Murray D’Arabia: lo scozzese trionfa nell’ATP di Dubai


Vittoria facile in finale ai danni dello spagnolo Fernando Verdasco con un 6-3 6-2 e prima conquista del trofeo arabo per il numero 1 del circuito, Andy Murray 

-di Giuseppe Cambria-

Andy Murray trionfa in terra araba (ph. Zimbio)

L’ATP 500 di Dubai ci ha insegnato che ogni torneo quest’anno avrà vita propria, che le previsioni finali saranno indefinibili basandosi su una classifica o sul determinato momento di un atleta, che i soldi non rendono felici (o almeno solo quelli), perché Andy Murray non sarà felice solo per quelli. C’era la grande attesa per Roger Federer, che ha mancato il tiro, dopo il grande trionfo agli Australian Open, facendosi buttare fuori nel secondo turno dal russo Evgeny Donskoy, numero 116 del mondo. Calo fisico o mancanza di motivazioni? Si saprà solo più avanti. Ma il vero protagonista della competizione è stato Andy Murray, numero 1 del circuito, che ha dimostrato sicuramente con i fatti e con i risultati di avere più motivazioni dello svizzero. Dopo l’eliminazione deludente agli ottavi del primo grande slam dell’anno, lo scozzese ha vinto il suo primo titolo del Dubai Duty Free Tennis Championship (con annesso montepremi di $ 2.858,530) con un percorso lineare e gestito con grande esperienza e tenacia. Quest’ultima mostrata nel match dei quarti contro il tedesco Philipp Kolschreiber, che ha visto un tie break, per la conquista del secondo set, chiuso sul 20-18 a favore dello scozzese, e dopo ben sette match point annullati al tedesco. L’ultimo ostacolo che lo separava dal primo trofeo stagionale, non solo per i soldi, ma soprattutto per il morale, era Fernando Verdasco.

La finale –  Sul cemento di Dubai, il primo set inizia con una fase di studio e non offre sicuramente un bello spettacolo. Gli errori sono davvero tanti, da una parte e dall’altra, ma ad approfittarne è lo spagnolo che strappa il servizio sia al primo che al terzo game. Andy Murray si sveglia successivamente: tiene la battuta e ottiene il break che lo porta sul 3-3, prima, e sul 5-3, dopo. L’ultimo game che gli consegna il primo set è una formalità: 6-3. Nel secondo set Fernando Verdasco non sembra esserci più in campo e illude solo per i primi due game. Al servizio lo scozzese non concede più nulla e con la sua superiorità ottiene i due break per andare sul 2-1 e sul 5-2. L’ultimo game del secondo set è la fotocopia di quello del primo set: 6-2. Dopo un’ora e 14 minuti di gioco, il numero 1 del mondo conquista il 45° titolo in carriera e intasca una lauta dose di autostima per le prossime competizioni che lo attendono.

Print Friendly, PDF & Email



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *