Nazionale – Ventura:”Berardi ed El Shaarawy sacrificati nel 3-5-2″


Le parole del nuovo c.t. degli azzurri Giampiero Ventura alla vigilia dei due match con Francia e Israele dell’1 e del 5 Settembre

– di Tiziano De Santis –

Giampiero Ventura, c.t. della Nazionale Italiana, in conferenza stampa. (ph. Quotidiano.net)

Giampiero Ventura, c.t. della Nazionale Italiana, in conferenza stampa.
(ph. Quotidiano.net)

Ci siamo: il nuovo viaggio della Nazionale Italiana capitanato da Giampiero Ventura sta per avere inizio in termini effettivi. Gli azzurri saranno, infatti, impegnati a Bari il 1° Settembre contro la Francia, in un amichevole di lusso, e ad Haifa, il 5 settembre, nel match di qualificazione mondiale contro Israele.
L’ex-allenatore del Torino, “con le lacrime agli occhi dopo tanto tempo lontano dal campo“, affronta la conferenza stampa in vista delle due partite in programma con la solita serenità di sempre, ammettendo di voler dare continuità sia al modulo, sia ai risultati ottenuti da Antonio Conte, ex-c.t. e attualmente condottiero del Chelsea di Roman Abramovič. L’auspicio di Ventura è fare bene anche in Nazionale, nonostante le assenze di Bonucci (per ragioni familiari), Zaza e Sirigu, lontani dal terreno di gioco da troppo tempo per poter essere convocati.

Domenico Berardi, in allenamento con l'Italia U21 (ph.90min.com)

Domenico Berardi, in allenamento con l’Italia U21
(ph.90min.com)

A far scalpore, nonostante tutto, è la mancata chiamata di Domenico Berardi, autore di un ottimo inizio-stagione col Sassuolo, e di Stephan El Shaarawy, perno della manovra d’attacco della Roma di Luciano Spalletti. “In questo modulo non c’è spazio. Dipende dalle situazioni tattiche, inutile esserci se nel 3-5-2 non ci sono esterni offensivi o se nel 4-2-4 non ci sono ‘quinti’ “, risponde il tecnico genovese alle domande sui due calciatori, ammettendo di voler “fare dei raduni con chi non è ammesso nel 3-5-2“. In programma, anche se solo ancora nel mondo ideale di Ventura, è anche la presenza, nelle amichevoli di fine anno, dei giovani, fulcro indispensabile dell’Italia che verrà: sono loro, precisamente, a “non essere ancora pronti a sopportare il peso della maglia azzurra“; i vari Romagnoli, Rugani e Bernardeschi (che interpreterà un ruolo importante, almeno secondo le parole del c.t.), pertanto, le fondamenta che non dovranno essere bruciate, ma che verranno invitate nella “famiglia Italiana” per sentirsi a casa il prima possibile e contribuire al progetto del domani che vedrà, al termine dei Mondiali di Russia del 2018, un’Italia dall’età media di venticinque anni.

Marco Verratti con la maglia della Nazionale Italiana (ph. Notizie.it)

Marco Verratti con la maglia della Nazionale Italiana (ph. Notizie.it)

Nel frattempo, pensando al presente, i 90 minuti contro Israele si riveleranno essenziali, per il neo c.t, per capire lo stato di forma dei propri ragazzi. Il nome di Marco Verratti, nel frattempo, viene associato da Ventura alla capacità di fare calcio in un reparto attualmente privo di fenomeni come il centrocampo azzurro, privo, tra l’altro, di Giaccherini e Marchisio. Puntare sull’unione e sulla voglia di essere gruppo risulta, pertanto, imprescindibile per ben figurare nei due match previsti per i primi di Settembre. Una parentesi importante, infine, viene aperta dal selezionatore riguardo il codice etico: per un processo di crescita e di vittoria sul campo, basilare sarà il comportamento degli interpreti fuori e dentro il terreno di gioco, motivo per cui Ventura parlerà con Daniele De Rossi, alla luce della recente esperienza negativa di cui il numero 16 giallorosso è stato artefice e vittima in Champions League.
Tutto è pronto per un nuovo inizio; la parola passa, ora, ai rappresentanti del progetto Venturiano.

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