Nasce la Nations League, lo scudetto delle Nazionali


Dal 2018 prenderà il via una nuova manifestazione per le Nazionali europee che consentirà anche di avere accesso diretto all’Europeo: ecco la Nations League

– di Marco Vigarani –

Michel Platini, presidente della UEFA (ph Zimbio)

Michel Platini, presidente della UEFA (ph Zimbio)

Il calendario di appassionati di calcio e addetti ai lavori è destinato ad infittirsi ulteriormente a partire dal 2018 quando prenderà il via una nuova manifestazione a livello continentale dedicata alle Nazionali: il Comitato Esecutivo UEFA infatti ha approvato la nascita della Nations League. Prima di interrogarsi sul senso di questa scelta, occorre innanzitutto capire la formula del nuovo trofeo che vedrà impegnate tutte le 54 squadre europee che verranno inizialmente ripartite in quattro divisioni (dalla A alla D) usando come base il ranking UEFA aggiornato al Mondiale del 2018 che si svolgerà in Russia. Ogni divisione genererà a sua volta altri quattro piccoli gruppi al suo interno che comunque vedranno sempre impegnate Nazionali di analogo livello. Ogni gruppo prevede un calendario con sfide di andata e ritorno al termine delle quali (giugno 2019) la squadra vincente entrerà in un playoff con le altre tre per determinare il campione della divisione di appartenenza. Ovviamente solo all’interno della Divisione A sarà possibile competere per il titolo mentre la prima classificata dei livelli inferiori verrà promossa di un gradino prendendo il posto della retrocessa. L’anno successivo (marzo 2020) poi la formula di fatto si ripeterà per stabilire una squadra per ogni divisione che entrerà di diritto nella fase finale dell’Europeo.

Ovviamente è lecito chiedersi il motivo dell’introduzione di un’ulteriore competizione che andrà inevitabilmente a rendere ancora più fitti di impegni i calendari delle stagioni che di fatto non avranno più periodi morti. Il meccanismo della Nations Cup andrà in pratica a sostituire le amichevoli che vengono regolarmente disputate con la speranza che, mettendo in palio un trofeo, si rendano più accese e spettacolari anche partite che generalmente non hanno un gran valore. Non ci sarà quindi più probabilmente un inutile Italia-Albania a metà novembre ma al suo posto andrà in scena magari un Italia-Spagna che nelle speranze della UEFA dovrebbe avere decisamente un appeal maggiore soprattutto per gli sponsor. Ecco allora la vera ragione che sembra aver animato l’organo direttivo del calcio europeo: aumentare almeno quantitativamente (sulla qualità non si possono fare previsioni) l’offerta di calcio durante l’anno attirando investimenti economici ed aumentando gli introiti dai diritti televisivi.

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