NBA: Beli out ma Sacramento vince. Curry fa volare Golden State


L’azzurro salta la terza gara di fila ma sul parquet di casa i Kings tirano fuori l’orgoglio e battono i Wizards. Intanto Golden State e San Antonio continuano a un ritmo pazzesco

– di Calogero Destro –

Il 2015 ha incoronato Stephen Curry come nuovo volto mondiale del basket (ph. Zimbio)

Stephen Curry, protagonista nella notte della rimonta di Golden State a Salt Lake City  (ph. Zimbio)

Continua a soffrire il solito fastidio al piede destro Marco Belinelli, che salta la terza gara di fila ma potrebbe tornare contro Miami. Intanto, i Kings, riescono ad acciuffare la trentesima vittoria in stagione sfoderando sul parquet di casa una prova d’orgoglio contro Washington, che ad est gioca ancora per una comparsa nella post-season. La partita rimane sempre in controllo di Sacramento che però alla fine perde le staffe per un paio di chiamate dubbie: Rondo (15 pts, 11 ast) si fa espellere a 7 secondi dalla fine (sul più 16 a favore!) e con lui anche Cousins (29pts, 10 rbl), che a causa del sedicesimo doppio tecnico in stagione a Miami non ci sarà causa squalifica.

Golden State e San Antonio a gonfie vele, sussulto Lakers – Continuano a disputare un altro campionato Warriors e Spurs: Golden State, trascinata dal solito Curry (31 pts, 5/10 da 3) riesce a riprendere una gara che sembrava ormai ben indirizzata nelle mani di Utah, ma la tripla di Thompson sul finale manda le squadre al supplementare dove non c’è praticamente partita (14-7 il parziale e 96-103 il finale). Gli Spurs, invece, conquistano abbastanza agevolmente la vittoria casalinga di fila numero 38 dall’inizio della stagione (nuovo record, superati i Bulls del ’96) e confermano una volta di più di essere, al momento, la più probabile compagna di Curry e co. in un’eventuale finale di conference. Battono un colpo i Lakers: allo Staples Center praticamente non va in scena l’ultimo duello tra i protagonisti più attesi della serata, ovvero Wade (che ne mette comunque 26) e Kobe, visto che il “black mamba”, a causa delle perpetue noie muscolari, ha potuto calcare il parquet per appena 9 minuti. All’overtime la decide Randle, con un piazzato da due per il definitivo 102-100.

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