Napoli, può essere la (s)volta buona


I successi contro Juventus e Milan certificano la crescita di una squadra che, con il passaggio al 4-3-3, ha cambiato pelle: la difesa ora è solida, l’attacco funziona che è un piacere. Con una classifica ancora incerta, parlare di scudetto non è utopia

 – di Luigi Polce –

Date, anzi diamo, a Sarri quel che è di Sarri, potrebbe dire qualcuno. E in fondo è giusto così. L’allenatore azzurro, dopo un lungo corteggiamento da parte del Milan, è arrivato a Napoli reduce dall’ottima stagione ad Empoli, e fin da subito ha dovuto fronteggiare la diffidenza di addetti ai lavori e tifosi, non pienamente convinti del fatto che avesse la stoffa adatta al grande salto. Lui, dal canto suo, non ci ha mai dato troppo peso: tappi alle orecchie e lavoro sodo, sin dal ritiro estivo di Dimaro, per cercare di rimettere in piedi una baracca disastrata dopo la gestione Benitez.

Napoli subito ko all'esordio contro il Sassuolo (ph. zimbio)

Napoli subito ko all’esordio contro il Sassuolo (ph. zimbio)

Il credo tattico del tecnico napoletano si basa sul classico 4-3-1-2, con il trequartista dietro alle due punte. Nelle sue idee c’era quella di riproporre a Napoli il modello Empoli, che tanto bene aveva fatto, ovviamente con interpreti diversi: Insigne a fare il Saponara, mentre al posto di Maccarone e Tavano due tra Gabbiadini, Higuain, Mertens e Callejon. Una svolta epocale dunque per la squadra azzurra, abituata nelle ultime annate a giocare con il 4-2-3-1. Cambiare da un modulo all’altro non è mai semplice, Sarri lo ha capito presto e si è subito rimboccato le maniche. I primi segnali arrivati dalle amichevoli estive erano incoraggianti, e a chi gli chiedeva se non fosse meglio giocare con il 4-3-3, l’ex Empoli rispondeva che assieme alla squadra non si era ritenuto tale modulo adatto. Le amichevoli, però, lasciano il tempo che trovano, e in campionato iniziano i veri problemi per il Napoli. All’esordio contro il Sassuolo è subito sconfitta, poi arrivano due 2-2 consecutivi rispettivamente contro Sampdoria ed Empoli: morale della favola, nelle prime tre giornate la squadra del patron De Laurentiis raccoglie due miseri punti, con la diffidenza della piazza che inizia a convertirsi in mugugni sempre più rumorosi. “Sarri non era pronto? E’ un allenatore da provincia?”: nei bar, in strada, nei salotti televisivi, tutti si interrogano sull’avvio balbettante del Napoli.

Due gol e un assist contro il Milan per Insigne, sempre più trascinatore del Napoli da quando Sarri lo ha spostato dalla trequarti all'attacco (ph. zimbio)

Due gol e un assist contro il Milan per Insigne, sempre più trascinatore del Napoli da quando Sarri lo ha spostato dalla trequarti all’attacco (ph. zimbio)

La risposta la dà lo stesso Sarri, che dimostra grande intelligenza oltre che bravura, rimodellando la sua creatura in base agli uomini a disposizione, in tre semplici mosse: 1) dal trequartista si passa al tridente, accantonato in estate, con Insigne che torna nel suo ruolo naturale, ovvero quello di esterno d’attacco; 2) il pupillo Valdifiori, arrivato assieme al tecnico da Empoli, viene momentaneamente messo da parte in favore di un Jorginho praticamente rinato, che si è preso la cabina di regia anche grazie a due splendidi incursori come Allan (già tre gol per lui) e Hamsik (finalmente impiegato da mezzala dopo che Benitez insisteva nel collocarlo sulla trequarti); 3) la riscoperta di Koulibaly in difesa, che in confronto a quanto visto l’anno scorso sembra Thuram, con le dovute proporzioni. La svolta è datata 17 settembre: contro il Club Bruges al San Paolo va in scena il primo Napoli formato 4-3-3, che vince 5-0 sulla squadra belga. Da lì in poi, tralasciando lo 0-0 col Carpi, è una marcia trionfale: 4 partite giocate tra campionato ed Europa League, e 4 vittorie con 13 gol fatti e uno solo subìto.

Lazio, Juventus e Milan hanno già assaggiato sulla propria pelle la forza di questo nuovo Napoli, dopo la sosta toccherà alla Fiorentina capolista, ora distante sei punti: se anche contro la Viola dovesse arrivare un successo, parlare di scudetto non sarebbe più così utopistico come qualche settimana fa.

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