Non esistono più Nazionali di serie B


Il fallimento delle Nazionali più quotate è dovuto alla globalizzazione del calcio, non esistono più Nazionali di serie B in un Mondiale che sta mostrando a tutti le nuove realtà calcistiche

di Francesco Ferrari

Nulla viene mai detto per caso e le parole hanno un peso.  Joachim Löw, uno che il calcio lo mastica da una vita e che con la sua Germania è ancora in corsa per la Coppa del Mondo,  in una recente intervista rilasciata, ha spiegato come questo Mondiale brasiliano sia uno dei tornei più equilibrati di sempre, senza squadre materasso.

Da questo suo pensiero possiamo partire per spiegare, almeno parzialmente, il fallimento delle Nazionali più quotate, tra tutte Spagna e Italia e in secondo piano tutte le altre formazioni che hanno mancato il loro obiettivo minimo: Portogallo, Russia e Giappone.

James Rodriguez e Juan Cuadrado, volti nuovi del calcio mondiale

James Rodriguez e Juan Cuadrado, volti nuovi del calcio mondiale

Se da un lato è vero che tutte queste squadre non hanno dimostrato sul campo il loro valore effettivo, dall’altro si sono trovate ad affrontare formazioni preparatissime, che non hanno concesso quasi mai nulla all’avversario. E allora succede che il Cile strapazza i campioni del Mondo e d’Europa, la Costa Rica riesce a imbrigliare la deludente Italia per poi colpirla alla prima disattenzione, l’Algeria strappa la qualificazione alla Russia di Capello che non riesce come suo solito ad amministrare il vantaggio iniziale. La Colombia, invece, passa il turno a punteggio pieno, pur orfana del suo campione Falcao, mostrando a tutto il mondo il talento di James Rodriguez e le giocate di Cuadrado, che noi italiani già conosciamo bene. Il calcio ormai è globale e dobbiamo farcene una ragione, in Italia e in Europa non abbiamo più nessuna esclusiva, anzi, negli altri paesi hanno studiato la nostra tattica applicandola all’esplosività fisica, cosa che soprattutto a noi italiani negli ultimi anni è mancata. Il risultato è scontato: l’allievo supera il maestro, e nettamente aggiungiamo. Questa evoluzione del calcio è dovuta sia dal fatto che abbiamo molti europei che allenano nazionali e squadre extra-continentali sia dal fatto che tantissimi giocatori di queste squadre militano da anni nei campionati europei e sono riusciti a tramandare ai compagni e agli allenatori stessi le tattiche dei club. Squadre come la Colombia e la Costa Rica, allenate rispettivamente da Pekerman e Pinto, personaggi che non hanno mai oltrepassato l’oceano, hanno dimostrato invece di giocare un calcio molto più vicino al modello europeo piuttosto che a quello sudamericano visto nelle passate rassegne mondiali. Basti pensare alla “mitica” Colombia di Valderrama e Higuita vista a Italia ’90, famosa più per le sue folte chiome e parate con la mossa dello scorpione, piuttosto che per la concretezza in campo. Ora la situazione si è capovolta, il tatticismo si è unito all’estro calcistico e alla potenza fisica e i risultati si sono visti sul campo. Le squadre più blasonate sono cadute al cospetto di queste nuove realtà calcistiche e se non faranno al più presto qualcosa per rinnovarsi rischiano di rimanere indietro e di perdere il passo di questi velocissimi nuovi campioni.

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