Monte-ingaggi Serie A: Higuain al primo posto, poi De Rossi e Pjanic


Il mercato pazzo di Juventus e Inter ha fatto impennare il monte-ingaggi della Serie A sino a un totale di 985 milioni. Higuain il più pagato

– di Tiziano De Santis –

Il monte-ingaggi totale delle squadre di Serie A della stagione 2016/2017 (ph. Gazzetta.it)

Il monte-ingaggi totale delle squadre di Serie A della stagione 2016/2017
(ph. Gazzetta.it)

L’estate calcistica appena passata, riassumibile, in una sola parola, in “calciomercato”, si è rivelata un fulmine a ciel sereno per il monte-ingaggi totale della Serie A, ammontato a ben 985 milioni di euro grazie alla parte di protagoniste recitata ottimamente da Juventus e Inter. La cifra rispecchia, nel dettaglio, una percentuale dell’11% superiore rispetto a quella dello scorso anno, quando i guadagni dei calciatori hanno toccato quota 882 milioni. Se, da un lato, le stagioni migliori, in termini di monte-ingaggi si sono rivelate quelle delle stagioni 2009/2010, 2011/2012 e 2012/2013, con un record di 1,1 miliardi di euro segnato nell’annata di mezzo, è anche vero, dall’altro, che certe somme non si vedevano girare da quando il calcio italiano è stato travolto in pieno dallo straripamento della crisi economica e dalla conseguente impossibilità di esborsi utili a trionfi e conseguenti ricavi migliori.
Il boom è partito dalla società bianconera, la cui campagna acquisti ha fatto lievitare e non poco anche gli stipendi dei componenti della propria rosa: primo tra tutti, in quest’orbita, è Gonzalo Higuain, fresco di “tradimento” al Napoli, sua ex squadra, e pronto a guadagnare ben 7.5 milioni di euro netti all’anno; sul podio, si fanno registrare anche Daniele De Rossi, coi suoi 6.5 mln, e Miralem Pjanić, neo juventino dalle tasche piene di 4.5 mln di euro. La politica dell’esborso ha coinvolto anche la città di Milano, sponda InterZhang Jindong, infatti, nuovo proprietario del 68,55% delle quote azionarie nerazzurre ha impressionato tutti col mercato importante che è stato effettuato nel corso della sessione estiva e, in particolare, nella parte finale della stessa. Il Milan, invece, non ha ancora potuto beneficiare delle ricchezze dei nuovi investitori cinesi, cause cambiamento di trattative e slittamento del closing; in generale, tuttavia, il capoluogo lombardo dovrebbe tornare a competere con le grandi potenze italiane ed estere in tempi brevi, forte di nuove proprietà e dello Stato Cinese che le accompagna ciascuna negoziazione.

Gonzalo Higuain con in mano la nuova maglia della Juventus (ph. Ilcalciodigabrielito.blogspot.com)

Gonzalo Higuain con in mano la nuova maglia della Juventus
(ph. Ilcalciodigabrielito.blogspot.com)

Tornando alla graduatoria del monte-ingaggi totale, il portiere più pagato è Gianluigi Buffon alla luce dei 4 milioni di euro netti a stagione, seguito, per quanto concerne la difesa, dall’intero blocco juventino: Dani Alves, BonucciChiellini incassano 3.5 mln netti mentre Alex Sandro è fermo a quota 2.8. E se Khedira e Hamsik affiancano Pjanic completando il centrocampo con uno stipendio rispettivamente di 4 e 3.5 mln, nella schiera d’attacco, ad Higuain si aggiungono Mauro Icardi ed Edin Džeko, col primo che è in trattativa di rinnovo con l’Inter fissato a 5 mln e il secondo che costa alla Roma ben 4.5 mln.
Juve e Inter sfondano, pertanto, nelle spese, il tetto dei 110 mln, con la prima che fa segnare addirittura quota 145 mln di euro lordi. Roma, Milan e Napoli seguono nelle posizioni successive, con 92, 80 e 75 mln di aggregato-spese. I rossoneri hanno addirittura tagliato il proprio monte-stipendi di ben 20 mln., cifra non irrilevante se si pensa alle più prestigiose campagne-acquisti dell’ex patron Silvio Berlusconi. E’ doveroso citare, a tal punto, gli esempi di Fiorentina, Torino e Sassuolo, tre società che hanno anteposto a tutto la trasparenza e il segno + ai propri conti, con la società di Squinzi, in particolare, che si appresta a godere dei benefici europei e italiani della propria squadra. Non bisogna trascurare, difatti, le regole del fair-play finanziario e i trionfi dei singoli club diventano, dunque, indispensabili per la buona riuscita delle manovre finanziarie di presidenti e soci, oltre che per il recupero del carisma della massima serie calcistica italiana.

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