Napoli, 0 a 0 e fischi al San Paolo. Barça e Atletico ok. Bayern, altro k.o.


Il riassunto dei match del mercoledì di Champions League. Il Napoli sbatte contro la Dinamo Kiev in casa. Arsenal- Psg: pazzo 2-2. Bayern, è crisi

– di Tiziano De Santis –

Gabbiadini (dx) e Callejon (sx) si disperano davanti all'occasione non sfruttata in Napoli-Dinamo Kiev 0-0 (ph. Corriere.it)

Gabbiadini (dx) e Callejon (sx) si disperano davanti all’occasione non sfruttata in Napoli-Dinamo Kiev 0-0 (ph. Corriere.it)

Quella del Napoli, nella notte di Champions, è un’occasione persa tra gli assordanti fischi dell’arena di casa. Al San Paolo, gli uomini di Sarri non vanno oltre lo 0 a 0 contro la Dinamo Kiev, ma quel che più preoccupa è la prestazione degli azzurri, particolarmente spenti e poco lucidi davanti ad un avversario certamente alla portata. E così la tanto “scontata” qualificazione passa dalle mura domestiche a quelle nemiche del Benfica, attualmente in testa al Gruppo B per differenza reti proprio davanti ai partenopei. All’Estadio da Luz basterà non perdere per passare matematicamente il turno. Tutta colpa del pareggio casalingo e privo di reti conseguito contro gli ucraini: la prima frazione di gara viene ravvivata dalle sbavature delle difese, l’una incapace di tenere Mertens e Insigne, l’altra spesso e volentieri in ritardo su Yarmolenko. L’unico a cercare di scardinare autonomamente la retroguardia rivale è Hamsik, particolarmente inspirato nei dribbling secchi e nei successivi tentativi di andare a rete dalla media distanza. Nella ripresa, Sarri tenta disperatamente di cambiare le sorti dell’incontro gettando nella statica mischia Manolo Gabbiadini, il quale in appena 60 secondi conclude per due volte verso la porta difesa da Rudko senza trovare la fortuna sperata. Il problema il Napoli sembra averlo quando manca il punto di riferimento centrale e quando viene a calare il movimento di uno degli esterni, spesso pungenti nei loro tagli, oggi (e ad Udine) semplici controfigure in modalità off.

Sardar Azmoun esulta dopo aver segnato il pareggio in Rostov-Bayern Monaco 2-3 (ph.  It.eurosport.com)

Sardar Azmoun esulta dopo aver segnato il pareggio in Rostov-Bayern Monaco 2-3 (ph. It.eurosport.com)

Mentre il Benfica soffre di doppia personalità tra i due tempi del match contro il Besiktas, facendosi rimontare ben 3 reti nel secondo tempo e lasciando aperto ogni discorso sulla qualificazione con un avvilente 3-3 tra le mura amiche, nel Gruppo D, il Bayern di Carlo Ancelotti conferma di vegetare in piena crisi subendo una pesante sconfitta dai russi del Rostov. Nonostante il vantaggio firmato Douglas Costa al 35′, Azmoun ristabilisce la parità prima del duplice fischio arbitrale; nel secondo tempo i padroni di casa effettuano il sorpasso col rigore di Poloz, ma Bernat riesce a rispondere soli 3 minuti più tardi segnando il 2-2 Bayern. I bavaresi, tuttavia, devono arrendersi al 3-2 di Nobia e a nulla vale il tiki taka che imprigiona il Rostov a pochi metri dalla propria porta, protetta sino all’ultimo dall’assedio avversario. Ancelotti avrà non poco da riflettere alla luce del secondo k.o. di fila dopo quello di campionato contro il Dortmund. A maggior ragione se si considera che la diretta concorrente per la vetta del Gruppo D, l’Atletico di Simeone, non trova alcuna difficoltà nel confermare il primo posto grazie alla netta vittoria sul Psv per 2 reti a 0.

Lucas Moura da Silva esulta dopo il gol segnato (con la complicità di Iwobi) in Arsenal-Psg 2-2 (ph. Le parisien.fr)

Lucas Moura da Silva esulta dopo il gol segnato (con la complicità di Iwobi) in Arsenal-Psg 2-2 (ph. Le parisien.fr)

Lo 0 a 0 tra Ludogorets e Basilea, nel Gruppo A, è l’esatto ossimoro di ciò che succede all’Emirates, dove l’Arsenal di Arsène Wenger è costretta a recuperare, con Giroud su rigore, il passivo di un gol messo a referto da Cavani per il Psg. E se la sfortuna si accanisce su Verratti, reo di un autogol dopo una carambola con Marquinhos da manuale di comicità, spetta ad Iwobi ricambiare il favore deviando nella propria porta il colpo di testa di Lucas sugli sviluppi di un corner dalla destra. I francesi conquistano, così, la testa del Gruppo A ai danni degli inglesi, che devono rispondere della differenza reti a loro svantaggio.
Nel Gruppo C, il Barcellona esce con le ossa intatte dalla tana del Celtik, demolito 0-2 dalla doppietta di Messi (la prima rete su pallonetto di Neymar, la seconda sul rigore conquistato da Suarez). Torna, infine, in Germania Pep Guardiola, impegnato nella difficile trasferta di Mönchengladbach: il team di André Schubert sfiora il colpo grazie all’apertura delle marcature di Raffael, ma Silva è scaltro nel riacciuffare i padroni di casa prima delle espulsioni di StindlFernandinho, arrivate entrambe nel secondo tempo. E così, come in un copione invertito, Luis Enrique passa il girone da primo, Guardiola lo guarda da uno gradino più in basso.

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