Nicchi e una svolta storica: “Arbitri in tv? Non manca molto”


Il presidente dell’AIA Marcello Nicchi ha ammesso che gli arbitri potrebbero presto andare in tv dopo le partite per spiegare le propre decisioni. Sarebbe una svolta storica per il calcio italiano

– di Marco Vigarani –

Marcello Nicchi, presidente dell'AIA (ph. Zimbio)

Marcello Nicchi, presidente dell’AIA (ph. Zimbio)

Il 2016 potrebbe essere un anno storico per il calcio italiano in grado di far cadere anche uno degli ultimi tabù in grado ancora di creare polemiche e divisioni. Dopo l’adozione della Goal Line Technology e l’apertura mostrata da Tavecchio nei confronti della moviola in campo, ieri Marcello Nicchi ha spalancato le porte alla possibilità di vedere in televisione gli arbitri nel dopopartita per spiegare le proprie decisioni. Il presidente dell’AIA è intervenuto su Gr Parlamento spiegando nel dettaglio: “Non siamo lontani da quel momento perchè vogliamo continuare a smorzare ogni forma di polemica inutile. Manca solo un passaggio ovvero che gli arbitri possano parlare prima che si sia espresso il giudice sportivo senza interferire nelle sue decisioni ma già dal prossimo anno penso che potremmo iniziare, almeno in via sperimentale, a presentarci davanti ai microfoni dopo la gara“. Si tratterebbe davvero di una rivoluzione storica che aprirebbe finalmente il mondo arbitrale verso i media incontrando il favore degli stessi fischietti che in via ufficiosa hanno già più volte espresso il loro consenso a questa eventualità nell’intento di poter illustrare i motivi del proprio operato e magari ammettere anche eventuali errori come ogni altro protagonista di una partita. Nicchi ha invece messo qualche paletto in più parlano dell’utilizzo della moviola in campo, approvato dall’IFAB e sicuramente promosso insieme a numerosi altri supporti tecnologici dal nuovo presidente FIFA Infantino. “Attenzione a non confondere tecnologia con moviola – ha detto – perchè l’unica sua utilità può essere sulle situazioni di gioco da fermo o nel determinare il posizionamento dei giocatori. Possiamo chiedere alla tecnologia di dirci se un fallo è dentro o fuori area, ma non se è o non è fallo“. A completare il ragionamento, è arrivato quindi un elogio agli assistenti della classe arbitrale italiana: “Abbiamo dei guardialinee che sono dei fenomeni, sono capaci di vedere cose con una concentrazione ed una velocità che nemmeno una macchina è in grado di utilizzare. Per aiutarli possiamo solo chiedere un’ulteriore semplificazione nell’applicazione della regola del fuorigioco“.

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