Money League 2018: United al top, Real secondo. Milan fuori dalla Top 20


Deloitte ha stilato la Money League 2018, la classifica per ricavi che vede United primo davanti a Real e Barcellona. Juventus decima, il Milan esce dalla Top 20

– di Marco Vigarani –

Prima di tutto state tranquilli: non vi siete persi una nuova competizione internazionale. La Deloitte Football Money League è infatti una graduatoria stilata annualmente dalla nota azienda di consulenza e revisione per conoscere meglio lo stato di salute del calcio europeo. In particolare nelle ultime ore è stata resa nota la classifica dei ricavi relativa alla stagione 2016/17 e dai risultati emergono alcune conferme ed altrettante novità.

Ecco la Top 10 della Deloitte Money League 2018

Stabile al primo posto troviamo il Manchester United con 676,3 milioni di euro che però ha visto calare i propri introiti di 13 milioni trovandosi così ora a dover gestire un distacco minimo dal Real Madrid (meno di 2 milioni), passato dal terzo al secondo gradino del podio scavalcando gli eterni rivali del Barcellona. Se le componenti della Top 10 restano le stesse e pesantemente influenzate dalla partecipazione a Champions ed Europa League, va però segnalato che i Blancos madrileni hanno compiuto un significativo passo avanti grazie alla forte crescita commerciale. Essere ricchi insomma non basta: bisogna lavorare per crescere. Ecco allora che l’Arsenal può superare anche il faraonico PSG.

L’unica squadra italiana nella Top 10 è ovviamente la Juventus che occupa l’ultimo posto utile con 405,7 milioni mentre in 15esima posizione troviamo l’Inter in crescita rispetto all’anno precedente grazie alla gestione del colosso cinese Suning. Spera nel medesimo benefico effetto per la prossima stagione anche il Milan che invece esce dalla Top 20 per la prima volta dal 2013. Bella scalata per il Napoli che guadagna ben 11 posizioni rispetto alla scorsa stagione piazzandosi in 19esima piazza grazie agli introiti della Champions League e ad un aumento del 51% dei ricavi dalla vendita dei diritti tv. Pesa invece la mancata partecipazione alla prima competizione internazionale nel bilancio della Roma che scende al 24esimo posto.

Risulta interessante anche rilevare però che nelle dinamiche dei top club europei ritroviamo problemi comuni, in misura minore, alle società minori che magari lottano ogni anno per sopravvivere. In particolare è cresciuto anche per l’elite del calcio europeo l’impatto a bilancio delle entrate per diritti televisivi passando dal 39% all’attuale 45%. Si notano quindi una leggera flessione per gli introiti da campagne abbonamenti e botteghino (-1%) ed una decisamente più rilevante nelle entrate commerciali (-5%). Tra le novità poi va segnalato il dominio inglese visto che la metà esatta dei club della Top 20 appartengono alla Premier League.

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