Non sarà una Fortitudo per lunghi, anche se c’è davvero bisogno di un play


Coach Boniciolli ha già annunciato che prima del termine della regular season chiederà alla società un rinforzo in cabina di regia. Ma se la soluzione migliore fosse trovare un lungo determinante?

– di Calogero Destro –

McCamey: con due palloni persi nel finale contro Mantova ha rischiato di far crollare la Effe (ph.Schicchi)

Non sarà una Effe per lunghi. Ma, in questa prima metà di stagione, non lo è stata nemmeno per play. Cerchiamo di spiegare meglio riavvolgendo indietro, ma nemmeno di tanto, il nastro. Al giro di boa la Fortitudo si ritrova con in cabina di regia un solo vero playmaker, Robert Fultz. Ma l’ex rosetano ha fin qui disputato, tra infortuni e infelici uscite a mezzo stampa, appena 9 partite, con una media di 2.9 assist per i compagni in 18.2 minuti di utilizzo sul parquet. L’altro regista della squadra è, almeno in teoria, Demetri McCamey. L’americano, con i suoi 2.2 assist in 26.9 minuti di media a partita, ha però ormai dimostrato di avere tutt’altre caratteristiche rispetto a quelle di un sapiente direttore d’orchestra, come confermato, una volta di più, dalle due sanguinose perse nel finale di gara contro Mantova. E proprio nella conferenza del dopo partita contro i virgiliani, coach Boniciolli ha fornito ai cronisti presenti in sala stampa un’indicazione di mercato molto interessante: la richiesta, già recapitata alla società, di un playmaker da aggiungere al roster poco prima del termine della regular season.

Problemi in regia, ma servirebbe un lungo- C’è un problema, dunque, in cabina di regia. La versione – presentata dallo stesso Boniciolli – secondo cui un altro gestore della palla servirà soprattutto per non rimanere scoperti in caso d’infortuni nel momento caldo della stagione, non convince infatti del tutto. L’errore, d’altronde, è stato commesso a monte: McCamey, semplicemente, non è un playmaker, ma una guardia con discrete capacità di attaccare il ferro o arrestarsi dalla media, e mediocri doti nel provare a mettere in ritmo i compagni. Ma la volontà (o sarebbe meglio dire necessità) di aggiungere al roster un altro trattatore di palla – con o senza taglio alcuno, sarà da vedere in seguito – preclude l’eventuale acquisto di un lungo. Perché dunque – ci si chiederà, legittimamente – la Effe, che può contare sotto le plance sul contributo di Mancinelli, Pini, Chillo, Italiano, Gandini e Bryan, dovrebbe investire su un lungo? La risposta è abbastanza semplice. Sono veramente in pochi, nella Lega, a poter contare su un un lungo in grado di spostare (e non come un ormai famigerato 19 in maglia rossonera) gli equilibri. Cifre alla mano, solo Latina (Hairston/Raymond, con 42 di media, in tandem, a partita) Virtus Roma (Lee Roberts, con 20.2 punti a partita) e Treviso (con John Brown, 19.8 pts di media) possono contare su un Ala/Centro capace, potenzialmente, di far saltare il banco. Per una squadra come la Fortitudo, non brillantissima dalla lunga distanza (32% da 3 di media in 15 partite) e che ha sofferto parecchio, in questa prima metà di campionato, la zona avversaria, avere una soluzione di sicuro affidamento sotto le plance – oltre a un Mancinelli lontano dalla propria versione migliore – dove in giro non spiccano di frequente giocatori determinanti, avrebbe potuto aiutare, e non poco. Ma a quanto pare le priorità sono altre, e sulla bontà delle scelte fatte – o che saranno fatte – si avrà modo di tornare a discutere a stagione conclusa, quando a parlare sarà stato innanzitutto il campo.

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