Mounier: “Qui per far bene, attratto dal progetto Bologna”


Tempo di presentazione per l’ex Montpellier, che ammette come sia stato il progetto rossoblù a convincerlo nella scelta. Vestirà la numero 26

– di Luigi Polce –

Di Vaio e Mounier oggi a Casteldebole

Di Vaio e Mounier oggi a Casteldebole

Continua il giro di presentazioni in quel di Casteldebole, e dopo Giaccherini oggi è il turno di Anthony Mounier, introdotto dal club manager Marco Di Vaio, fresco di ammissione al corso da direttore sportivo: “Siamo qui per presentare Mounier, un giocatore per noi importante vista la sua carriera disputata tutta in Ligue 1 con un campionato vinto col Montpellier ed esperienza in Champions League, che ci porta esperienza internazionale, tecnica e gol. Siamo molto contenti che abbia scelto Bologna, sposando subito la nostra causa nonostante avesse altre offerte, è nel pieno della carriera e dovrà portare una grossa dose di esperienza per trascinare gli altri nei momenti difficili”.

Spazio poi al giocatore, il sesto francese della storia del Bologna: “Devo dire grazie al club, sono molto contento di partecipare a questo progetto. Ho rifiutato Ajax e Olympiacos perché volevo rimanere in un campionato importante e partecipare ad un progetto interessante come quello del Bologna. Il primo contatto c’è stato all’inizio del mercato, poi il Bologna si è rifatto vivo verso la fine della sessione quando avevo capito che era quello che faceva per me. Sono stato accolto benissimo dal gruppo – prosegue l’esterno transalpino -, spero di imparare presto la lingua che sta frenando un po’ il mio processo di ambientamento. Il mister mi ha dato il benvenuto e mi ha detto di mettermi subito sotto con il lavoro, perché sarà una stagione importante, e io sono pronto a cominciare e a mettermi a disposizione. Il mio ruolo? Sono abituato a giocare soprattutto sulla fascia sinistra, ma mi adeguo alle esigenze della squadra. Spero di migliorare sempre più e di poter aiutare la squadra a salvarsi con tanti gol e assist”. A quasi 28 anni dunque, la scelta di lasciare la Francia per tentare una nuova avventura: “Quando ero a Nizza avevo avuto delle opportunità per andare via ma sono rimasto in Francia, adesso ho deciso di andarmene per fare un’esperienza nuova per me e per la mia famiglia, in una città molto bella come Bologna. Fabio Grosso mi ha parlato del progetto del Bologna e mi ha confermato che per me questa è una buona opportunità”. Si ispira a Zidane, da buon francese, e ad alcuni massimi interpreti del suo ruolo come Arjen Robben, e vestirà il numero 26: “Erano finiti i numeri – dice sorridendo –, ma per me è comunque un numero importante perché è il giorno di nascita di mio papà, che mi ha fatto respirare calcio sin da bambino”.

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