NBA: l’addio di Kobe ruba la scena al record targato Warriors


Nell’ultima notte il “Black Mamba” ne mette 60 e fa passare in secondo piano il record dei ragazzi di Kerr. Definiti anche i residui dubbi per stabilire la griglia degli imminenti playoffs

– di Calogero Destro –

Il 2015 ha incoronato Stephen Curry come nuovo volto mondiale del basket (ph. Zimbio)

Steph Curry, ha trascinato i suoi Warriors al nuovo record della regular season (ph. Zimbio)

L’addio di Kobe Bryant ha inevitabilmente catalizzato su di sé l’attenzione dei media sportivi di tutto il pianeta: troppo grande l’emozione di poter rivivere, anche se solo per una notte, un giocatore così immenso, che per vent’anni ha marchiato con un timbro indelebile la storia della NBA. Lui, di certo, non ha deluso: l’ultimo ballo del “Black Mamba” regala ai tifosi del basket la bellezza favolistica di ben 60 punti (non gli accadeva dal 2009) che permettono ai suoi di battere una Utah ormai fuori dalla lotta per la post-season 101-96. Intanto, mentre un pezzo di storia abbandonava il parquet, in quel di Memphis, se ne scriveva un’altra, forse incancellabile, pagina: Golden State, trascinata da un alieno di nome Curry (46 punti, con 10/19 da 3 e le 400 triple in stagione superate) infrangeva il record dei Bulls ’95-’96, conquistando la vittoria numero 73 in Regular Season. I ragazzi di Kerr che in quei Bulls era stato protagonista concludono una straordinaria cavalcata e ai playoffs incontreranno i Rockets di Harden, che sono riusciti ad acciuffare la qualificazione alla post-season al fotofinish demolendo in casa Sacramento 116-81.

Ultimi verdetti: Boston rimonta Miami ma è quinta, Dallas sesta – Non basta una strepitosa rimonta ai Celtics per conquistare la quarta piazza della Eastern Conference: il 98-88 finale, figlio di un terzo parziale pazzesco (20-0) non serve ai fino della classifica finale, quattro squadre chiudono col un record di 48 v-34 s e si posizionano così: Miami terza e Atlanta quarta avranno entrambe il fattore campo dalla loro, mentre Boston è quinta e Charlotte sestaI Cavs, che cadono in casa contro Detroit ovvero la prossima avversaria ai playoffs mantengono comunque la testa della Conference, mentre Toronto (56 v-26 s) è seconda e se la vedrà con Indiana. Ad ovest non c’era praticamente nessun verdetto da dare: Houston aveva già conquistato l’ottavo posto prima che i Jazz scendessero in campo. Dallas chiude sesta e se la vedrà con Okc, in una serie che si preannuncia molto equilibrata,  mentre San Antonio, seconda con un pazzesco 67 v-15 s, è già da tempo certa della seconda piazza ed incontrerà una non irresistibile Memphis. I Clippers, quarti, affronteranno la sorpresa Portland, potenziale mina vagante anche in post-season.

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