Nessuno peggio della Serie A nella gestione dei giovani


Uno studio sulla crescita dei giovani calciatori e sulla loro valorizzazione conferma che l’Italia è il peggior campionato europeo piazzando il Genoa appena al quindicesimo posto

– di Marco Vigarani –

Xavi, dal 1991 un pilastro del Barcellona (ph. Zimbio)

Xavi, dal 1991 un pilastro del Barcellona (ph. Zimbio)

Il tema della crescita e valorizzazione tecnica ma anche economica dei giovani atleti è stato al centro anche dell’ultima puntata del Pallone Gonfiato Monday Night, ma in questi giorni il CIES (Centro internazionale di studi sportivi) ha concluso uno studio che conferma a tal proposito l’ultimo posto del calcio italiano nel confronto con gli altri maggiori Paesi europei. I giovani cresciuti nel vivaio sono una doppia risorsa prima di tutto dal punto di vista tecnico quando inseriti nelle rotazioni della prima squadra ma lo diventano anche sul piano economico generando plusvalenze al momento delle cessioni: in entrambi i settori però la Serie A arranca.

Partendo dalla percentuale di atleti provenienti dal settore giovanile si scopre infatti che appena il 9,6% dei calciatori impiegati nel primo semestre del nostro campionato maggiore è cresciuto in loco e che quindi più del 90% dei tesserati è stato acquistato. Al top in Europa troviamo invece la Ligue 1 francese che impiega addirittura il 24,6% di atleti provenienti dalle proprie giovanili seguito dalla Liga al 22,4%: la media continentale si attesta sul 17,2%. Passando a contare quanti prodotti del vivaio dei singoli club mondiali militino ora nei migliori campionati, si scopre che ovviamente al primo posto c’è il Barcellona che impiega ancora oggi 13 ex della Cantera e ne ha piazzati altrove ben 30 per un totale di 43 calciatori cresciuti e trasformati in professionisti. Al secondo posto si piazza il Manchester United (36) seguito dal Real Madrid (34) mentre la prima italiana è l’Atalanta, nona a quota 22, mentre va segnalata anche l’Inter con 18 atleti. Da notare che tra i migliori cinquanta club al mondo non compare la Juventus che domina la Serie A da ormai quattro anni ma è presente l’Empoli.

El Shaarawy è passato dal Genoa al Milan per 15 milioni di euro (ph. Zimbio)

El Shaarawy è passato dal Genoa al Milan per 15 milioni di euro (ph. Zimbio)

Il secondo aspetto valutato riguarda la ricchezza generata dalla vendita di questi calciatori creati in casa ed ancora una volta la Francia guarda tutti dall’alto con un incasso complessivo di 292 milioni per la Ligue 1 mentre la Serie A è ancora il fanalino di coda dei cinque più importanti campionati europei con 114 milioni (il 40% del fatturato transalpino). Si passa quindi ad analizzare gli introiti generati dai singoli club e si scopre che i più virtuosi sono stati gli inglesi del Southampton che hanno incassato ben 90,2 milioni dai trasferimenti di Chambers, Lallana e Shaw. Completano il podio i francesi del Lille (76 milioni da cinque cessioni compresa quella di Hazard) e gli spagnoli della Real Sociedad (62,2 milioni dai soli cartellini di Griezmann e Illarramendi). L’Italia ancora una volta insegue a distanza visto che il Genoa si colloca appena in quindicesima posizione con un bottino di 24,5 milioni derivante dalle cessioni di Boakye, Cofie, El Shaarawy, Lazarevic e Sturaro. Due posizioni più in basso ecco di nuovo l’Atalanta a quota 23,6: le due italiane più virtuose quindi soltanto unendo le forze possono raggiungere gli introiti del Southampton.

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