Napoli, il gioco fa male alla Vecchia Signora. Roma, l’inseguimento continua. Inter, lo scivolone può costare caro. Atalanta da impazzire


Un commento dell’ultima giornata di Serie A: dalla frenata di Juventus e Milan allo scivolone dell’Inter. Crotone, la speranza è l’ultima a morire

– di Tiziano De Santis –

L’esultanza di Ciro Immobile dopo il gol in Sassuolo-Lazio 1-2 (ph. Zimbio.com)

Leggere un libro e conoscere già il finale per la maggior parte dei personaggi di un racconto non è di certo il massimo per un appassionato. E’ un pò quello che succede da qualche settimana a questa parte con la Serie A, a detta dei più un campionato ormai chiuso, ma pur sempre capace di inchiodare i tifosi sul filo della suspance quando a fronteggiarsi, in un scontro al vertice, sono due big. Per trovarne la prova basta proiettarsi nell’ultimocapitolo del massimo campionato calcistico italiano, capace di fare, ad esempio, del San Paolo una cornice palpitante durante un Napoli-Juventus, o ancora di far volare sempre più in alto, verso la Chiampions, la Lazio di Simone Inzaghi, vittoriosa per 2 reti a 1, al Mapei Stadium, contro il Sassuolo. Per non parlare delle speranze del Crotone di Davide Nicola, terz’ultima forza in classifica in grado di risollevarsi dopo una striscia negativa di ben sette sconfitte e un pareggio, e di superare al Bentegodi il ben rodato Chievo di Rolando Maran grazie alla rete d’autore di Falcinelli, in un 1-2 importantissimo in chiave salvezza. L’obiettivo Empoli viene, così, acquisito dal redivivo Crotone, a maggior ragione dopo il settimo k.o. di fila dei toscani, stavolta piegati dalla Roma di Luciano Spalletti e di Edin Dzeko. A proposito di Roma. Il ricucire le distanze dalla Juventus capolista, ora a sei lunghezze, è una fusione di sapori: da una parte la consapevolezza di avere in rosa un giocatore diventato essenziale come il bomber bosniaco – autore, contro la squadra di Martusciello, dell’ennesima doppietta stagionale – porta uno squisito retrogusto di possibile rivale sino alla fine dei bianconeri in ottica scudetto; dall’altra, rimanere a secco di trofei anche in quest’annata significherebbe rimanere nel limbo dell’incertezza futura senza Luciano Spalletti, che non ha esitato a rivelare in conferenza stampa l’uscita di scena dal club “nel momento in cui non si dovesse vincere nulla” da qui a fine maggio. Ecco che la tabella di marcia giallorossa diventa solo una: cercare di vincerle tutte d’ora in avanti, in Coppa Italia e in campionato, dove nell’ultimo match giocato la Juventus di Massimiliano Allegri è sembrata vulnerabile se costretta a giocare sulla difensiva.

Marek Hamsik esulta dopo il gol del pari in Napoli-Juventus 1-1 (ph. Zimbio.com)

Chiedere al Napoli di Maurizio Sarri per eventuali conferme: davanti ad un San Paolo tutto esaurito, i partenopei giocano un gran calcio nel big match al vertice e si confermano l’unico team d’Italia in grado di far soffrire sul piano del gioco la corazzata bianconera, capace, tuttavia di aprire le marcature con Khedira dopo appena sette giri d’orologio, prima di essere ripresa da Hamsik nel secondo tempo dopo un’azione alla Barcellona, condita da passaggi di prima e movimenti senza palla da paura. E che dire della caduta delle milanesi: se la pausa-Nazionali sembra aver fermato l’avanzata del Milan di Vincenzo Montella, che non va oltre l’1-1 in quel di Pescara, ancor peggio fa l’Inter contro la Samp davanti ai propri sostenitori, costretti ad illudersi con D’Ambrosio e abbandonati all’amaro di un pesantissimo k.o. da Schick e Quagliarella. Addio Champions per la squadra di Stefano Pioli, chiamata a risollevarsi in fretta già nella prossima trasferta a Crotone. Ma il pezzo forte è l’Atalanta di Gian Piero Gasperini, capace di consolidare la quinta posizione in classifica con un sonoro 0-5 in casa del disorientato Genoa, sempre più in crisi, contestato e a corto di risultati: a Marassi i giovani nerazzurri Gomez (tripletta), Conti e Caldara brillano come mai, impreziosendo la Serie A di una saggia freschezza che in Italia non si vedeva da troppo tempo. Nella lotta per l’Europa è viva anche la Fiorentina di Paulo Sousa, che vince di misura contro il Bologna di Donadoni tra le mura amiche. I felsinei si allontanano, così, definitivamente dal decimo posto in graduatoria, occupato dal Torino di Sinisa Mihajlovic, che non va oltre il 2-2 contro l’Udinese di Jankto e Zapata; i Granata possono, però, godere del bomber numero uno in Italia, quell’Andrea Belotti dalle forza e determinazione indispensabili per superare ogni record stagionale, e riescono ad agguantare i friulani sul finire di una gara bella ed arrembante.
In attesa del prossimo capitolo…

Print Friendly



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *