini, Maggio e Marchisio. Dei 12 più utilizzati 4 non sono sul volo per il Brasile. Gli esperimenti fatti, insomma, non proprio utilissimi.

Nove su 23 non hanno giocato coppe internazionali. E solo 9 su 23 (gli juventini e i parigini) hanno fatto un po’ di strada, con i club. Insomma, di gente abituata a vincere ce n’è poca: e ciò non è colpa di Prandelli, questo offre il non esaltante panorama del pallone nostrano.

Non siamo nemmeno troppo giovani. Dal ’90 in giù abbiamo Balotelli, Verratti, Insigne, De Sciglio e Perin.

Infine le reti. Detto che non segniamo da novembre, nei 13 gol da giugno in avanti ci sono segnature di Astori, Diamanti, Gilardino, Osvaldo, Giaccherini, Florenzi, Rossi: una cooperativa del gol che lavora a domicilio, in Brasile non va. Balotelli ha segnato due volte, una su azione, negli ultimi dieci match.

Insomma, i numeri non ci danno ragione. Ma non sono tutto.

Rossi intanto non ci sta. Dalla pagina personale twitter,  ‘cinguettio’ al veleno, il destinatario è il ct Prandelli: “Tutti dicono fuori forma. Chiedete a chiunque i valori dei test in settimana e della partita. Vi stupirete. Contrasti? Paura? Che ridere…”. E ancora: “Arrivo col pensiero prima del difensore. Prossima volta, da dilettante, aspetto il difensore per prendere calci. Piccole precisioni a cui ci tenevo”.

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